zen e meditazione per il benessereAnche nello zen, un’evoluzione del pensiero buddhista delle origini, la meditazione ha un ruolo centrale.

L’uso dei koan, dei paradossi, delle provocazioni e di quell’attitudine tipicamente scomoda ed ironica ha reso la meditazione zen ancor più singolare e caratteristica.

Sedendo quietamente, senza far nulla
Viene la primavera, e l’erba cresce da sé.

Lo zen, da subito, dichiara la sua vera intenzione: permetterci di essere nel flusso, nel qui ed ora, trascendendo le illusioni del mentale ed educandoci alla non-mente, ad una mente aperta e vergine, “da principiante”. Si tratta, dunque, di imparare ad essere pienamente nella realtà, a muoverci assecondandone il flusso, con la naturalezza tipica dei processi spontanei e dei fenomeni naturali.

La meditazione zen non è l’unico modo per raggiungere un equilibrio psicofisico, infatti vi sono molte altre tecniche, tra cui meditazione e yoga, due metodi per raggiungere l’estasi divina.

La meditazione zen per svuotare la mente

La mente, infatti, è il principale ostacolo all’esperienza diretta della realtà e dunque la causa di tutte le sofferenze che riguardano la nostra vita. Così la meditazione zen non indugia su tecniche ed obiettivi: a un certo livello potremmo dire che meditare è il semplice sedere, immersi nell’attimo, senza scopo e senza il problema di liberarsi da uno scopo.

Se la meditazione zen è stata formalizzata in una tecnica precisa, è solo per aiutare il meditante a liberarsi dai tranelli del mentale, riscoprendo la pienezza dell’esserci senza sforzo.

La tecnica della meditazione zen, anche conosciuta come zazen, è stata sviluppata nei secoli dalle diverse scuole zen, pur mantenendosi approssimativamente la stessa.

Come funziona zazen, la meditazione zen

 

zen e meditazione per stare beneZazen (坐禅) significa “meditazione da seduti” e già illustra la prima caratteristica di questo tipo di meditazione: la posizione seduta, generalmente nella forma del mezzo loto, a gambe incrociate.

Nello zazen il meditante siede su un cuscino rotondo abbastanza alto, fondamentale per tenere la schiena alta e dritta, stabile. Le spalle sono rilassate, idem le braccia con i palmi delle mani all’altezza dell’ombelico, rivolti verso l’alto, il sinistro sul destro. Il collo non è rigido, il mento leggermente rientrato, la bocca rilassata e socchiusa, con la lingua che punta verso il palato.

È fondamentale che, nella prima fase, il principiante sia seguito da un bravo maestro di zazen, indispensable per correggere quegli errori che rischiano di rendere più difficoltosa la pratica. Il maestro di meditazione non solo terrà i tempi delle sessioni meditative, ma ci sarà anche d’aiuto nel trovare una posizione comoda e stabile, consentendoci di praticare zazen anche a casa, comodamente.

Cosa succede esattamente nel corso di una seduta di zazen? Di solito il maestro ci invita ad essere consapevoli del respiro, del suo flusso, del movimento di inspirazione ed espirazione, magari fissando l’attenzione sul naso o la pancia. Cercando di tenere stabilmente l’attenzione ci accorgeremo di quanto sia fluttuante la nostra presenza, “inquinata” da pensieri, aspettative, doverismi, fantasie.

Questa “luce” della consapevolezza è il fattore che educheremo con zazen, imparando ad essere più presenti a noi stessi e prendendo gradualmente distanza dalle evoluzioni del mentale.

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