la meditazione yoga kundaliniLa meditazione yoga kundalini prevede l’utilizzo di tecniche yoga particolari, il cui obiettivo è risvegliare l’energia kundalini che dorme alla base della colonna vertebrale. Si tratta di una meditazione, o più correttamente di un’insieme di tecniche, che nasce nel contesto dello yoga tantrico, e fa spesso uso di mantra e visualizzazioni.

Osho Rajneesh, il noto e controverso maestro indiano morto nel ’90, sviluppò una propria meditazione yoga kundalini strutturata in 4 stadi. Le tecniche più antiche, invece, fanno parte della tradizione tantrica e spesso sono difficilmente accessibili per i non iniziati.

La meditazione yoga Kundalini è solo una delle tecniche meditative esistenti, infatti ve ne sono molte altre come per esempio la meditazione trascendentale per raggiungere la chiaroveggenza.

Meditazione yoga Kundalini: l’energia serpentina

Kundalini, per gli induisti, è l’energia che dimora alla base della colonna vertebrale, addormentata come un serpente avvolto (kundala vuol dire arrotolato) nelle proprie spire. Descritta come una dea, o come una potenza devastante, in grado di aprire i chakra e condurre al risveglio interiore, kundalini viene destata attraverso opportune posture (mudra), tecniche yoga (asanas) o tecniche di arresto della respirazione (kumbakha), da svolgersi con grande attenzione per evitare i numerosi rischi connessi.

Il passaggio di kundalini, descritto come l’ardere di una fiamma, “apre” i 7 chakras e garantisce l’unione con il Divino, sperimentata come la dissoluzione della propria identità nell’Assoluto.

Ma questa realizzazione non è definitiva. Come ricorda Aurobindo, lo yoga non è altro che un alternarsi di cadute e risalite, e così il risveglio della kundalini, che richiede molta pratica per essere stabilizzato.

Come collegare tutto questo con il kundalini yoga?

La meditazione kundalini yoga oggi

 

il serpente e la meditazione yoga kundalini

Pensare di risvegliare kundalini è una pratica non senza rischi. Molte scuole offrono tecniche ed esercizi per operare su questa potente energia, talvolta con qualche imprudenza.

Si dice che la meditazione kundalini yoga possa farci recuperare le energie perse durante il giorno, ricaricarci e riequilibrare i chakra. Ma come metterla in pratica?

La meditazione kundalini di Osho, ad esempio, lavora sull’energia bloccata ed il “lasciar andare”, uno dei leitmotiv del maestro indiano.

Divisa in 5 fasi, dura un’ora e va svolta sotto la guida di un insegnante qualificato, meglio se autorizzato alla pratica.

Nella prima fase (15 minuti) il meditante scuote tutto il suo corpo, lasciandosi totalmente andare. Lo scuotimento dev’essere spontaneo, autonomo, non guidato.

Nella seconda fase, per 15 minuti si danza ad occhi chiusi o aperti.

Nella terza fase (15 minuti) c’è la vera e propria meditazione, che si svolge in piedi o da seduti osservando come testimoni tutto il proprio mondo interiore.

La quarta fase (15 minuti),prevede infine che il meditante si sdrai ad occhi chiusi, rilassato.

Oltre alla meditazione kundalini di Osho esistono varie tipologie di meditazione yoga kundalini. Solo il Vijnana Bhairava Tantra, testo molto amato anche da Osho, elenca 112 tecniche di meditazione per il risveglio di kundalini.

Ci sono esercizi di visualizzazione (immaginare il corpo circonfuso da prana luminoso), di concentrazione (trataka, tenere lo sguardo fisso senza battere le sopracciglia), di sospensione (del respiro, delle sensazioni), di amplificazione (abbandonarsi ad amplificare il sentire).

Tra le meditazioni kundalini yoga più note c’è il lavoro di Yogi Bhajan, basato sui Kriyas (esercizi mentali o fisici) in grado di depurare il corpo e svuotare la mente.

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