Osho, il padre della meditazione dinamicaUna delle principali tecniche di meditazione insegnate da Osho Rajneesh è la meditazione dinamica. Strutturata in 5 step, la meditazione dinamica sfrutta il potere catartico del movimento per “fare il vuoto” nella nostra mente, in contrapposizione a tecniche meditative tradizionali che partono dall’immobilità fisica; ecco tutta la spiegazione della meditazione dinamica di Osho.

Osho Rajneesh e la Meditazione Dinamica

Osho è particolarmente noto (ed apprezzato) per i suoi metodi a volte un pò bruschi, atti a provocare il risveglio interiore con tecniche molto fisiche e viscerali. La meditazione dinamica non è da meno: essa, infatti, utilizza pienamente il corpo come strumento e come ponte per accedere alla psiche ed alle dimensioni sottili dell’uomo.

L’essere umano in quest’ottica è visto come una totalità somato-psichica, il che rende possibile un lavoro sul mentale proprio a partire alla dimensione fisica e corporea. Ma non solo. La meditazione dinamica, infatti, coinvolge anche la sfera vitale ed emotiva, toccando infine lo psichico e l’attività mentale vera e propria.

In più la meditazione dinamica si avvale dei contributi di diverse tradizioni spirituali: ci troveremo la dottrina dei Centri e la tecnica dello “stop!” di Gurdjieff, un mantra sufi, ma anche i riferimenti alla kundalini ed ai chakra tipici del tantrismo o dell’induismo.

In cosa consiste la Meditazione Dinamica di Osho?

La prima differenza tra la meditazione dinamica e tecniche meditative tradizionali, come la vipassana buddhista, è appunto il movimento. Secondo Osho, infatti, la meditazione come tecnica ha due stati: il primo deve essere attivo, ed è in realtà una fase preparatoria. Il secondo, invece, è la piena immersione nella consapevolezza passiva. Obiettivo di una meditazione basata sul movimento è condurre dall’attività alla non attività, ossia portare l’individuo al limite dell’esaurimento psicofisico per fargli schiudere la dimensione del non-fare, la pace del puro esserci.

durante la meditazione dinamicaOsho sosteneva che possiamo abbandonare solo ciò che abbiamo vissuto sino in fondo, quando abbiamo smesso di esplorare. Allo stesso modo è grazie allo sforzo che possiamo giungere all’assenza di sforzo, al silenzio interiore.

Così una meditazione dinamica vuole portare il caos, l’anarchia nell’organismo, affinchè attraverso una catarsi si possa poi sperimentare la vera Quiete interiore. Osho diceva:

Io vi invito ad essere consciamente folli

E faceva riferimento al secondo stadio della sua meditazione dinamica, in cui dopo 10 minuti di respirazione caotica (primo stadio) bisognava consentirsi di esprimere tutta la follia repressa, negata, limitata. Il terzo stadio della meditazione dinamica è invece la ripetizione del mantra “hu!”, che chiude la fase catartica prima del quarto stadio: il comando “stop!” dato dal maestro.

Lo “stop!” è il momento in cui dal fare si passa al non fare, e si può avere un’esperienza autentica di quella presenza intera, non duale, che scioglie ogni tensione.

1 Commento

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  • Marina

    vorrei provare la meditazione dinamica
    sono a Londra per qualche mese dove trovo un centro serio che possa frequentare?

    grazie Marina

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