osho e la meditazione dinamicaLa meditazione dinamica di Osho è una particolare tecnica di meditazione che fa uso del movimento corporeo e di azioni catartiche per raggiungere la pace interiore ed il pieno contatto con sè stessi. Ecco la spiegazione del suo funzionamento; se invece vuoi sapere nello specifico come praticarla ecco l’articolo che fa per te, meditazione dinamica, come si fa?

A cosa serve la Meditazione Dinamica di Osho?

La meditazione dinamica è un approccio diverso alla meditazione. Non ci si siede in posizione del loto cercando l’immobilità, ma si utilizza piuttosto il movimento portandolo ai suoi estremi, alla perdita di controllo. Solo portando l’organismo allo sfinimento è infatti possibile, secondo Osho, fare quel vuoto che consente il manifestarsi di una nuova consapevolezza.

Osho sosteneva che per noi Occidentali le meditazioni attive sono più efficaci di quelle passive. Perchè una meditazione seduta sottopone a grande frustrazione, richiedendo la repressione totale degli istinti legati al movimento. Piuttosto Osho rovescia il modello tradizionale, preferendo un tipo di meditazione che parte dalla tensione per raggiungere il rilassamento.

C’è da ricordare che nell’ashram di Osho non si praticava solo la meditazione dinamica, ma anche diversi tipi di meditazione statica e tecniche meditative originarie di varie tradizioni spirituali.

L’obiettivo finale della meditazione dinamica è consentirci di sperimentare il silenzio interiore, un momento magico di “allineamento” in cui siamo pienamente noi stessi, centrati in noi stessi. L’esperienza non è fine a se stessa, ma consentirebbe secondo Osho di accrescere la nostra consapevolezza segnando il nostro cammino verso l’evoluzione interiore.

Come funziona la meditazione dinamica di Osho

La follia cosciente durante una meditazione dinamica di OshoRiguardo la meditazione dinamica sul piano tecnico, essa è strutturata in 5 fasi. Le prime 3 fasi sono attive, e coinvolgono corpo, mente ed emozioni.

Nella fase 1 (10 minuti) entra in gioco il piano vitale, con la respirazione che va emessa in modo caotico e disordinato.

La fase 2, invece, coinvolge pienamente il corpo, che deve lentamente abbandonarsi ad una perdita di controllo totale per 10 minuti. Qui Osho ama ricordare le danze dei dervisci Mevlevi, i danzatori sufi che attraverso i loro moti vorticosi diventano puro movimento.

La fase 3, invece, abbraccia il mentale, grazie all’utilizzo del mantra “hu!” (10 minuti) ed al suo grande potere.

Il 4° step vede il passaggio dal fare al non fare, dall’attività alla passività. Il maestro, grazie ad un improvviso comando di “stop!”, invita i meditanti a bloccarsi istantaneamente nella postura in cui vengono sorpresi. E’ qui che può prodursi la “magia” della piena presenza a se stessi, una consapevolezza nitida e totale che lascia il segno in chi la sperimenta.

Una quinta fase, infine, è dedicata alla danza ed al relax, affinchè l’esperienza possa essere integrata e celebrata degnamente.

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