yoga meditazione ed estasiEstasi è una parola molto utilizzata anche nel linguaggio comune. “Andare in estasi” è un’espressione che utilizziamo per indicare l’esperienza di un grande piacere, dove quasi ci sentiamo smarriti per via dell’intensità dell’esperienza. C’è qualcosa di vero, in realtà, in questa convinzione.

Ek-stasi, infatti, in greco significa “esser fuori di sè”,e potremmo contrapporlo all’en-stasi, essere pienamente dentro sè.

Cerchiamo ora di capire se e come meditazione e yoga possono condurci ad esperienze estatiche.

Queste due tecniche non vengono utilizzate solo per gli scopi di cui sopra, infatti meditazione e yoga sono utili per la ricerca interiore.

Meditazione, yoga ed estasi divina

Il grande storico delle religioni Mircea Eliade si occupò a lungo di yoga. Ma piuttosto che parlare di estasi associò il samadhi, l’esperienza di consapevolezza raggiunta dallo yogin, all’en-stasi.

Perchè enstasi? Perchè lo yogin al sommo della sua pratica si disidentifica da sé, ossia dal suo ego ristretto (ed in questo caso “esce da sè”), ma lo fa all’interno del grande mare della propria coscienza, quindi della sua stessa interiorità.

In tal senso non esce mai da sè, perchè si accorge di essere una sola cosa con il Tutto.

Yoga e misticismo, dunque, si distinguerebbero per il tipo di “peak experiences” che comportano. Se il mistico infatti “esce da sè”, lo yogin sprofonda nel proprio essere, entra pienamente dentro di sè, nell’abisso del proprio mistero.

Estasi ed enstasi nel dettaglio

 

eliade yoga meditazione estasiIl testo fondamentale di Mircea Eliade per comprendere la differenza tra estasi ed enstasi è “lo sciamanesimo e le tecniche dell’estasi”, un classico per chi si occupa di psicologia delle religioni. Qui si dice chiaramente che anche lo yoga persegue l’enstasi e non l’estasi, un entrare nelle vere profondità di se stessi, piuttosto che venirne fuori.

L’estasi, invece, somiglierebbe alla morte rituale, una sorta di “uscita dal corpo” della quale erano esperti proprio gli sciamani. Gli stessi sciamani che, secondo molti studiosi, avrebbero sviluppato quelle tecniche poi divenute lo yoga con l’inizio della religiosità vedica.

C’è poi un’altra differenza molto profonda: se l’estasi è spesso un fenomeno spontaneo, provocato ad esempio anche da musiche rituali, l’enstasi richiede sovente un lungo lavoro su di sé, una lunga pratica, pur manifestandosi all’improvviso, appunto come un’illuminazione.

Inoltre questo essere “fuori di sè” è spesso associato con uno stato di estrema confusione, o di possessione da parte di entità, mentre l’enstasi pare coincida con una lucidità incredibile e una consapevolezza ai suoi massimi livelli.

Le esperienze estatiche ed enstatiche, comunque, non sono proprio alla portata di tutti: spesso avvengono esclusivamente all’interno di una certa comunità di pratica, o dopo l’esecuzione di specifiche tecniche per un tempo anche molto lungo.

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