la meditazione kundalini yogaLa meditazione yoga kundalini lavora con quell’energia sottile nota tra gli induisti e gli esoteristi come kundalini o forza serpentina.

Il concetto di kundalini appartiene alla fisiologia mistica sottile dell’induismo, ed è in rapporto diretto con il 1° chakra, muladhara o chakra della radice.

Per chi non ne avesse sentito parlare, i chakra sono quei centri sottili che secondo la fisiologia indù si collocano lungo il corpo umano, attraversati dal prana e collegati ciascuno con una ghiandola endocrina; scopri il terzo occhio e la meditazione.

L’energia della Kundalini, tra yoga e meditazione

La kundalini, rappresentata come un serpente avvolto a spirale, si troverebbe all’altezza del 1° chakra (zona perineale) in stato dormiente. La tradizione la definisce serpente o dea, ma ne parla anche nei termini di una potentissima energia. Per “svegliare” la kundalini, secondo diverse scuole hindu, sarebbe necessaria la pratica dell’hatha yoga, con tecniche meditative e di yoga molto avanzate.

Una volta liberata, kundalini sarebbe in grado di attraversare tutti i chakra producendo un grandissimo calore all’interno del corpo, una sorta di “incendio” dei chakra stessi. Gli yogin collegano kundalini anche alla sessualità ed al respiro, perchè nelle tecniche più avanzate il suo risveglio coincide con momenti di cessazione del respiro o di ritenzione forzata del seme.

Ma come funzionano le meditazioni che lavorano su kundalini? E a cosa servono esattamente?

La meditazione yoga kundalini

Non esiste una vera e propria meditazione yoga kundalini: diverse tecniche yoga e di meditazione, infatti, possono agire sulla kundalini o lavorare al suo risveglio.

l'energia kundalini tra yoga e meditazioneNel kundalini yoga, una branca dello yoga influenzata dal tantrismo, si parla spesso di kundalini, chakra e risveglio spirituale, utilizzando posture fisiche e meditazioni per raggiungere quello stato di “divina unione” che alla fine è il significato della parola “yoga” (da yug ovvero unire, aggiogare). La pratica del kundalini yoga consentirebbe così di risvegliare l’energia serpentina facendola muovere dal 1° chakra sino al 7°, il chakra della corona, lungo le 3 nadi o canali sottili chiamati ida, pingala e sushumna.

Il kundalini yoga insegnato attualmente contempla l’uso di mantra, tecniche di respirazione, asana, meditazione, kriya (posture e movimenti abbinati a tecniche respiratorie) e pratiche di sadhana, sotto la necessaria supervisione di un maestro spirituale.

Tra i più noti maestri attuali di kundalini yoga ci sono Hari Gopal SinghYogi Bhajan, ma non mancano le scuole minori (o gli asceti meno mainstream, che andrebbero cercati in luoghi remoti tra montagne e foreste).

Rischi del kundalini yoga

Con la meditazione kundalini non si scherza. Non sono rare le cronache di yogin impazziti per aver risvegliato kundalini nel modo sbagliato, o senza l’assistenza di un maestro qualificato. Molte delle tecniche di risveglio sono comunque gelosamente custodite da piccoli gruppi di praticanti, e poco adatte al nostro stile di vita.

G.I. Gurdjieff, il celebre mistico armeno, mise in guardia gli sprovveduti dall’utilizzare tecniche che lavorano su kundalini, poichè si corre il rischio reale di risvegliare un potente serbatoio archetipico in grado di travolgere e distruggere il nostro equilibrio psichico. Lo stesso Carl Gustav Jung  collegò l’attivazione di kundalini all’inconscio ed alle sue dinamiche, sottolineando i pericoli legati a tecniche così potenti.

Il risveglio di Kundalini, infatti, richiederebbe un individuo perfettamente purificato e padrone di sè, come scrisse il primo occidentale che si occupò seriamente di kundalini, tale Arthur Avalon.

 

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