La motivazione come strumento di crescita personaleMotivazione e risultati sul lavoro corrono lungo lo stesso binario che porta ad un duplice obiettivo: più soddisfazione per il dipendente e maggiori profitti per l’imprenditore.

La motivazione personale trova le sue primi radici nella sicurezza interiore, a sua volta alimentata dall’autostima sviluppata quotidianamente attraverso pensieri ed azioni. Siamo quindi noi stessi i nostri primi motivatori, anche se nella vita diverse figure intervengono a supporto della nostra crescita: famiglia, insegnanti e datori di lavoro.

Essere motivati aiuta in tutti gli ambiti della vita oltre quello lavorativo, ecco quindi a cosa può servire la motivazione personale.

Nell’ambito professionale la motivazione influisce enormemente sui profitti e sulle performance individuali e collettive

Ci sono tanti modi per sviluppare la motivazione personale, nella vita e nel lavoro: inizia ad esempio a prenderti cura di te e a coccolarti ogni volta che ti è possibile. Concediti delle pause, qualcosa di buono da mangiare (la mattina quando è più difficile alzarsi o in ufficio quando hai bisogno di staccare la spina).

Cerca di rapportarti quanto più spesso possibile con colleghi positivi e simpatici e organizza con loro qualcosa che possa migliorare l’ambiente d’ufficio. Ritagliati sempre qualche momento per te stesso, per il relax. Immagina a qualcosa di bello da fare quando tornerai a casa o qualche traguardo che puoi raggiungere oggi.

Poniti almeno un obiettivo quotidiano raggiungibile e osserva come la tua autostima si accresca sempre più velocemente

 

Motiva te stesso e vivi una vita più feliceRicorda che non sempre le attività più urgenti coincidono con le più importanti: cerca di capire l’importanza di ogni cosa e crea la tua gerarchia di priorità.

Le esperienze lavorative possono portarci soddisfazioni o frustrazioni: cerchiamo di trarre il massimo da ogni accadimento. Affrontiamo positivamente una esperienza piacevole e cerchiamo di vivere con distacco ciò che ci ha fatto stare male. Un consiglio è quello di parlare dell’accaduto in terza persona, cercando di analizzarlo e di non lamentarsi. Questo stesso atteggiamento è applicabile ad ogni ambito di vita e funziona veramente!

A questo proposito è opportuno aprire una breve parentesi sul concetto di ricordo, che consiste nella più piccola mattonella dell’esperienza di ognuno di noi. Il ricordo può essere associato o dissociato: il primo tipo di ricordo, quando torna alla mente, riproduce le medesime sensazioni; il secondo al contrario, non genera una rievocazione ed è vissuto con distacco. È proprio in questo tipo di memoria che dobbiamo far ricadere le esperienze negative.

Dopo le figure dei genitori e degli insegnanti, i datori di lavoro diventano gli “ultimi” motivatori in ordine cronologico nell’età adulta. Non tutti i capi tengono nella giusta considerazione l’importanza della motivazione del personale, tuttavia coloro che lo fanno, trarranno importanti benefici.

Un dipendente o un collaboratore che è motivato è conseguentemente anche più soddisfatto del lavoro che svolge, a tutto vantaggio del clima in ufficio. Di conseguenza, la redditività dell’intera azienda aumenta considerevolmente, grazie alle migliori performance di tutti.

Un ultimo fondamentale consiglio: prendi in giusta considerazione complimenti e critiche sul lavoro. Ogni osservazione può essere costruttiva, ma non lasciarti mai condizionare eccessivamente dall’opinione altrui. La motivazione personale, anche se può essere rafforzata ulteriormente da interventi esterni, deve partire in primo luogo da una profonda convinzione interiore.

1 Commento

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  • Giovanni

    Ottimo articolo. Se posso aggiungere una cosa. Io prendo il mio diario personale e ogni giorno scrivo i piccoli progressi raggiunti. Mi aiuta molto e lo suggerisco anche per il lavoro. Giovanni

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