La metamedicina è in stretta relazione con il mondo femminile ma, a scanso di equivoci, il suo aspetto femminile è essenzialmente legato alle sue caratteristiche distintive. Sono molti, infatti, gli uomini che si affidano alla metamedicina per risolvere dei problemi e coloro che scelgono di intraprendere un percorso personale in questo ambito.

Affermare che donne e metamedicina sono un binomio perfetto, quindi, non significa che soltanto le donne possono avvicinarsi a questa tecnica terapeutica ma che essa ha in sé aspetti legati alla femminilità, come del resto esiste un nesso tra metamedicina e coscienza.

La metamedicina, un approccio femminile complementare alla medicina maschile

L'aspetto femminile della metamedicinaIl femminile della metamedicina è in stretta relazione al riconoscimento della medicina come un approccio tipicamente maschile.

Femminile e maschile in questo ambito sono in stretta relazione con le basi buddistiche di questa tecnica, fondata in buona parte anche sugli insegnamenti che Claudia Rainville, la fondatrice della metamedicina, ha avuto modo di apprendere in India da grandi personalità legate al mondo spirituale.

La metamedicina sotto questo e numerosi altri aspetti, infatti, è in stretta relazione con il buddismo cinese.

Scendendo nel particolare e confrontandola con la medicina tradizionale, la metamedicina rappresenta lo Yin e la medicina lo Yang: la prima, infatti, dedica la sua attenzione al mondo interiore e alle emozioni; la seconda, invece, è legata all’aspetto più fisico e attivo connesso alla cura delle malattie.

La metamedicina, proprio in virtù del suo aspetto femminile, riesce a ottenere ottimi risultati in tutte quelle occasioni in cui la medicina tradizionale mostra i suoi limiti. Casi come questi si hanno quando le cause delle malattie non sono organiche ma emozionali: basti pensare, per esempio, alle malattie psicosomatiche come la psoriasi.

Il metodo induttivo: l’importanza di fare o farsi le giuste domande

 

La relazione con la femminilitàLa metamedicina, oltre a essere un approccio femminile, ha la caratteristica di basarsi sul metodo induttivo e anche in questo si differenzia dalla medicina.

Quest’ultima, infatti, in presenza di un sintomo o di una malattia assegna al paziente la soluzione, ovvero la medicina che lo aiuta a star meglio.

La metamedicina, invece, relazionandosi all’aspetto emotivo delle malattie non può che procedere in modo diverso proponendo a chi chiede aiuto un percorso individuale che conduce verso la comprensione delle emozioni e degli eventi che, stagnando nell’inconscio, hanno dati vita negli anni alla manifestazione fisica del sintomo.

Nella metamedicina, quindi, è la persona che giunge alla soluzione migliore per sé stessa e lo fa attraverso domande mirate poste dall’operatore.

Durante questo processo di trasformazione, liberazione e crescita personale la stessa acquisisce gli strumenti per riuscire a stare bene, ovvero la capacità di porsi le giuste domande.

Il metodo induttivo e il carattere femminile della metamedicina sono probabilmente le sue caratteristiche più importanti quelle, cioè, che permettono di apprezzarla nella sua semplicità.

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