La meditazione è uno dei cardini dello yoga. Se pensate che lo yoga si esaurisca in una gamma di posture fisiche, le asanas, siete in errore: si tratta infatti di un sistema molto più complesso e ricco, che la tradizione dice composto da ben 8 “membra” o “stadi”.

Scopriamo come la tradizione spiega la meditazione yoga e cosa di queste tecniche può essere attuale per il nostro benessere; lo yoga è solo una delle tecniche meditative per ritrovare il benessere, infatti ne esistono moltre altre, tutte con diverse caratteristiche; scopri a cosa può servire la meditazione zen.

Meditazione Yoga e tradizione

meditazione yoga e benessereLo yoga classico fu sistematizzato dal grammatico Patanjali, che nel II – III sec. d.C. redasse i famosi Yogasutra. In questo ermetico trattato troviamo la descrizione delle “8 membra” dello yoga, 8 stadi (anga) tutti fondamentali per uno scopo ben preciso, l’unione (yug, da cui yoga) con il Divino, la vera e  ultima conoscenza metafisica.

Lo yoga per Patanjali è citta vrtti nirodha, controllo delle fluttuazioni della coscienza: molto di più di un mero lavoro sul corpo.

Gli 8 stadi includono, oltre ad asana e pranayama, anche dhyana, quella che noi conosciamo come meditazione.

Dhyana, la meditazione yoga, ha come presupposto i 6 stadi precedenti, perché secondo gli indù non si può meditare senza una vita retta e morigerata, e un allenamento fisico e psichico adeguato ed una padronanza del proprio respiro e delle tecniche di concentrazione.

Per indicare l’intero approccio alla meditazione, gli indiani usano molto spesso il termine samyama.

Samyama è il processo che parte da dharana (la mente si focalizza su un oggetto), passa per dhyana (non c’è più l’oggetto) e arriva a samadhi (non c’è più neppure il soggetto – non dualismo). Lo scopo del samyama è fermare il movimento mentale, partendo dalla contemplazione di un oggetto fino a sperimentare la completa fusione con esso.

Si tratta quindi di un assunto che un pò sovverte la nostra impostazione kantiana, che distingue la dimensione fenomenica dall’irraggiungibile noumeno. Per gli indù, invece, la distinzione tra soggetto e oggetto è solo un’illusione resa possibile dai limiti del nostro attuale stato di coscienza.

L’uomo può dunque vedere e sperimentare le cose per quel che realmente sono, semplicemente diventando esse.

Meditazione Yoga e Benessere

 

meditazione e tecniche yogaLa meditazione yoga nasce e si radica nel territorio e nella cultura indiana. Come possiamo noi occidentali, così lontani da quel mondo colorato di mistici ed asceti, usufruire dei benefici della meditazione yoga?

Se il samadhi e gli assorbimenti meditativi ci sembrano così lontani e avulsi dalla vita ordinaria, la meditazione yoga può comunque servirci a sperimentare una maggiore presenza nel quotidiano.

La meditazione yoga più semplice la si può sperimentare in qualsiasi centro yoga, all’inizio o alla fine delle normali sessioni di asanas o pranayama.

Generalmente si adotta la posizione del loto (padmasana) o alcune varianti più comode (sukhasana, padmasana), sedendo con la schiena ritta a gambe incrociate ed un supporto (cuscino alto) sotto le natiche.

Anche alcuni stili contemporanei di yoga, come lo Iyengar, insegnano che per meditare bene bisogna avere familiarità con le asanas, per rendere il corpo rilassato e sciolto, ma anche tenerlo in perfetta salute.

Come insegnava Patanjali, la meditazione yoga si avvale sempre di un supporto (ālambana), ovvero un oggetto mentale o fisico per fissare l’attenzione. Di solito si utilizza il respiro, ma si può ricorrere anche a suoni particolari, simboli o mantra.

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