osho e la meditazione dinamicaLa meditazione dinamica è una tecnica di meditazione introdotta dal maestro indiano Osho Rajneesh, e focalizzata sull’utilizzo del movimento per il raggiungimento di stati di coscienza superiori. Di cosa parliamo esattamente? E come funziona la meditazione dinamica?

Meditazione dinamica: ecco la procedura

Il presupposto di base è molto semplice: la nostra mente è perennemente occupata, in movimento, non conosce soste. Non soltanto essa si perde in divagazioni, pensieri, considerazioni e paragoni quasi in modo automatico, ma persiste in questa attività uno stato di identificazione del sé con i contenuti della mente.

In pratica, secondo Osho, pensiamo e crediamo di essere i nostri pensieri, mentre si tratta soltanto di “onde” o increspature sulla vasta superficie dell’oceano della consapevolezza.

Conosci già i segreti della meditazione dinamica? Allora scopri cosa è la meditazione vipassana.

La meditazione dinamica punto per punto

 

La meditazione dinamica è una meditazione in 4 step, dura circa 1 ora e consente di ritrovare uno stato di maggiore presenza a se stessi, che banalmente potremmo definire “svuotare la mente”, ma che in realtà ha molte altre sfumature.

La tecnica meditativa di Rajneesh opera sui blocchi e le repressioni, in linea con le scuole psicoterapeutiche della Gestalt o della Bioenergetica, e lo fa principalmente attraverso un lavoro sul corpo, sul movimento, sul lasciar andare.

Il primo step della meditazione dinamica è la respirazione caotica: 10 minuti di respirazione volutamente profonda, quasi violenta, accompagnata da un movimento naturale del corpo. L’obiettivo: risvegliare l’energia sopita, sciogliere i blocchi e le inibizioni.

Il secondo step, invece, prevede 10 minuti di totale catarsi, durante i quali il meditante può urlare, rotolarsi a terra, piangere, ballare o regredire ad uno stadio infantile, stando ovviamente attento a non dis-turbare gli altri meditanti.

campana tibetana e meditazione dinamicaNel terzo step, per altri 10 minuti il meditante ripete il mantra “hu“, effettuando un saltello con le braccia in alto, e cercando di sentire l’urlo che arriva dal fondo della pancia.

Quarto ed ultimo step è l’esercizio dello “stop!”: il maestro (in questo caso Osho) dà ai meditanti un improvviso comando di “stop!”, lasciando che questi si fermino istantaneamente nella posizione in cui si trovano. Lo “stop!” è una tecnica mutuata dall’insegnamento di G.I. Gurdjieff, mistico armeno molto seguito ed apprezzato da Osho.

Grazie a questo improvviso “congelamento”, sarebbe possibile gettare uno sguardo più attento al proprio interno, osservare l’energia che abita il corpo, sperimentando uno stato di presenza o consapevolezza di sè.

Successivamente, dopo alcuni minuti di immobilità, la meditazione si conclude con la gioia della danza e della catarsi: liberi e più leggeri, i meditanti celebrano l’esperienza danzando e ringraziando, in una piccola esplosione di gioia.

 

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