La meditazione yoga è la tecnica di meditazione che fa riferimento agli Yogasutra di Patanjali, il testo fondamentale per la pratica dello yoga nell’induismo. In questo fondamentale ed ermetico testo, scritto tra il II ed il III sec. d.C., il grammatico

indiano Patanjali chiarisce da subito quali possono essere gli obiettivi della meditazione:

L’attenzione consiste nel mantenere la mente fissa su di un punto, oggetto o soggetto. Ciò è detto Dharana.

La contemplazione è la continuità in questa attenzione. Questo è chiamato Dhyana.

La meditazione è questa contemplazione quando è praticata [..] nei confronti dell’aspetto essenziale di un soggetto od un oggetto dei sensi.

Quando questa stabilità dell’attenzione, della contemplazione e della meditazione viene praticata nei confronti di un unico oggetto, tale pratica [..] è chiamata Sanyama.

Questo tipo di meditazione è solo una delle molte tecniche diverse che esistono nell’ambito meditativo, scopri per esempio come la meditazione buddista può esserci utile.

Come funziona la meditazione yoga

la meditazione yogaNella visione di Patanjali lo yoga è il percorso che conduce l’uomo all’unione con il Divino, percorso scandito in 8 tappe chiamate anche “membra”. Dharana, Dhyana e Samadhi sono le 3 tappe finali del percorso dello yogin, che tutte insieme formano un’unico movimento, Samyama.

Lo yogin, dunque, comincia la pratica meditativa concentrandosi su un oggetto, e raggiunge nel migliore dei casi la “fusione” con l’Assoluto.

Dharana inizia con la fissazione di un oggetto, che può essere anche un singolo chakra o il respiro, concentrando su di esso il proprio sguardo interno, ed allenandosi gradualmente a mantenerlo stabile, senza distrarsi. Dhyana, invece, è una meditazione che utilizza anche visualizzazioni, con immagini come la kundalini addormentata o risvegliata.

La meditazione yoga ha un obiettivo specifico: bloccare l’attività del mentale (citta vrtti nirodah), interrompere l’incessante baloccarsi della mente, per ottenere la cosiddetta “liberazione”.

Il Samyama di base, quello praticato sugli oggetti, consentirebbe di ottenere il toglimento del “velo di maya”, penetrando i fenomeni nella loro essenza, di accedere diremmo noi dal fenomeno al noumeno. Come accade ciò? Con la gradualità nella pratica, che parte da Yama e Niyama (i primi due stadi), impara Asana e Pranayama per trovare una postura stabile e un buon respiro, e quindi comincia l’esplorazione tutta interiore per comprendere i segreti della meditazione.

Qual’è la “vera” meditazione yoga?

 

la meditazione yoga, come farla?Guardandoci intorno troviamo così tanti tipi di yoga… non solo Hatha, ma anche Ashtanga, Raja, Kriya…e chi più ne ha più ne metta!

Tra tutti questi stili o ramificazioni, dove trovare la “vera” meditazione yoga?

Probabilmente la domanda è posta male. Un serio praticante vi direbbe, facendo riferimento a Patanjali, che tutti gli yoga vanno o dovrebbero andare nella stessa direzione, quella del Samadhi.

L’unico modo per avvicinarsi seriamente allo yoga, dunque, è trovare un buon insegnante che, al di là delle mille etichette e dei giochi di marketing, sappia introdurci senza fronzoli all’essenza dello yoga.

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