Mens sana in corpore sano?

Autostima, Azioni, Coaching, Formazione, Mente e Cervello, Motivazione, Obiettivi, Psicologia, Relax, Relazioni, Salute e Benessere, Sviluppo Personale
pasqualefoglia
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Non si può andare contro la realtà…

Non attaccarti ai tuoi pensieri negativi: sono falsi!

Solamente se c’è pace all’interno, c’è anche pace all’esterno!

Credi che gli alcolisti siano infelici a causa dell’alcol? Ti sbagli! Essi sono tristi perché si ubriacano con i loro pensieri! Se non ci sono pensieri non ci sono problemi. Infatti, quando dormiamo non ci lamentiamo.

Si dice da sempre che se il corpo sta bene, sta bene anche la mente e viceversa. In realtà, capita tante volte che stiamo abbastanza bene in salute, eppure la nostra mente sta male. Abbiamo brutti pensieri. Ci sentiamo frustrati, stressati e depressi. Siamo tristi ed infelici. Ed ecco che col passare del tempo i pensieri diventano sempre più frequenti e ossessivi e cominciamo a sentire dolori qua e là, abbiamo paura di ammalarci, e alla fine ci accorgiamo di stare veramente male fisicamente. A quel punto diamo la colpa al corpo della nostra sofferenza, ma il corpo non sa pensare: il corpo non ha nessuna colpa se stiamo male.

Sono i pensieri negativi che ci fanno ammalare, non il corpo, sono i nostri pensieri che ci fanno stare male, non il nostro corpo: è la mente che divaga a sproposito la causa di tutto! Se sei ammalato e infelice, non è perché il tuo corpo non funziona bene, ma perché i tuoi pensieri sono sballati. I tuoi pensieri fallaci fanno stare male anche il tuo corpo. Non è la malattia del tuo corpo che devi curare, ma la tua mente: devi indagare sui tuoi folli pensieri e sulle tue proiezioni!

Se curi la tua malattia senza indagare sui tuoi pensieri, i medicinali ti faranno più male che bene, magari guariscono una cosa e ne guastano un’altra. E passerai da una malattia a un’altra.

La vera causa del tuo male è nella testa, nei tuoi pensieri, nelle false storie che ti racconti: sono le tue credenze limitanti la causa dei tuoi cattivi pensieri! Senza pensieri staresti benissimo! Ecco perché quando la tua mente è occupata a fare qualcosa tu stai bene, non accusi alcun sintomo, ma non appena ti siedi e ti metti a pensare ritornano i soliti dolori, i soliti sintomi, i soliti pensieri angoscianti: e il vecchio problema ricomincia a perseguitarti.

A ben pensarci, anche i pensieri negativi sono sintomatici: sono un vero e proprio avvertimento che ci manda il nostro cervello e quindi li dobbiamo accogliere con comprensione ed amore!

Ti senti depresso perché non puoi fare ciò che ti piace? Cosa ti piacerebbe che fosse diversa dalla realtà? Vorresti essere amato da quella bellissima ragazza e non ci sei ancora riuscito? Forse vorresti colpire e punire qualcuno che ti ha offeso e non lo puoi fare? O vorresti cambiare qualcosa del tuo corpo? Sei grasso, hai la pancia, il naso è troppo grande o troppo piccolo, ti senti brutto(a) e insignificante? Quale situazione vorresti cambiare? Desideri più denaro, un bel posto, una bella casa, un partner gentile, premuroso e magari anche prestigioso? Come sei modesto…!

Soffriamo perché vogliamo cambiare la realtà, perché desideriamo che le cose siano diverse da come sono! Le cose non si devono cambiare, ma soltanto comprendere! Quando non accettiamo la realtà ci creiamo storie che ci fanno stare male. Quando pensiamo di controllare le situazioni esterne a noi ci comportiamo come folli perché andiamo contro la realtà. La realtà è quella che è e va soltanto accettata altrimenti entri in guerra con essa, e naturalmente anche con te stesso!

Tutto ciò che devi cambiare è solo il tuo modo di pensare! Accetta la realtà così com’è e spariranno i tuoi problemi! Ama ciò che è e ciò che è già tuo e sarai felice per sempre! Accettando la realtà la tua mente ritorna lucida e serena ed è anche responsabile, vedi tutto chiaro e sai cosa fare in ogni circostanza: acettando la realtà diventi più attivo e più capace di reagire! Rifiutando la realtà, andando contro ciò che è, la tua mente resta confusa, hai tante paure e non sei capace di prendere decisioni: non sei più in grado di agire! Dunque, è esattamente il contrario di quello che pensavi!

I tuoi pensieri negativi sono la causa delle tue ansie e dei tuoi problemi, anzi sono la causa di tutto ciò che ti angoscia! Ma non puoi negare i tuoi pensieri spontanei e neanche lasciarli andare perché non sei tu che li produci, ma il tuo cervello: soltanto se li accogli con comprensione e amore il mondo cambia perché la mente smette di ingannarti o illuderti. Devi indagare sui tuoi pensieri tristi e scoprire le tue credenze negative e le tue proiezioni.

Il realtà neanche il cervello è colpevole dei nostri pensieri spontanei: il cervello è soltanto uno strumento del corpo che funziona alla perfezione! La colpa è delle nostre credenze limitanti registrate nei circuiti neuronali! I pensieri negativi, alla fin fine, sono credenze limitanti di cui non ci rendiamo conto o non siamo coscienti! Anche le massime più famose della storia diventano spesso credenze limitanti.

Se provi paura, rabbia e tristezza c’è sicuramente in te qualche pericolosa credenza negativa a cui sei attaccato senza saperlo, perciò devi indagare sui tuoi pensieri. Quando qualcosa ti turba è perché è stato colpito un tuo punto debole sul quale devi lavorare. Quando un pensiero ti brucia lo devi comprendere. Se ti metti sulla difensiva o/e reagisci in modo esagerato con i conoscenti, gli amici o i familiari, e proprio quando credi di avere ragione, devi indagare sulle tue proiezioni e sulle tue false credenze! I tuoi nemici, i tuoi critici, i tuoi figli… sono i tuoi migliori maestri perché ti dicono in faccia ciò che realmente sei! Indagando suoi tuoi problemi e capovolgendo i tuoi giudizi con umiltà, ti accorgi che i pensieri che ti spaventano, le tue paure e la tua ansia sono causate da una percezione errata del tuo modo di pensare.

Non è il mondo ingiusto e pericoloso che ci fa paura, ma i nostri pensieri ossessivi!

Mi ha molto impressionato un recente commento sul mio blog al mio articolo “Come diventare saggi in un istante!” : “Non sa Sig. Foglia quanto la invidio per la sua saggezza…vorrei essere io a scrivere i suoi articoli. Questa massima mi ricorda le risposte che solitamente mi dava il mio povero nonno quando gli chiedevo: come stai nonno? Lui mi rispondeva sempre: Mario sono pieno di acciacchi e reumatismi, ma fino a quando sentirò dolori dappertutto sono contento perché significa che ancora sono qui…” Il nonno di Mario era molto saggio perché aveva compreso che il corpo malato non è la vera causa della tristezza in quanto gli acciacchi della vecchiaia sono un fatto naturale e inevitabile e perciò vanno accettati: sono i pensieri la causa del dolore e della tristezza! Il nonno di Mario inconsapevolmente aveva accettato la realtà!

Ogni volta che pensiamo agli affari degli altri anziché ai nostri, ogni volta che ce la prendiamo con Dio, con i genitori, con il capo ufficio, con i colleghi, con il governo e con il tempo… siamo irresponsabili e ci procuriamo frustrazione e infelicità. Essere responsabili significa accettare la realtà e comportarsi di conseguenza. Accettare la realtà significa anche rispettare gli altri. Rispettare gli altri significa accettare che essi abbiano pensieri e desideri diversi dai nostri.

Potresti dire: se la realtà è brutta, sbagliata o ingiusta, e comunque non ci piace, dobbiamo lo stesso accettarla? Certo, nessuno ti obbliga ad accettarla; e proprio perché in genere nessuno accetta la realtà che non gli piace, si dispera e vorrebbe cambiarla lottando contro la realtà delle cose o contro la volontà degli altri incontrando mille difficoltà, e perciò si sente stressato, pieno di ansia e di paura. Ribadisco: per potere rimboccarti le maniche devi innanzitutto accettare la realtà, altrimenti (lottando contro di essa) non potrai avere la mente lucida, e senza idee chiare non puoi combinare niente di buono!

Non si può andare contro la realtà altrimenti ti scontri con essa e sei in guerra con… te stesso!

Bibliografia minima

1) R. Dahlke – L’Ombra il latooscuro della tua anima – Macroedizioni, dicembre 2011;
2) B. Katie e S. Mitchell – Amare ciò che è – Edizioni il punto d’incontro, 2009.-

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  1. pabloNo Gravatar scrive:

    ola estou sentindo bem com tudo que vc tem me dito mas PASQUALE teno um bambino que esta male e autista e hiperativo estou muito preocupa pois a medicina aqui nao ta conseguindo fazer ele ficar calma

  2. pabloNo Gravatar scrive:

    ola estou sentindo bem com tudo que vc tem me dito mas PASQUALE teno um bambino que esta male e autista e hiperativo estou muito preocupa pois a medicina aqui nao ta conseguindo fazer ele ficar calma

  3. pabloNo Gravatar scrive:

    eu nao tenho minha visao minha senhora e que escrevii tudo para mim.a como e bom ter vc como amigo.

  4. RitaNo Gravatar scrive:

    Pillole di grande saggezza Pasquale, complimenti, come sempre. Accettare la realtà, modificare i nostri pensieri negativi e logoranti è fondamentale per vivere bene.
    Faccio però un piccolo inciso.
    Ci sono persone (nel mio caso specifico alludo nel mondo del lavoro) che nutrono tanta invidia e per questo infieriscono pesantemente con chi è “buono” come me. Si dice sempre che queste persone vivono male nel momento in cui hanno questi brutti sentimenti. Io vedi, mi sento vittima degli attacchi altrui perchè non ho sentimenti rancorosi nei confronti di nessuno: io subisco e basta e ci sto male. E non venirmi a dire che in realtà sono io ad avere quei brutti sentimenti e che li proietto negli altri. Non credo di essere presuntuosa se ti dico che non sono così: Non sono stata mai cattiva, nonostante, come dici sempre tu, in ciascuno di noi ci siano sempre le caratteristiche delle due polarità opposte. Io soffro per la cattiveria degli altri su di me.

  5. Pasquale FogliaNo Gravatar scrive:

    Ciao RITA,
    quando nessuna invidia e nessuna cattiveria altrui riuscirà più a scalfirti, solo allora non ti sentirai più vittima e non avrai più bisogno di crescere!
    1abbraccio

  6. RitaNo Gravatar scrive:

    Ma esiste un momento in cui possiamo davvero dire di essere arrivati? di non aver più bisogno di imparare?
    Io, per esperienza personale, sono arrivata alla conclusione che non si finisce mai di crescere.
    A volte ci si “illude” di essere forti, di aver già oltrepassato tanti ostacoli al punto da non lasciarsi più scalfire dal male.
    Eppure, proprio in quel momento, quando ti senti sicuro di te, una nuova sfida e un nuovo dolore sono lì, pronti ad abbatterti e a farti del male.
    Tutte queste cose le dico perchè le ho provate su di me Pasquale

  7. Pasquale FogliaNo Gravatar scrive:

    Su questo hai perfettamente ragione, Rita: quando meno te lo aspetti arriva la mazzata che serve a… farti crescere ancora! Ma chi ha un Io forte e volitivo e ha imparato ad accettare la realtà, si risolleva immediatamente perché non si sente una vittima del fato e, riacquistando subito la chiarezza interiore ritorna a sorridere, anche perché sa che i mali non vengono mai per nuocere!

  8. Pasquale FogliaNo Gravatar scrive:

    Grazie Pablo.

  9. Pasquale FogliaNo Gravatar scrive:

    Pablo, l’amore guarisce ogni cosa, anche i bambini autistici.

  10. MaurizioNo Gravatar scrive:

    Ciao Pasquale,mi trovi completamente d’accordo su quanto hai scritto,ho sempre pensato che tutto parte dalla mente e dall’accettazione di ciò che si ha. Ed è soprattutto provando a vivere la propria di vita e non quella degli altri che si allontanano imprecazioni e frustrazioni che non ci permettono di vivere serenamente la nostra quotidianità e i rapporti interpersonali inibendoci attraverso seghe mentali che criptano e distorcono la realtà che ci circonda.Ma….!Sono anche convinto che la messa in pratica di quanto sopra non sia così semplice.Un saluto

  11. Pasquale FogliaNo Gravatar scrive:

    Ciao Maurizio,
    sono anch’io d’accordo con te sul fatto che non è facile accettare la realtà dal punto di vista pratico, specialmente quando siamo colpiti profondamente negli affetti o materialmente, ma sai benissimo che la comprensione precede l’accettazione. Infatti, ciò che rende difficile l’accettazione di ciò che è, è soprattutto il nostro eccessivo attaccamento alle persone e/o alle cose e ai nostri stessi pensieri. Grazie per il commento e buona giornata.

  12. RitaNo Gravatar scrive:

    Pasquale, non c’è che dire, le tue parole colpiscono sempre nel segno e sono fonti inesauribili di saggezza dalle quali prendere spunto per imparare a vivere! tra l’altro quando ti leggo ho notato che anche a distanza di tempo, faccio dei collegamenti tra le tue parole con quanto accade nelle mia vita. Magari ad una prima lettura dei tuoi articoli ricevo determinti input e sono portata a sviluppare una certa aragomentazione e poi, ad una seconda lettura ottengo nuovi spunti su altri argomenti. Non a caso ho già fatto alcuni commenti al tuo articolo in oggetto nel presente blog. Ora, rileggendo il testo è spuntato un nuovo quesito che vorrei porti:
    Ma perché Pasquale si tende ad aver bisogno dell’approvazione altrui per
    sentirci bene? Mi rendo conto che sia sbagliato perché si tratta di un finto
    appagamento poiché ad ogni conferma soddisfatta da parte degli altri, si
    aggiunge una nuova necessità di appagamento e così via all’infinito. Ciò che
    rimane è solo tanto malessere. Come per i drogati. Si trova un appagamento
    momentaneo che poi si tramuta in una dipendenza da approvazione altrui sempre
    crescente ma senza trovare pace. Perché accade questo? E come fare per uscire
    da tale circolo vizioso? baci

  13. pasqualefogliaNo Gravatar scrive:

    Ciao Rita,
    effettivamente il bisogno di approvazione diventa micidiale quando non viene appagato! E’ una vera e propria droga di cui non sappiamo fare a meno. Mi pare di aver scritto un articolo in proposito: “L’effetto Muzio Scevola”: Ho fallito il colpo e punisco la mia mano sul braciere ardente! Quando non riceviamo approvazione diventiamo autolesionisti.

    A dire la verità, il bisogno di approvazione o di importanza è un bisogno essenziale come il cibo e il sesso, e quindi è normale. I bambini che ancora non parlano imparano a comportarsi bene proprio grazie ai sorrisi e all’approvazione che ricevono. Quindi è un bisogno fondamentale come il cibo ed il sesso, e proprio come il cibo ed il sesso diventa anormale quando diventa esagerato, insaziabile, ed è allora che comincia a far male.

    Ed infatti, per capire se i nostri bisogni (o desideri o sogni) sono normali o no basta osservare le sensazioni o emozioni che proviamo: se il mancato appagamento di qualcosa ci genera sofferenza vuol dire che siamo troppo attaccati a quella cosa e quindi non ne sappiamo fare più a meno; siamo diventati schiavi di quella cosa, di quel bisogno, di quel desiderio e non siamo più in grado di auto-regolarci. A quel punto, il bisogno si trasforma in credenza limitante e conseguenti pensieri ossessivi: Senza il suo sguardo sono una nullità! Non posso fare a meno di quella cosa. E così via.

    Come risolvere il problema? Non dobbiamo attaccarci più di tanto ai nostri pensieri, ai nostri bisogni, ai nostri desideri e ai nostri sogni: più sei attaccato e più sei insoddisfatto perché diventa molto difficile realizzarli proprio perché sei molto attaccato. Essere troppo attaccati comporta che non ragioni più, che sei confuso e indeciso!

    Dunque, come sempre i problemi di qualunque genere, compreso il bisogno di approvazione, sono causati dalla mancanza di equilibrio: quando esageriamo in eccesso o in difetto ci squilibriamo e soffriamo terribilmente.

    Ora mi chiederai che è difficile raggiungere l’equilibrio, che è difficile sapersi regolare. Eppure c’è un modo molto semplice per auto-regolarsi senza chiedersi tante cose: basta accettare la realtà, accettare ciò che è…. Ed il punto è proprio questo: o accetti la realtà e riconquisti la chiarezza mentale, o sei contro la realtà ed in guerra con te stesso (e col mondo intero)!
    1abbraccio

  14. alessandroNo Gravatar scrive:

    sono d’accordo la guerra contro gli altri è una giuerra contro se stessi, un ariflessione aggiunta .
    Ho letto il libro di Italo , “crea la vita come vuoi tu” che parla delle chiavi per farse si che i sogni si avverino, bene quello a cui pensavo sempre come ostacolo erano le PAURE LE INDECISIONI LA FOCALIZZAZIONE , questa mattina una riflessione rispetto ala mio comportante bloccante .. che cosa ???? ma proprio qiesto PERMETTERE AGLI ALTRI DI VIVERE LA VITA CHE HANNO DECISO DI VIVERE , ecco una POSSIBILITA DATA AGLI ALTRI CHE SERVE A NOI STESSI grazie Italo grazie amici

  15. pasqualefogliaNo Gravatar scrive:

    Ciao Alessandro,
    uno dei capisaldi della crescita personale e quindi anche del successo nella vita è l’acquisizione del senso di responsabilità senza il quale si continua a dare la colpa agli altri dei propri fallimenti e dei problemi in generale, un modo comodo e sbrigativo per alleviarsi la coscienza, ma anche la via più semplice per suicidarsi socialmente attraverso la pigrizia e le proiezioni.

  16. DavidNo Gravatar scrive:

    Caro Signor Foglia, seguo il suo blog da molto tempo e devo dire che quello che scrive e dice ha veramente senso e, lei non ci credera’ ma, molti consigli dati ad altre persone da parte sua hanno aiutato molto pure me. 2 anni fa ho passato il periodo piu brutto della mia vita (depressione!). Tramite psicologi, antidepressivi, yoga, internet (lei incluso) e credo anche tramite Dio, sono riuscito a venirne fuori. Spesso pero all improvviso, senza motivo o una vera ragione, ho la mente che si “offusca”, i pensieri si ingrigiscono, aumenta l ansia, mi viene una certa “nausea mentale” e la prima cosa che mi viene in mente e’: “o no sto ricadendo di nuovo in depressione! NOO!!”. Come dice lei sono tutti pensieri negativi che dovrei riuscire ad allontanare o a gestire meglio. La mia domanda e’, mi puo per piacere, dare qualche consiglio, frase PRATICA da dire (mantra) o qualche azione da fare per allontanare questi maledetti offuscamenti mentali?!

    La ringrazio e continui cosi.
    David

  17. pasqualefogliaNo Gravatar scrive:

    Caro David,
    sono lieto di aiutarti e ho qualcosa di pronto uso: cerca con Google “Capovolgi i tuoi pensieri negativi” ed esprimi il tuo commento!

  18. DavidNo Gravatar scrive:

    Sono gia su google, pronto per la ricerca! La ringrazio moltissimo!

    Saluti
    David

  19. SalvatoreNo Gravatar scrive:

    mi sento tuttal zona lombare bloccata non sento emozioni sono incapace di sentire qlkosa prima lo ero ora no che mi sta succedendo , scrivo questo se sei in grado di darmi un aiuto per sbloccarmi , nn so se dovrei fare degli esercizi o qlkosa…la percepscio poco la mia mente quando devo pensare…dammi qlke esercizio da fare , aiutami pkè non reagisco più mi sto chiudendo nel mio guscio,però dentro sento un ‘energia che fa paura…ho preso ansiolotici ma nn sono serviti a nnt solo a bloccare il problema ma non a risolverlo

  20. pasqualefogliaNo Gravatar scrive:

    Ciao Salvatore,
    se vuoi rinascere a nuova vita mettiti “subito” tuta e scarpette e fatti una bella corsetta a piedi, con abbondante sudata e doccia calda. Ma non esagerare. Anche l’attività fisica generica va bene, ma la corsa è eccezionale. Se poi non puoi correre per motivi vari, ti consiglio questo esercizio vibratorio: stando all’inpiedi, muovi entrambe le mani (con le dita aperte) e in modo sempre più veloce, su e giù, in modo alternato. Quest’ultimo esercizio fa vibrare il corpo e tutte le visceri riattivando il diaframma che è il muscolo più importante dopo il cuore.

  21. SalvatoreNo Gravatar scrive:

    per quante ore questo esercizio delle mani , devo farlo in modo rilassato ???? poi mi puoi dire altri esercizi per sbloccarmi !!!! devo ripnredermi cn la mente e riattivarla sulle cose della scuola , scusa se sono logorroico, ma mi devo assolutamente sbloccare

    per quanto riguarda correre non possso mi sento bloccato infatti quando faccio una partita cn i miei amici a causa dl blocco muscolare (emozionale bo non so cosa cosam i stia succedendo) mi vengono dolori ai polmoni !!! e al diaframma e non so cos’è prima del blocco però nn ce l’avevo !!! e mi sento cm un blocco quando afferro il pallone e vado in porta la perdo pkè non riesco a controllare i muscoli

  22. SalvatoreNo Gravatar scrive:

    e secondo lei li devo prendere questi farmaci levropaid ed en ??? cioè coesistono con l’attività fisica o la inibiscono ????

  23. pasqualefogliaNo Gravatar scrive:

    Beh, su questo non ti so rispondere! Mi hai chiesto un consiglio e te l’ho dato in base alle cose che io so. Ma non sono né un medico, né uno psichiatra. Posso solo consigliarti di “provare” a correre, a prescindere dai farmaci che prendi o non prendi: se vedi che la corsa ti fa bene, continui a correre, e ti regoli tu stesso se è il caso di continuare a prendere i farmaci, o ti fai consigliare da chi te li ha prescritti.

  24. pasqualefogliaNo Gravatar scrive:

    L’esercizio delle mani dura pochissimo, ma si può fare ogni volta che te ne ricordi o ne hai la possibilità. Ti devi soltanto convincere che il corpo deve vibrare per stare bene e per vibrare devi muoverti, posibilmente in modo veloce anche se per qualche minuto, ma mai stare fermo.

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