cenni storici sulla meditazione zenLa meditazione zen o zazen che in giapponese ha il significato di contemplare da seduti è una meditazione che aiuta l’individuo a ritrovare il benessere del corpo e della mente.

Nella meditazione zen, con il termine zen si fa riferimento ad un insieme di scuole buddiste giapponesi. Pur non essendoci testimonianze storiche della presenza di una scuola buddista zen in India, sembra proprio che si possa far risalire questa corrente del buddismo Mahayana a Bodhidharma ventottesimo patriarca buddista che vede all’origine di questo ramo indiano, Shakyamuni, il primo Buddha.

Ogni tecnica meditativa ha diverse origini, si pensi per esempio a quella dinamica creata dal mistico Osho, ma a cosa serve la meditazione dinamica?

Cenni storici sulla meditazione zen

Le origini della meditazione zen risalgono al 1200 circa, agli insegnamenti del maestro buddista Dogen, nome che significa: “il principio della via“. Per il maestro Dogen la meditazione zen è l’unico strumento che ha l’uomo per trovare la sua vera natura, quella descritta dallo stesso Buddha.

Dogen fu il primo autore di un manuale sulla meditazione zen, secondo lui il pensiero originale del Buddha si poteva raggiungere solo con un ritorno alle origini, abbandonando il pensiero razionale, le preoccupazioni della vita quotidiana e concentrandosi sul respiro, ritrovando così un corretto equilibrio tra corpo e mente. Solo con questo tipo di pratica si potrà lasciare andare il mondo esterno e concentrarsi sul proprio mondo interiore, trovando calma e pace e comunicando in armonia con gli altri. La meditazione zen è infatti anche educazione silenziosa.

Alcuni fondamenti della meditazione zen

 

fondamenti dello zenPer attuare la meditazione zen occorre mettersi in abiti comodi nella posizione del loto, con le gambe incrociate e piede destro sulla
coscia sinistra e viceversa, la classica posizione in cui viene sempre raffigurato il Buddha, la mano destra sul tallone sinistro e le dita della mano sinistra che sfioreranno quelle della destra. La schiena va tenuta dritta e gli occhi aperti. Una volta trovata la giusta posizione si respira profondamente e si oscilla con il busto per poi tornare dopo alla posizione di partenza.

Si passa così alla tecnica “susoku kan“, o contemplazione dei respiri, si conta ogni inspirazione ed espirazione fino a dieci, si passa poi al “zuisokukan” cioè si osserva il proprio respiro per poi passare alla “anjodaza” che consiste nello giungere al vuoto mentale tipico della meditazione zen mentre si sta seduti.

Uno strumento principale della meditazione zen sono i Koan, delle proposizioni che non si possono risolvere logicamente e hanno lo scopo di far capire che la ragione non è in grado di risolvere il problema della conoscenza di sè. Il ragionamento viene usato per rendere evidenti i limiti del Koan, attraverso la meditazione zen, una lunga riflessione sul Koan porta al vuoto mentale che poi conduce allo stato dell’Illuminazione.

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