Lo yoga non consiste  solo di asana (posture) o pranayama (respirazione). Anche la meditazione, infatti, è fondamentale all’interno di un percorso yoga.

Oggi siamo abituati a concepire la meditazione come un’attività isolata, anche laica, magari funzionale alla tranquillità e ad un certo benessere interiore. Lo yoga della tradizione, invece, la pensava in modo diverso, la meditazione yoga può essere molto utile.

La meditazione yoga non è l’unica tecnica a nostra disposizione per raggiungere l’equilibrio psicofisico e stare meglio con noi stessi; prova la meditazione buddista per ritrovare il benessere.

La meditazione yoga dalle origini

la ricerca interiore con meditazione e yogaIl testo fondativo della pratica yoga sono gli Yogasutra di Patanjali, scritti probabilmente tra il 2° ed il 3° secolo d.C. Lo yoga di Patanjali ha un obiettivo specifico, riassunto nella formula “citta vritti nirodah”: ovvero estinguere l’attività della mente, liberarci dalle sovrastrutture mentali che fanno da velo alla realtà così com’è.

In tale operazione, il Raja Yoga di Patanjali ha 8 stadi, 8 “membra”:

Yama, il corretto atteggiamento verso gli altri;
Niyama, il corretto atteggiamento verso se stessi;
Asana, le posture fisiche;
Pranayama, le tecniche di respirazione;
Pratyahara, il ritrarsi dei sensi;
Dharana, la concentrazione;
Dhyana, la meditazione;
Samadhi, l’illuminazione.

Dhyana, il 7° stadio, è quel che conosciamo comunemente come meditazione. Ma esso non è slegato dai primi 7, anzi in qualche modo li presuppone tutti, e senza di essi sembra avere poco senso.

Quindi lo yoga tradizionale ci insegna che, per meditare, dobbiamo lavorare prima sulle altre 7 “membra”. Il che si traduce, in pratica, non solo nel coltivare una corretta condotta etica, ma anche nell’acquisire una certa pratica con asanas e pranayama.

Come mai per meditare, secondo lo yoga, è necessario padroneggiare le asanas? Per una semplice ragione: le asanas abituano il corpo alla postura di meditazione rendendola più stabile, salda e comoda. Solo con una pratica corretta delle asanas saremo in grado di sedere nella posizione del loto, ma anche di sedare la frenesia abituale del corpo e sentirci veramente in agio nella nostra postura.

Meditazione yoga e ricerca interiore

 

meditazione e ricerca interioreIn tutti gli stili di yoga la meditazione è la tappa di un profondo percorso di ricerca interiore, fatto di diversi stadi.

Il praticante yoga, oltre a svolgere sessioni settimanali di asanas e pranayama, cercherà di ritagliarsi uno spazio quotidiano da dedicare alla meditazione, scegliendo un luogo tranquillo e preferibilmente poco rumoroso.

Una tecnica molto utile per facilitare l’entrata nello stato meditativo è conosciuta come trataka: si tratta, in pratica, di fissare lo sguardo su un oggetto cercando di non distogliere l’attenzione. Generalmente si utilizza, come supporto, la fiamma di una candela.

Per raccogliere i frutti della meditazione il primo ingrediente è la costanza: cercare di svolgere la pratica sempre alla stessa ora, vincendo la pigrizia o altre eventuali resistenze. Altrettanto fondamentale è, almeno nelle fasi iniziali, l’assistenza di una guida o di un insegnante di meditazione, che possa correggere gli errori tecnici e rispondere alle nostre domande.

In parallelo consigliamo di leggere qualche buon testo sulla meditazione, sia per comprendere la tecnica che per studiarne le origini e i significati. Veramente immediato è “Meditazione Seduta: Provate!“, un libretto di poche pagine scritto da Diana St. Ruth che spiega tutte le cose importanti da sapere prima di mettersi a meditare.

 

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