Come mai si parla di meditazione dinamica? L’immagine più comune della meditazione è un uomo seduto a gambe incrociate, totalmente immobile ed immerso in un profondo stato meditativo. Ma chi ha detto che meditazione è sinonimo di immobilità?

È quel che pensava Osho Rajneesh, specie in riferimento alla vita di noi occidentali. Lo stile di vita attuale, secondo Osho, impone ritmi frenetici e stressanti, ma al contempo sviluppa e consolida una serie di blocchi e resistenze a livello fisico e psicologico, spegnendo la nostra energia vitale.

La meditazione dinamica di Osho è perfettamente in linea con le esigenze della vita contemporanea, aiutandoci a sciogliere quei nodi apparentemente così stretti e vincolanti. Ma come funziona la meditazione dinamica?

Meditazione dinamica: trovare il benessere attraverso il movimento

osho e la meditazione dinamicaGran parte del lavoro spirituale di Osho si concentrava sulla libera espressione delle potenzialità umane. Un pò come accade oggi con la terapia della Gestalt, gli “arancioni” (ovvero gli allievi di Osho) utilizzavano diverse tecniche di meditazione e consapevolezza basate sul movimento, la mobilizzazione e l’espressione delle emozioni, un pò in controtendenza con la meditazione “statica” tradizionale.

Il problema, nell’ottica di Osho, riguarda la necessità di liberarsi dalle maschere, dai condizionamenti, dai blocchi emotivi, dalle tensioni che ci abitano e ci inibiscono. Per questa ragione non è dell’immobilità che abbiamo bisogno, ma anzitutto del movimento libero, sfrenato, incontrollato, lasciando che il corpo si esprima senza freni.

Solo dopo questa catarsi sarà possibile scoprire la vera immobilità, trovando il centro del proprio essere ed un naturale stato meditativo.

Dal movimento alla meditazione dinamica

 

la meditazione dinamica è una danzaLa cura per ritrovare la consapevolezza di sé passa anzitutto dal corpo: ecco come nasce la meditazione dinamica. Portando il corpo all’estremo, lasciando che si esprima follemente e liberamente, questa tipologia di meditazione scioglie le corazze caratteriali e allenta la sorveglianza del super-io, se praticata nel modo giusto. I nostri condizionamenti, infatti, passano anche attraverso il corpo, attraverso posture e blocchi fisici, che a loro volta creano ristagni psichici ed emotivi.

Osho Rajneesh propone così una meditazione “di liberazione”, provocatoria nel suo essere senza freni, ma al contempo protetta dallo sguardo vigile del maestro, ovvero l’unico in grado di “sorvegliare” il setting ed assicurarsi che la pratica sia proficua.

Gli strumenti della follia consapevole, della rottura di schema, dell’abbandono della volontà sono le armi principali per meditare dinamicamente, lasciando che le maglie dell’ego lentamente si allentino.

Se la meditazione andrà a buon fine, con il tempo potremo intravedere e sentire qualcosa di autentico e profondo: la nostra vera essenza, uno stato di presenza profonda resa possibile dalla “non mente”, dalla cessazione del chiacchiericcio mentale che ci abita.

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