meditazione trascendentale e chiaroveggenzaChiaroveggenza significa visione chiara, clairvoyance, ossia la capacità di vedere oltre la comune facoltà della vista ad un livello extrafisico, extrasensoriale.

La meditazione trascendentale, sviluppata da Maharishi Mahesh Yogi, sarebbe in grado proprio di sviluppare la chiaroveggenza, la capacità di visione profonda che può toccare il passato ed il futuro, superando le ordinarie barriere spazio-temporali.

La meditazione trasendentale non è l’unico metodo meditativo che esiste, infatti ve ne sono molti altri tra cui la meditazione dinamica; ecco le sue tecniche.

Meditazione trascendentale e chiaroveggenza

Qualcuno si ricorderà di Maharishi Mahesh Yogi per le immagini che lo ritraggono con i Beatles, suoi “discepoli” durante gli anni ’60. Ma l’attività di Maharishi è stata molto più capillare ed organica, portando alla formazione di grandi centri in tutto il mondo e rendendo la MT una delle tecniche di meditazione più diffuse ed apprezzate.

Le tecniche della meditazione trascendentale sviluppate da Maharishi si basano sul semplice utilizzo di un mantra, una parola segreta che il meditante ripete durante le proprie sessioni giornaliere.

Grazie al suono di questo mantra, ripetuto, ci si stacca gradualmente dal flusso mentale dei pensieri, fino a ritrovare la coscienza trascendentale, la non-mente, la fonte del pensiero.

In che modo la MT porterebbe alla chiaroveggenza o allo sviluppo di ESP (percezione extrasensoriale)? Secondo un principio che gli indiani conoscono benissimo. Toccare certi stati di consapevolezza, infatti, garantirebbe l’accesso alle siddhi, ovvero le “perfezioni” o i “poteri”, tra i quali c’è proprio la chiaroveggenza.

Il programma MT-Siddhi per la meditazione trascendentale

 

meditazione e chiaroveggenzaAd uno stadio avanzato i praticanti di MT possono seguire il cosiddetto “programma MT-Siddhi”, finalizzato ad un aumento delle esperienze meditative.

Si può accedere ad MT-Siddhi solo dopo aver praticato a sufficienza la meditazione trascendentale, ed averne assorbito l’insegnamento e la tecnica. I corsi sono generalmente esclusivi e molto costosi.

Con le tecniche avanzate si sviluppano alcune speciali attitudini come il cosiddetto volo yoga, la capacità di effettuare brevi balzi con il corpo sollevandosi dal suolo in posizione del loto.

Ma è davvero così importante sviluppare i “superpoteri”?

Molti praticanti di meditazione sono critici verso la MT, che si focalizzerebbe eccessivamente su alcuni aspetti non indispensabili della meditazione. Ricordiamo, infatti, che gli indù considerano le siddhi una sorta di “effetto collaterale”, qualcosa che succede spontaneamente procedendo nella pratica spirituale, ma che non va considerato l’obiettivo della stessa.

La finalità della meditazione, dunque, non può essere lo sviluppo di poteri extrasensoriali, ma un allentamento delle maglie del nostro ego. Sviluppando la chiaroveggenza, infatti, potremmo rischiare di indulgere nei nostri “poteri”, di utilizzarli per soddisfare le brame dell’ego piuttosto che per liberarcene.

La chiaroveggenza, dunque, è una possibilità ma anche un rischio lungo il cammino che ci porta al cuore di noi stessi.

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