Nella meditazione zen, la parola “zen” indica un insieme di scuole buddiste giapponesi che hanno risentito anche dell’influsso di dottrine cinesi.
la pratica zenEsistono tanti tipi di meditazione, come per esempio quella trascendentale, ma la principale praticata nel buddismo zen è la “meditazione seduta” (zazen in giapponese). In questo tipo di meditazione coltivando la perfetta immobilità della mente, dal sanscrito “samadhi”, la propria mente diventa limpida, chiara e tutto appare per come è; questa è la meditazione zen.

I vari maestri zen chiamano questi tipo di mente con nomi diversi come: mente del principiante, chiara mente o non mente; fare ritorno a questo tipo di mente significa comprendere la realtà di tutti i fenomeni e arrivare all’Illuminazione.

Meditazione zen: ecco le posizioni al suo interno

All’interno di questo tipo di meditazione esistono varie posizioni, tra le cui si può scegliere la migliore per se stessi o quella a cui ci si adatta meglio. Ciò che accomuna tutte le posizioni è il fatto di sedersi in modo da mantenere il corpo perfettamente dritto, spingendo tutto il peso del corpo verso l’addome basso che il punto principale della meditazione seduta. E’consigliabile meditare davanti ad un muro bianco così da non avere nessun tipo di distrazione.

– La posizione del loto: ci si siede su un cuscino con le gambe che vanno incrociate, piede destro sopra la coscia sinistra e piede sinistro sopra la coscia destra, collo eretto e spalle rilassate. Un pò difficile da realizzare soprattutto per gli occidentali che negli anni hanno perso l’elasticità necessaria per sedersi in questa posizione

– Posizione birmana: molto comune tra gli occidentali, con le gambe incrociate e i piedi appoggiati sul cuscino. Ci si siede su metà cuscino ed entrambe le ginocchia devono toccare il cuscino

– Inginocchiati con il cuscino per la meditazione tra le gambe

– Seduti composti in una sedia

– In piedi con le mani giunte davanti al petto

Di norma, è consigliabile scegliere un posto tranquillo per la meditazione, dove non si viene disturbati e che bisogna adoperarsi per mantenere pulito e in ordine, e che deve diventare il posto fisso dedicato alla meditazione.

Come praticare la meditazione Zen

 

La meditazione va fatta ogni giorno, questa continuità nella pratica è necessaria per rendere la mente libera, aperta, sinceramente allenata alla

meditazione zen

compassione. I tempi migliori per meditare sono il mattino o la sera prima di andare a letto. Il tempo da dedicare alla meditazione varia in base alle proprie possibilità, di solito è consigliabile iniziare con moderazione, aumentando via via i minuti che si dedicano a questa pratica e anche la sopportazione al dolore derivato dal mantenere per un periodo prolungato un certo tipo di posizione.

Ogni volta che si medita è normale che nascono dei pensieri, non è una colpa, bisogna osservarli come dall’esterno e lasciare che passino, lasciarli scorrere senza attaccarsi ad essi, come dicono i maestri zen: “bisogna osservarli e lasciarli passare come nuvole nel cielo”.

Alla base della meditazione zen c’è il “Ku” (silenzio totale), dal silenzio si accede alla saggezza totale, rimanendo in contatto assoluto con se stessi, abbandonando il proprio io si accede ad una dimensione dell’essere che è in perfetta armonia con la natura stessa del proprio io.

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