meditazione zazenLa parola zen deriva dal chinese chan, a sua volta riconducibile all’indiano dhyana, ovvero la meditazione. Zazen (坐禅), invece, è traducibile come “meditazione da seduti” ed indica tutta una serie di tecniche sviluppate nel corso dei secoli dalle diverse scuole del pensiero zen, evoluzione giapponese del pensiero buddhista.

La meditazione zen, anche nota come zazen, allena lo sguardo interiore insegnando come “scrutarci dentro”, e superare le difficoltà e gli ostacoli creati dalla mente.

Scopriamo come funziona la meditazione zen e come può aiutarci ad osservare noi stessi; questa tecnica viene anche utilizzata per raggiungere uno stato di equilibrio psicofisico, scopri come stare bene con se stessi con la meditazione zen.

Come funziona la meditazione zen

Per imparare zazen è necessario essere assistiti da un maestro di meditazione, che ci insegni i rudimenti della tecnica e corregga eventuali errori e imperfezioni.

Nelle scuole zen tradizionali si medita generalmente in grandi sale (zendo), quindi in gruppo, guidati dalle direttive di un maestro di meditazione.

Una curiosità: la sala dei meditanti è generalmente percorsa da due “assistenti”, che utilizzano un keisaku (bastone) per percuotere chi si distrae o commette errori!

Non troveremo nulla di questo nei corsi di zazen occidentali, ma è comunque necessario seguire una disciplina per apprendere bene la tecnica.

La tecnica zazen

 

meditazione nello zenIn zazen ci si siede su un caratteristico cuscino a forma tonda, abbastanza alto, a gambe incrociate. Generalmente la gamba destra va sulla sinistra, mentre la schiena è dritta, il collo stabile ed eretto, il mento leggermente rientrato. Spalle rilassate, la bocca è socchiusa con la lingua che sfiora il palato. Le mani, di solito, sono all’altezza del petto, la sinistra sulla destra, con il palmo che guarda verso l’alto.

La postura a gambe incrociate richiede una certa dose di allenamento e familiarità per essere tenuta a lungo, specie da noi occidentali che abbiamo con essa minor familiarità. Una volta appresa la postura, però, scopriamo finalmente cos’è lo zazen: essere consapevoli del respiro e del proprio corpo. Semplice? Niente affatto.

Lo zazen è un training dell’attenzione, con il quale si sviluppa non solo la capacità di automonitorarsi, ma soprattutto quella di non identificarsi con i contenuti della mente, mantenendo l’attenzione sul flusso regolare del respiro.

Con lo zazen impariamo a distaccarci dalla mente discorsiva e dal pensiero associativo, sviluppando un’elevata consapevolezza dei nostri automatismi ed imparando ad accettare tutte le parti di noi.

Scopriamo, così, che è possibile fare esperienza del qui e ora senza essere trascinati da pensieri e fastidi, aspirazioni e progetti.

Scopriamo che il presente è perfetto e limpido così com’è, che la vita è qualcosa che trascende il nostro piccolo e misero ego.

Non serve essere proiettati nel futuro, insegna lo zen, quando nell’attimo è racchiusa tutta la magia di un’esistenza.

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