la meditazione buddista nasce con shakyamuniIl fondatore storico della meditazione buddista è considerato Siddharta Gautama (colui che ha raggiunto lo scopo). Egli nacque, presumibilmente, tra il 500 e il 450 a.C nella regione dell’Himalaya.

Fino all’età di 30 anni visse nell’agio nel palazzo reale del padre finché un giorno uscito da quelle mura la visione di un vecchio, di un malato, di un cadavere e di un religioso lo spinse a meditare sulla natura dell’uomo, da qui la nascita della meditazione buddista.

La meditazione buddista non è l’unica tecnica di meditazione esistente, ve ne sono diverse tra cui anche la meditazione cristiana, ma di cosa si tratta?

Meditazione buddista: la nascita

Dopo aver seguito varie pratiche provvisorie ed essersi inflitto severe penitenze, una notte la sua meditazione buddista sotto un albero di fico aiutò il Buddha ad ottenere l’Illuminazione. Iniziò così a propagare la sua dottrina, dapprima ai suoi discepoli e poi alle altre persone così che potessero liberarsi dalle sofferenze.

Le persone che abbracciarono gli insegnamenti del Buddha furono eterogenee, la sua propagazione si estese per 5 decadi su vaste aree geografiche, di conseguenza la natura dei suoi insegnamenti è varia e ha dato origine a scuole e interpretazioni diverse tra di loro.

In India si svilupperà un’importante divisione tra buddhismo Mahayana (Grande Veicolo) e Hinayana (Piccolo Veicolo), per il primo la via della salvezza è alla portata di tutti, per il secondo solo ai monaci che devono estraniarsi dal mondo.

Varie scuole di meditazione buddista

 

 Il sutra del loto: il piu elevato degli insegnamenti buddisti

La meditazione buddista dall’India arriverà in Cina e nell’Asia centrale nel primo secolo d.C., qui fra il sesto e il nono secolo si svilupperanno importanti scuole di meditazione buddista come il C’han (Zen in giapponese) e quella del maestro T’ien-t’ai che all’interno della meditazione buddista elaborò la teoria di ichinen sanzen, tremila mondi in un singolo istante di vita, tutti i mondi sono racchiusi in un singolo istante di vita e la buddità è dentro ognuno di essi.

Intorno al 538 d.C. la meditazione buddista arriverà in Giappone, qui si svilupperanno numerose scuole di meditazione buddista tra cui la Shingon, la Nembutsu, la Zen e la Tendai del maestro Dengyo che diventò una delle più influenti in Giappone.

E’ con il monaco Nichirein Daishonin (1222-1282) che la meditazione buddista subirà un vero scossone in Giappone e nel mondo. Egli arrivò a concludere che il cuore della meditazione buddista e di tutti gli insegnamenti del Buddha e della sua illuminazione si trova soltanto nel Sutra del Loto, il più elevato degli insegnamenti buddisti all’interno della tradizione Mahayana, l’ultimo insegnamento da lui scritto nei suoi ultimi 8 anni di vita e che contiene insegnamenti rivoluzionari rispetto ai precedenti sutra, e precisamente nella recitazione del daimoku Nam Myoho Renge Kyo durante la meditazione buddista.

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