marketing territoriale e businessA dover rispondere a bruciapelo alla domanda su cosa sia il marketing territoriale, i più distratti e sbrigativi potrebbero rischiare di confondersi con le azioni di promozione tradizionali, cioè pensate su scala nazionale per poi essere declinate a livello locale. E’ il caso della telefonia, dove gli operatori sferrano imponenti campagne pubblicitarie man mano che cablano regioni e province.

In un eccesso di zelo, invece, si potrebbe scambiarlo con l’ambient marketing, che agisce nelle situazioni in cui un target di pubblico si raduna spontaneamente; in un contesto, quindi, di forte predispozione e attenzione agli impulsi esterni.

Ma il marketing territoriale non è niente di tutto ciò. Si occupa, piuttosto, dello sviluppo di una determinata area territoriale in termini di notorietà e attrazione, e include numerose azioni strategiche. E per essere vincente, deve porsi obiettivi di lungo periodo.

Ecco quindi come aumentare le vendite con il marketing territoriale.

Il mercato per il quale è più prezioso, specie nell’era della globalizzazione e dei voli low cost, è senz’altro quello del turismo, dove la necessità di rilanciare, differenziare e rendere note le peculiarità di una città o di una regione, è certamente molto sentita.
La materia, dunque, compete all’amministrazione pubblica, che è soggetto finanziatore dei progetti sui quali investire e indirizzare (si pensi alle infrastrutture), ma anche ai privati, attivi soprattuto nelle fiere internazionali stile BIT di Milano.

Nel marketing territoriale vince il grande schermo

Strumento acceleratore delle politiche di marketing territoriale, che può far conoscere un territorio su scala planetaria decretandone la vittoria nell’arena competitiva mondiale, è senza dubbio il cinema, che nonostante il suo soffrire come industria, è ancora capace di far sognare e, a suon di  tecnologia 3D, blue ray e on demand satellitari o via internet, non vuole saperne di invecchiare.

L’America degli studios, di Hollywood e dei generi codificati gode ancora, ad esempio di una mitizzazione che durerà per decenni.
Si pensi al numero impressionante di pellicole che ci hanno raccontato New York, Los Angeles, Miami, Las Vegas.
Il recente fenomeno di Bollywood è oggi il contraltare più concreto del mitico cinema americano: all’esplosione demografica, economica e industriale di “Cindia”, hanno fatto da eco titoli come La Tigre e il Dragone, Hero The Millionaire, in grado di raccontare miti, leggende e paesaggi orientali. Perfino l’ultimo James Bond, quello del riuscito episodio Skyfall, si è trasferito per numerose sequenze in una Shanghai modernissima e sontuosa nel suo luccicante abito da sera di acciaio e vetro.

Andando verso gli estremi del globo, Australia e Invictus (quest’ultimo racconta l’operato di Nelson Mandela in Sud Africa) sono storie scritte in America per celebrare la Storia inscritta nel dna di queste due grandi nazioni.

Avvicinandoci all’Europa, è certamente Woody Allen il più vincente e spregiudicato regista del marketing territoriale, capace di girare in pochi anni, dopo aver reso immortale New York (e segnatamente Manatthan), Match Point a Londra, Vicky Cristina Barcelona, Midnight in Paris To Rome With Love.

Il ruolo del cinema nel marketing territoriale italiano

 

incrementare il marketing con le risorse del territorioEd eccoci alla nostra Italia, il “Bel Paese” per eccellenza. Anche il cinema ha contribuito in passato a rinverdire i fasti di Roma, Milano, Firenze, Venezia e le altre città d’arte, ma sono più interessanti alcuni casi recenti, che hanno imposto all’attenzione del grande pubblico luoghi meno noti come Matera (The Passion), le Puglie (Mine Vaganti) e Bagheria (Baarìa).

E anche dalle fiction possono venire casi scuola di marketing territoriale. Se gli episodi de Il Commissario Montalbano tengono incollati davanti la tv dieci milioni di spettatori a serata, le presenze turistiche nel ragusano aumentano del 50%, perché una volta suggerita l’idea, si ritrovano a Scicli, Modica, Noto e Ibla

gli stessi paesaggi, la stessa luce, il cibo e la slow way of life che ci ha appasionato in tv.

In casi così vincenti di marketing territoriale, la gioia è tutta dei tour operator e dei gestori di alberghi e B&B, che possono titolare nelle loro brochure “Sei ospite a casa di Montalbano” certi di un buon ritorno.

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