cristianesimo e meditazioneEsiste una meditazione Cristiana Cattolica? Si può trovare qualcosa di simile alla meditazione orientale anche nella religione cristiana? Cerchiamo di capirlo.

La meditazione e i Vangeli

Nei Vangeli non c’è nessun concetto o parola che equivalga alla meditazione come la si intende in Oriente. Vaghe allusioni lasciano intendere che pratiche contemplative fossero già utilizzate all’epoca, ma Gesù non lasciò (almeno da quel che dicono i Vangeli) istruzioni specifiche per tecniche di meditazione.

In Luca troviamo però un riferimento al Regno dei Cieli “dentro di noi”, una sorta di invito all’autoesplorazione che gli gnostici del secolo successivo prenderanno alla lettera. Anche Gesù, del resto, invitava i suoi discepoli a pregare “nel segreto”, ma non risulta abbia insegnato tecniche specifiche.

Per trovare una technè della meditazione cristiana, quindi una serie di esercizi ascetici, bisogna guardare al monachesimo dei primi secoli d.C., fino al medioevo; non ti interessa la meditazione cristiana? Scopri la meditazione dinamica.

Per una meditazione Cristiana

Etimologia di “meditare”

Meditare è una parola di origine latina, derivata da meditari che significa “misurare con la mente”. Nel monachesimo medievale la meditatio è uno dei 4 momenti della lectio divina, la lettura dei testi sacri. Consiste nella riflessione sulla lettura del testo sacro, per individuarne i significati letterale, allegorico, morale ed escatologico. Si tratta quindi di un’accezione molto diversa dalla pratica orientale del dhyana, perchè riferita ad una speculazione mentale e non ad una tecnica per sospendere l’attività della mente. Per trovare qualcosa di simile alla meditazione induista e buddhista è necessario guardare tra gli asceti, i monaci e gli eremiti.

meditare nel cristianesimoNel monachesimo dei secoli precedenti si sviluppò infatti la preghiera contemplativa, che prevedeva la purificazione dei sensi ed il distacco dalle cose. In questa direzione si cominciò a parlare di teologia negativa, nella quale purificare la mente era la condizione necessaria per fare esperienza del Divino. Una teologia del vuoto, del togliere, nella quale Dio si raggiunge con la consapevolezza del limite del pensiero e dell’esperienza umana.

Meditazione Cristiana Ortodossa

Una sorta di meditazione cristiana la troviamo nel Cristianesimo Orientale, che ad uno sguardo attento presenta molti punti di contatto con lo yoga. Qualche esempio? L’accento messo sulla divinizzazione (theosis) dell’uomo grazie ad un lavoro contemplativo, e l’uso di specifiche tecniche di ascesi riservate ai monaci.

Gli asceti ortodossi furono chiamati esicasti da esichia, che significa pace interiore, e lavorarono sull’esercizio dell’attenzione e della vigilanza utilizzando il respiro in sincronia con la preghiera. Come nella meditazione orientale, anche nell’esicasmo ci si esercitava al distacco dalle passioni ed al vuoto interiore, utilizzando tecniche come la preghiera di Gesù simili al dhikr dei sufi.

Anche dopo il medioevo nacquero diversi indirizzi di preghiera, nell’ambito del cattolicesimo, orientati alla purificazione ed all’esercizio interiore: ricordiamo  ad esempio i profondissimi sermoni di Meister Eckhart o gli esercizi spirituali di Ignazio da Loyola.

Meditazione Cristiana Cattolica ed Orientale: differenze ed analogie

Al di là delle evidenti analogie, la meditazione cristiana e le meditazioni orientali (attenzione, uso “orientali” per comodo, ma anche il cristianesimo in un certo senso nasce in Oriente) presentano alcune differenze.

Anzitutto si riferiscono ad un background religioso e spirituale diverso, quindi appartengono ad una confessione religiosa specifica e vengono praticate solo al loro interno. Poi, ad esempio, la meditazione buddhista è fondamentalmente atea, quella Cristiana fa sempre riferimento a Dio ed invoca la sua Presenza, o si richiama all’idea di Grazia.

L’analogia più importante è forse quella basilare: sia la meditazione cristiana che la meditazione induista o buddhista sono orientate ad una disidentificazione, al dissolvimento dell’ego, ad una purificazione che consenta di fare esperienza del Divino trascendendo gli angusti limiti dell’Io.

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