la meditazione oshoLa meditazione Osho è una tipologia molto particolare di meditazione, perchè si allontana un pò dall’immagine tradizionale che abbiamo della meditazione. Se pensate di imparare la meditazione Osho stando seduti e cercando l’immobilità, allora siete fuori strada: parliamo infatti di una meditazione dinamica, ossia basata sul movimento.

La meditazione Osho: come si fa e a cosa serve

Perchè la meditazione Osho ricorre al movimento? Per una ragione molto semplice: lavorare sui nostri blocchi psicofisici. Come insegna ad esempio la bioenergetica di Lowen, con il tempo i nostri condizionamenti si cristallizzano non solo in abitudini mentali ed emotive, ma anche in posture e “corazze” fisiche.

In pratica siamo “bloccati”, le nostre tensioni e le nostre chiusure sono tutte scritte nel corpo, nelle posture che assumiamo. Alla stregua di un maestro tantra, Osho Rajneeesh utilizza espedienti anche molto singolari per “risvegliare” i suoi discepoli, immersi nell’identificazione con i contenuti della mente.

Uno di questi è il lavoro sulle repressioni, sulle chiusure. Nei gruppi di Osho, infatti, si eseguono moltissime tecniche legate alla follia controllata, all’ascolto del piacere, alla disinibizione totale dell’organismo. L’obiettivo non è creare una grande orgia collettiva, ma consentire alla nostra parte più autentica di manifestarsi, di liberarsi dalle sovrastrutture mentali e fisiche dopo un opportuno momento catartico

Catarsi: ecco la parola giusta per indicare i primi step della meditazione dinamica.

Le fasi della meditazione Osho

 

La meditazione Osho si articola in 4 fasi. Come per il solve et coagula degli alchimisti, la prima parte del lavoro riguarda lo scioglimento, il lasciar andare, abbandonare ogni forma di controllo o sorveglianza del super-io. In questa fase, per circa 10 minuti, il meditante comincia a respirare in modo caotico, irregolare, violento, accompagnato anche da movimenti del corpo.

ecco come funziona la meditazione oshoUna seconda fase, della stessa durata, vede l’autentica esplosione della catarsi: è il momento di lasciarsi totalmente andare, urlando o liberando tutta l’energia repressa, senza inibizioni.

Il terzo step prevede la ripetizione del mantra “hu!”, accompagnata da un saltello effettuato con il corpo.

Dopo 10 minuti di mantra il maestro interviene con un comando di “stop!”, intimando di fermarsi esattamente nella posizione in cui si viene sorpresi. Lo stop è una tecnica particolare, mutuata dall’insegnamento del mistico greco armeno Gurdjieff. Nello stop non è sufficiente fermarsi: bisogna cercare di bloccare anche i pensieri senza assecondarli, per “vedere” e sentire l’energia che ci abita, sperimentando uno stato di autentica presenza.

Importante: Consigliamo di non praticare mai la meditazione Osho da soli, senza prima averla appresa da un insegnante autorizzato alla sua trasmissione.

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