La motivazione è un concetto molto ampio e particolarmente interessante per la psicologia. Si potrebbe definire come il motivo, o l’insieme dei motivi, che portano un individuo ad impegnarsi in una particolare situazione.

La motivazione Le ragioni che spingono a questo comportamento sono diverse e possono includere il soddisfacimento di bisogni primari (bere, nutrirsi, ripararsi), il raggiungimento di un obiettivo, uno status sociale, un oggetto o una situazione considerata “positiva”, come l’assenza di dolore.

In particolare, nel campo della psicologia, la motivazione prende in considerazione l’intensità e il perpetuarsi del comportamento che l’individuo mette in atto per raggiungere il suo obiettivo.

Motivazione in psicologia: ricompensa e rinforzo

Viene definita ricompensa qualsiasi entità, concreta o intangibile, che l’individuo ottiene insistendo con un comportamento. Si tratta in parole povere dell’obiettivo che un individuo si pone, l’oggetto, la situazione, lo status che ripaga gli sforzi messi in atto per raggiungerlo.

La ricompensa, inoltre, è ciò che determina la motivazione dell’individuo e per questo incoraggia i comportamenti “positivi” che possono aiutare a ottenerla.

Si distinguono due tipi di ricompensa: estrinseca ed intrinseca. Quella estrinseca è data da fattori esterni all’individuo, per esempio una lode da parte di un’altra persona, oppure una somma di denaro. Quella intrinseca invece, di solito intangibile, nasce all’interno di una persona, come per esempio la soddisfazione personale o la realizzazione.

Per rinforzo invece si intende qualsiasi evento suscettibile di aumentare la probabilità di emissione di una risposta, e di ottenere quindi la ricompensa.

Motivazione intrinseca ed estrinseca

Psicologia e motivazioneI due tipi di ricompense descritti prima determinano anche due tipi di motivazione ben diversi. Quella estrinseca è di solito associata ad attività che non prevedono nessun incentivo esterno: la costruzione di un modellino, il disegno, il decoupage e molti altri hobby rientrano in questa categoria.

La motivazione estrinseca invece è basata sull’aspettativa di una ricompensa esterna: un premio, una promozione, il raggiungimento di un particolare status, il riconoscimento sociale, ecc.

Tuttavia, concentrarsi unicamente su motivazioni estrinseche può essere dannoso, specialmente se si è inseriti in un gruppo. Si rischia infatti di peccare di egoismo, prendendo in considerazione solo i propri bisogni e non anche quelli degli altri membri, e di essere percepiti come persone superficiali.

Per evitare di cadere in queste “trappole” sarebbe bene basare la propria motivazione estrinseca anche su aspetti motivazionali istrinseci, e, se inseriti in un gruppo, bisognerebbe essere in grado di evocare forti emozioni anche negli altri memebri partendo dalla propria motivazione, di modo che tutti vengano “smossi” e inizino a sentire di voler raggiungere lo stesso obiettivo.

Sebbene quindi si tratti per la psicologia di due fenomeni in un certo senso diametralmente opposti, è fondamentale trovare dei punti di incontro tra le due motivazioni, di modo che il raggiungimento della ricompensa abbia più probabilità di diventare realtà.

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