Anche i giovanissimi devono imparare a studiare presto, sin dalle scuole elementari. Il metodo di studio di un bambino tuttavia è abbastanza diverso da quello di un adolescente e di un adulto, in quanto deve tenere conto della ridotta capacità di concentrazione, della noia che può subentrare da un momento all’altro, dall’incapacità di dedicarsi ad un’attività per un tempo prolungato e della volubilità verso il gioco.

Esistono comunque diversi esercizi per imparare a studiare, eccone alcune esempi pratici.

Imparare a studiare: la scuola e le famiglie rappresentano quindi due ruoli fondamentali che possono influenzare il metodo di studio dei più piccoli.

Imparare a studiare, esercizi per i più piccoliL’insegnante dovrebbe spiegare in maniera chiara quello che il ragazzino deve fare a casa, con esempi ed esercizi in classe, stabilendo una mole di lavoro equa con le possibilità del giovanissimo studente. I genitori invece dovrebbero assistere i figli nello studio, senza però sostituirsi a loro, annullando l’apprendimento.

Se il bambino deve memorizzare un breve capitolo di storia, gli si può consigliare di leggere con attenzione qualche riga per volta (solo con gli occhi, senza parlare) e poi ripetere ad alta voce quello che ha capito, con le sue parole.

Per imparare a studiare, è molto importante che il bambino non si sforzi di ripetere le stesse parole nel medesimo ordine, ma che rielabori il concetto con i suoi vocaboli e i suoi modi di dire. In questo modo arriverà ad una piena comprensione, si ricorderà meglio il contenuto e l’adulto potrà verificare l’effettiva consapevolezza di ciò che sta ascoltando.

Per imparare a studiare sui testi, la sottolineatura con i colori può essere un piccolo aiuto per fissare alcuni concetti, mentre scorrere il dito sotto le parole, man mano che si legge, è un espediente funzionale soprattutto per i bambini che hanno appena imparato a leggere e devono ancora imparare a tenere la concentrazione.

Il bambino non dovrebbe stare sul libro per più di un quarto d’ora ogni volta, ma può essere molto utile che il genitore gli faccia delle domande, sotto forma di gioco, per indurlo al ripasso senza esercitare pressioni. A questo scopo è opportuno che la mamma o il babbo non introducano il ripasso dicendo frasi tipo “..ora fammi il riassunto di quello che hai capito..“.

Bisogna abbandonare la terminologia scolastica e chiacchierare con il figlio in maniera spontanea, non costruita, in modo che il bimbo interagisca naturalmente, senza sentirsi sotto esame.

La scuola e la casa devono rimanere, anche sotto questo punto di vista, due ambienti separati, per non creare confusione ed eccessiva pressione sul piccolo studente.

 

Per imparare a studiare al meglio, il bambino dovrebbe essere spesso stimolato a raccontare ciò che gli succede, ad immaginare come si comporterebbe in certe situazioni e come invece si comporterebbero dei conoscenti o i suoi beniamini dello sport o dei cartoni animati. In questo modo il ragazzino acquisisce una robusta capacità di apprendere, concentrarsi, pensare ed ascoltare.Stimolare il bambino all'apprendimento

L’amore per la conoscenza si può sviluppare parlando al bambino delle proprie impressioni e chiedendogli le sue: uno scambio di opinioni lo renderà più maturo e responsabile.

Un ultimo importante consiglio per imparare a studiare in tenera età è l’uso delle lodi: i bambini reagiscono molto positivamente alle lodi. Se dobbiamo fargli notare un errore quindi, è opportuno sottolineare come vada tutto bene, “eccetto quella svista” che gli chiarirete con semplicità e serenità.

Il bambino lodato tende a studiare con piacere, quello rimproverato ricollegherà i libri e la scuola a sensazioni più negative e sarà di conseguenza meno stimolato.

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