la meditazione dinamicaLa vita è movimento, perenne trasformazione. Lo diceva Eraclito, l’oscuro filosofo di Efeso. E lo ha ripreso Osho, insegnando la sua meditazione dinamica.

Dynamis, il movimento: i greci ne tennero gran conto, impegnati in una diatriba tra filosofi dell’essere e del divenire. Tutto cambia, da sempre, o il mutamento è solo illusoria trasformazione di un Essere Immutabile?

Il movimento come dynamis corporea e la ricerca spirituale hanno trovato spesso un buon accordo: basti pensare alle danze dei dervisci rotanti, alle cerimonie gnostiche, alle grandi celebrazioni induiste. E la meditazione? 

Siamo abituati a pensare la meditazione come qualcosa di statico: fermi a gambe incrociate, assolutamente immobili, alla ricerca dell’equilibrio interiore cominciando dalla stabilità esteriore. Eppure meditazione non significa necessariamente posizione del loto: ci sono tanti modi di meditare, perchè la meditazione non è solo una tecnica, è anche uno stato di consapevolezza e attenzione.

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La meditazione dinamica

Possiamo dire che la meditazione dinamica è un trademark di Osho. Essa, infatti, nasce proprio all’interno dei gruppi di Osho, ed è anche la meditazione più famosa e caratteristica degli “arancioni”.

Si tratta di una meditazione di un’ora, divisa in 5 fasi o stadi. Il suo obiettivo è portare all’estremo il corpo per esaurirne le risorse, così da rendere la mente limpida e serena.

Un altro esempio di meditazione dinamica è la meditazione camminata, decisamente più tranquilla ma comunque imperniata sul movimento del meditante.

Le fasi della meditazione dinamica

La prima fase dura 10 minuti. Il meditante, o un gruppo di meditanti che praticano assieme, dovrà respirare in modo non regolare, caotico, agevolando il respiro con movimenti spontanei del corpo. Finita questa prima fase, nella seconda fase per 10 minuti è necessario abbandonarsi alla follia più totale: risate, schiamazzi, urla, rotolamenti, lasciando andare totalmente l’organismo.

Osho, il padre della meditazione dinamica

Dopo la follia, il mantra: altri 10 minuti vanno dedicati alla recitazione del mantra “Hu! Hu!”, accompagnata da un saltello a mani alzate. Il mantra va emesso energicamente, ed è seguito da un comando impartito dal maestro. Dopo questi 10 minuti, infatti, il maestro pronuncia uno “stop!” a voce alta, al quale comando tutti i meditanti si bloccano esattamente nella postura fisica in cui vengono sorpresi.

La tecnica dello “stop!” è un retaggio dell’insegnamento di G.I.Gurdjieff, mistico greco-armeno molto amato da Osho, il quale utilizzava lo “stop!” per consentire ai suoi allievi di “vedere” il repertorio abituale di posture fisiche, pose mentali ed emozionali che assumevano.

Osho, come Gurdjieff, sosteneva che grazie allo “stop!” possiamo divenire per pochi minuti autentici Testimoni ed Osservatori del nostro essere, raggiungendo una piena consapevolezza di tutte le nostre funzioni.

Dopo i 15 minuti di “stop!” c’è infine il rilascio: i meditanti sono invitati a danzare liberamente, per celebrare il momento e portare con sè le esperienze avute durante la sessione meditativa.

 

 

 

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