una sessione di meditazione dinamicaLa meditazione dinamica è una tecnica di meditazione attiva introdotta da Osho Rajneesh nei suoi ashram, e basata sull’utilizzo del movimento a scopo catartico. Scopriamo come funziona.

 A cosa serve la Meditazione Dinamica?

Per l’uomo occidentale, ma non solo, la vita è una continua corsa: dominato dalla fretta, dallo stress e dall’approssimazione, egli non è più in grado di sperimentare la quiete interiore. Così, quando si iscrive a un corso di meditazione tradizionale, si trova in difficoltà anche di fronte al semplice comando di restare immobile, per qualche minuto soltanto.

La meditazione dinamica di Osho si basa su un principio differente rispetto alle meditazioni statiche: per raggiungere uno stato di piena presenza, di vuoto interiore, di centratura, è necessario rendere la mente limpida ed eliminare le interferenze del corpo. Come? attraverso lo sforzo ed il movimento eccessivo, fino allo sfinimento.

Solo il fare può condurci al non-fare, ossia alla pura consapevolezza.

Anche le asana dello yoga, sostiene Osho, sono difficili per chi non è abituato ad una disciplina interiore. Grazie alla meditazione dinamica, invece, sarebbe possibile effettuare una sorta di pulizia interna, di catarsi, in grado di preparare corpo e mente ad ulteriori step sulla via spirituale.

Come funziona la meditazione dinamica

Entriamo ora nel dettaglio. La meditazione dinamica è divisa in 5 stadi: i primi 3 durano 10 minuti, i successivi 15 per un totale di 60 minuti.

danza sfrenata durante la meditazione dinamicaLa meditazione dinamica si può praticare da soli o in gruppo, meglio se a digiuno e con gli occhi chiusi o bendati. Il vestiario dev’essere comodo e molto essenziale, mentre può giovare una musica appropriata di sottofondo.

Sei agli inzi nell’ambito dello yoga? Allora leggi come si fa la meditazione buddista.

 

1° Step: la respirazione caotica (10 minuti)

Nella prima fase si comincia cercando di rilassare il corpo. Quindi bisogna respirare in modo caotico e profondo, assecondando la respirazione con movimenti del corpo se necessario. Dev’essere una respirazione

caotica, [..], rapida, energica, completamente aritmica,

con la quale portare anarchia e confusione dell’organismo. Il principio è quello dell’unità somato-psichica: lavorando sul corpo posso raggiunge la mente.

2° step: la follia cosciente (10 minuti)

Dopo la respirazione caotica, spazio alla follia. Il meditante cerca di esprimere tutte le emozioni represse, di consentirsi di urlare, scalciare, fare gesti sconnessi e senza controllo, arrivando a perdere il controllo del proprio corpo. Si tratta, sostiene Osho, di spegnere la mente per passare dalla volontà all’automatismo, tornando come piccoli bambini.

Qualora ci trovassimo in un luogo dove non si può urlare, possiamo produrre delle “urla fisiche” cercando di manifestarle con il corpo, facendolo esplodere.

Nelle parole di Osho:

Mentre danzate follemente, comincerete ad essere consapevoli di un punto silenzioso dentro di voi;

3° step: il mantra (10 minuti)

Anche il 3° step è catartico: ora bisogna ripetere, per 10 minuti, il mantra sufi “hu!”, una sorta di martellamento interno in grado di “pulire” il piano mentale. Il mantra va detto con forza saltellando e alzando le braccia, cercando di atterrare con i piedi ben piantati.

4° step: lo “stop!” (15 minuti)

A questo punto il maestro di meditazione dà un improvviso comando di “stop!”. Si tratta di una tecnica presa a prestito dal maestro greco-armeno G.I.Gurdjieff, ed ha un obiettivo specifico: renderci testimoni di noi stessi, pienamente centrati in noi e totalmente consapevoli, in tutte le nostre parti. E’ un momento magico che Gurdjieff chiamava ricordo di sè.

5° step: la danza (15 minuti)

Nell’ultima fase spazio al relax ed alla celebrazione.

 

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