Sivananda maestro di meditazione dello yoga nidraIl cosiddetto yoga nidra è lo stato di meditazione raggiunto da alcuni yogin durante speciali pratiche meditative.

Viene descritto come una specie di sonno, uno stato di profondissimo relax in grado di dissolvere preoccupazioni e tensioni, mantenendo una perfetta lucidità.

Il suo insegnamento affonda le radici nel tantra, nella dottrina dei chakra e più in generale nella fisiologia sottile induista; conosci già questa disciplina? Impara tutto sulla meditazione buddista.

La meditazione dello Yoga Nidra

Lo yoga nidra è un vero e proprio sistema dello yoga, legato agli insegnamenti del Tantra Shastra ed ai suoi segreti.

La divulgazione in Occidente è avvenuta attorno agli anni, 60 grazie all’indiano Swami Saraswati Sivananda ed al suo insegnamento, elaborato dopo un attento studio delle scritture tantriche.

Nella meditazione dello yoga nidra si fa uso di speciali mantra, focalizzando l’attenzione sui centri energetici del corpo e ed utilizzando la visualizzazione. Raggiunto lo stato di rilassamento, il praticante può a quel punto ripetere il Sankalpa, ossia un’affermazione mentale che, grazie all’incredibile ricettività della nostra mente in stato meditativo, si imprime con successo nel nostro subconscio.

La meditazione dello yoga nidra, così, può essere utilizzata per sostituire pensieri propositivi a convinzioni limitanti, approfittando di una mente sgombra e rilassata.

Il sonno nella meditazione Yoga Nidra

Nidra è una divinità induista, conosciuta appunto come la dea del Sonno. Anche Osho ha parlato di yoga nidra, definendo questo stato meditativo come una sorta di sonno profondo nel quale, però, resta vigile la coscienza.

Il sonno raggiunto nello yoga nidra non è un sonno qualunque: è un sonno di presenza, il raggiungimento di un vuoto cosciente che può apportare numerosi benefici alla nostra quotidianità.

Come funziona la meditazione Yoga Nidra

Le sessioni di meditazione yoga nidra durano 20-40 minuti. La pratica si svolge distesi su un comodo tappetino, ad occhi chiusi, ed è articolata in 8 fasi. La prima fase è la cosiddetta internalizzazione, vale a dire un iniziale rilassamento graduale, ottenuto ascoltando il nostro corpo e i suoni provenienti dall’esterno, distaccandosi da essi fino a trovare una posizione comoda. Poi si passa alla dichiarazione del Sankalpa, il nostro proposito per la meditazione. Può essere qualcosa tipo “mi sentirò sereno ed in perfetta salute” o “mi sento in armonia con il mondo”, ma ciascuno troverà la propria intenzione. La risoluzione può avere anche un carattere generale ed essere legata, ad esempio, ad obiettivi da raggiungere nella vita.

il sonno dello yoga nidra durante la meditazioneDopo il Sankalpa si mette in atto la “rotazione della coscienza“, che partendo dalla mano destra si sofferma su tutte le parti del corpo dicendo il loro nome mentalmente. Segue il vero e proprio rilassamento, con la Consapevolezza del Respiro, ovvero il conteggio dei respiri senza interferire con il flusso naturale.

Le fasi successive sono la percezione dei sensi, la visualizzazione (guidata o meno) di immagini interiori e la ripetizione, stavolta in uno stato di maggiore relax, del Sankalpa.

Come per tutte le forme di yoga e meditazione, anche la pratica dello yoga nidra richiede la presenza di un insegnante esperto, che possa indicarci passo passo come procedere nella meditazione ed eventualmente sostenerci in caso di problemi.

 

0 Commenti

Lascia un commento

Lascia il tuo commento

Lascia un commento