meditazione dinamica e tecniche associateLa meditazione dinamica è la tecnica di meditazione insegnata da Osho Rajneesh, maestro spirituale indiano vissuto per diversi anni in Occidente.

La tecnica di base della meditazione dinamica è piuttosto semplice, anche se si distingue dalla meditazione yoga tradizionale o da meditazioni classiche effettuate in posizione seduta.

Sai già tutto sulla meditazione dinamica? Allora ti interesserà ampliare le tue conoscenze in materia, leggi la meditazione cristiana evangelica, ecco come farla.

La tecnica della meditazione dinamica

La meditazione dinamica si svolge generalmente in gruppo, sotto la guida di un maestro autorizzato (da Osho, o secondo le direttive dei suoi centri).

Scopo di questa tecnica è anzitutto “svuotare” il nostro corpo da tensioni ed energie residue, cercando di stancarlo e portarlo all’esaurimento. Poi, solo in seguito, sarà possibile ascoltarsi e in alcuni casi fermare, anche per pochi secondi, l’incessante attività del mentale.

 Le quattro fasi della meditazione dinamica

 

La prima fase della meditazione dinamica è chiamata “respirazione caotica“: bisogna respirare attraverso il naso, per 10 minuti, in modo caotico e disordinato, frenetico, aiutandosi anche con movimenti delle braccia e del corpo.

Secondo Osho in questo frangente l’uomo “combatte la civiltà”, ovvero lotta contro tutte quelle forze che esigono da lui un controllo, un’educazione, un momento che si fa repressivo quando inibisce la nostra capacità di lasciarci andare.

Osho, il padre della meditazione dinamicaOsho suggerisce anche di usare il respiro “come un martello”, rendendolo profondo e disordinato. E’ importante che il corpo sia rilassato, che non vi siano tensioni, e ci si può aiutare chiudendo gli occhi.

Nella seconda fase, estesa lungo altri 10 minuti, si mette in scena tutta la propria pazzia: si è liberi di esplodere, urlare, contorcersi, rotolarsi a terra, cantare…lasciare che il corpo si esprima con tutta la sua irruenza ed il suo impeto, senza timidezza o timori, senza le interferenze del mentale

Si passa quindi alla terza fase: qui il meditante ripete per 10 minuti il mantra “hu!”, ad occhi chiusi ed effettuando un saltello, fino a sentire nel fondo della pancia l’origine del mantra stesso. Ogni saltello prevede che l'”atterraggio” avvenga con l’intera pianta del piede: dopo un pò potremo sentire il nostro mantra che risuona letteralmente all’altezza del centro sessuale.

Inizia ora la quarta fase: qui il maestro dà ai meditanti un comando di “stop!”, intimando di fermarsi in qualsiasi posizione si venga sorpresi. Lo “stop!” è una tecnica che Osho prese dall’insegnamento di G.I.Gurdjieff, mistico greco-armeno noto per il suo approccio direttivo ed “abrasivo”.

Lo  “stop” ha una funzione specifica: permetterci di sperimentare il “testimone”, di essere pienamente presenti a tutto ciò che accade nel nostro corpo, nelle nostre emozioni e tra i nostri pensieri. Dopo 15 minuti di “stop” si è liberi, per altri 15 minuti, di danzare e celebrare liberamente il momento di consapevolezza vissuto attraverso la meditazione dinamica.

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