quadro sulla meditazione yoga

Quando Patanjali illustrò i principi dello yoga, si rivolgeva ad un mondo piuttosto diverso dal nostro, non solo cronologicamente ma anche culturalmente. Cos’è diventata la meditazione yoga ai giorni nostri? Ha ancora senso parlare di una meditazione yoga, o siamo alle prese con una sua caricatura mal riuscita?

Inoltre, può la meditazione yoga portare al benessere psicofisico?

La meditazione yoga in Occidente

Lo yoga è arrivato in Occidente relativamente da poco. L’incontro con il mondo della spiritualità orientale, infatti, risale nei suoi primi timidi avvicinamenti alla fine dell’Ottocento, con un apice nella prima metà del XX secolo.

Chi fece conoscere lo yoga in Occidente? Si trattava principalmente di eruditi, di studiosi, di esponenti della buona società, di ricercatori attratti dall’esotico e dall’occulto, come la russa E. P. Blavatsky.

Questo primo yoga, filtrato dalle maglie degli intellettualismi europei, arrivò più come teoria che come pratica. La vera meditazione yoga, ed assieme le tecniche corporee come le āsana, si diffuse soltanto a partire dal secondo dopoguerra, con la nascita di circoli, scuole e centri specializzati.

La meditazione yoga oggi

 

meditazione e yoga ai giorni nostriDopo l’exploit degli anni ’70, lo yoga e la meditazione yoga hanno rapidamente preso piede in Occidente. In una versione, potremmo dire, semplificata e un pò depurata dagli aspetti mistico-religiosi.

E’ vero, esistono centri e scuole dove si insegna anche lo yoga tradizionale. Tuttavia è molto più facile trovare palestre e centri specializzati per la pratica dello hatha yoga, dove tra le 8 membra (gli 8 stadi della via spirituale dello yoga) sono rimaste solo āsana e pranayama.

E la meditazione yoga? Il focus sulla meditazione non è raro all’interno delle scuole yoga che troviamo nelle nostre città, che riservano sempre un piccolo spazio alle tecniche meditative. La scuola Iyengar, ad esempio, oltre ad effettuare un lavoro molto specifico sulle asana dedica sempre qualche minuto, per ogni sessione, al raccoglimento meditativo.

Ma la vera meditazione yoga è difficile da trovare, anche perchè richiederebbe una full immersion nei principi dello yoga tradizionale. Oggi troveremo più facilmente corsi di meditazione ibridi, dove le tecniche yoga incontrano le nuove frontiere della mindfulness o l’attitudine tecnicista della vipassana buddhista. La tecnica è davvero così importante? Può esserlo, a patto di non cristallizzarsi sulla forma.

La meditazione yoga, infatti, è uno stato, una condizione che può essere educata e risvegliata a partire da vari espedienti tecnici. Se c’è un suggerimento da dare, al neofita, è quello di provare personalmente: provare le diverse tecniche da insegnanti qualificati, esercitarle e poi valutarne i risultati in base al proprio sentire. Un giorno, magari presto, avremo elaborato il nostro personale modo di sedere ed “agganciarci” allo stato di meditazione.

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