l'apertura del terzo occhio durante la meditazione

Mistici e yogin sostengono che, grazie alla meditazione, sia possibile provocare l’apertura del “Terzo Occhio“. Si tratta a tutti gli effetti di un occhio spirituale, il cui funzionamento corrisponderebbe ad uno stato di contemplazione radicalmente diverso dagli stati di coscienza ordinari.

Terzo Occhio: terzo, perchè ulteriore rispetto ai nostri due occhi; occhio, perchè ad esso è legata una forma di visione, una visione che stravolge il nostro modo ordinario di vedere. Trattasi infatti di una visione intuitiva, che trascende il tempo lineare e la causalità per collocarsi in una sfera universale e multidimensionale.

Ecco cosa scrive il grande mistico Ramon Panikkar, morto di recente, a proposito della contemplazione legata all’apertura del Terzo occhio:

La contemplazione è quella che ci fa entrare in contatto diretto con tutta la realtà. Si entra in un’estasi in cui non c’è più separazione letale tra oggetto e soggetto; scopri se nache nel cattolicesimo vi erano tecniche di questo genere, leggi la meditazione cristiana cattolica.

Aprire il Terzo Occhio con la meditazione

Il Terzo Occhio non è un occhio vero e proprio, eppure ha una collocazione fisica: si troverebbe infatti tra le due sopracciglia, in corrispondenza di quel puntino rosso (tika) che le donne indiane vergini si dipingono sulla fronte.

Oltre ad una collocazione fisica, esso ha anche una collocazione psichico-spirituale-energetica: occupa infatti la posizione del 6° chakra, Ajna, la cui attività è legata sul piano fisiologico alla ghiandola pituitaria (e secondo altri alla ghiandola pineale). L’Ajna Chakra è rappresentato come un loto a 2 petali di colore viola, al cui interno compare un triangolo con la punta rivolta verso il basso. Nell’area centrale è anche la sillaba sacra OM.

Il Terzo Occhio andrebbe “aperto” grazie alla meditazione ed alla consapevolezza, ovvero sviluppando quelle facoltà che trascendono la percezione duale ordinaria, fino a raggiungere esperienze di elevata intuizione e chiaroveggenza.

chakras e terzo occhioMeditazioni sul Terzo Occhio: Osho ed altri

Osho parlò molto spesso del Terzo Occhio utilizzandolo come punto di concentrazione per numerosi esercizi di meditazione.

Tra i divulgatori più famosi delle teorie sul Terzo Occhio c’è Lobsang Rampa, un personaggio davvero singolare identificato con l’inglese Cyril Henry Hoskin.

A proposito del Terzo Occhio, il noto esoterista italiano Tommaso Palamidessi scrisse diverse pagine, arrivando a sostenere che:

Per esperienza, posso dire che questo punto fra i due occhi fisici scaturisce come una luce bluastra, talora bianca, che illumina tutta l’aura, cioè l’involucro psichico; quando poi questa luce non brilla, allora l’aura è buia.

Inoltre definì l’Ajna Chakra come centro del “comando”, dei processi di volontà, delle facoltà mesmeriche e spirituali, riconoscendo alla meditazione una notevole importanza nel disciplinare l’attenzione.

Una curiosità: anche un filosofo del medioevo cristiano, Ugo di San Vittore, accennò ad un “terzo occhio” da intendere come “occhio della contemplazione”. Troviamo riferimenti a questo “occhio dell’anima” in Platone, Plotino e S.Agostino, pur senza collegamenti diretti a ghiandole o esercizi di meditazione.

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