interna ed esterna motivazioneMolte volte la motivazione personale è tutto quello che si frappone tra noi è i nostri obiettivi. Il mondo esterno non è sempre amichevole e pronto a supportarci, e dobbiamo lavorare sodo se vogliamo superare non solo i nostri limiti, ma anche gli ostacoli esterni per trovare, o ritrovare, la motivazione personale, e crescere e migliorare come esseri umani; queste regole valgono in ogni ambito della vita, da quello lavorativo a quello seduttivo fino ad arrivare allo sport; motivazione, nello sport fa la differenza.

Cominciamo con il vedere cosa è o dovrebbe essere, la motivazione personale. Se decidiamo, per esempio, di perdere peso perché vogliamo sentirci più in forma, questo perché è la nostra motivazione. Se dobbiamo pagare il mutuo e dobbiamo lavorare, il mutuo è anch’esso una motivazione personale. Esistono, infatti, due tipi di motivazione: interna ed esterna.

Se lavoriamo perché ci servono i soldi o vogliamo perdere peso perché qualcuno smetta di prenderci in giro, stiamo lavorando con motivazioni esterne. Se lavoriamo perché, oltre ai soldi, ci piacciono i colleghi di lavoro e il nostro ufficio, o vogliamo dimagrire per stare bene con noi stessi, stiamo lavorando con motivazioni che sono sia esterne sia interne. Non c’è una gerarchia ma, solitamente, lavorare con sole motivazioni esterne, non dà gli stessi benefici che se si aggiungono motivazioni interne.

Motivazione personale: ecco cosa fare e cosa non fare

Per chiarire quale è la nostra motivazione dobbiamo innanzitutto chiederci perché facciamo qualcosa. Si tratta in buona sostanza di un esercizio di onestà con noi stessi. Raggiungere un obiettivo partendo da una motivazione falsa renderà i nostri progressi traballanti, perché non basati su fondamenta solide fatte di volontà di crescita personale.

Nella vita dovremmo sempre tenere presente che siamo organismi in continua evoluzione, e che è normale per noi tendere a un cambiamento continuo. Anche solo assecondare questa spinta al miglioramento, può essere una motivazione eccellente per raggiungere il nostro obiettivo.

Continuando con il nostro percorso di onestà interiore, dobbiamo essere coraggiosi e sgomberare il campo da falsi miti di successi duraturi, ottenuti con sforzi minimi. Solitamente più l’obiettivo è grande e importante, più tempo ci vorrà per raggiungerlo e più motivazione dovremo avere per raggiungerlo. Dobbiamo accettare che ci vorrà tempo, anche molto, per poter vedere la cima della nostra montagna.

Se il tempo ci scoraggia e ci fa desistere, esistono due domande che dobbiamo farci: era un obiettivo cui tenevamo davvero? E, in seconda battuta, avevamo la motivazione giusta? Rispondendo a queste due domande, potremo scoprire cosa va modificato per migliorare la nostra condizione generale.

Proviamo a immaginare il nostro obiettivo come una parete altissima che dobbiamo superare. Lo sconforto ci attanaglierà fino ad annientarci. Se però anziché una parete liscia immaginiamo una scala, per quanto alta e impervia, questa scala sarà comunque più fattibile.

Se riusciamo ad analizzare il nostro obiettivo, e lo dividiamo in una serie di obiettivi intermedi che possiamo organizzare su un calendario, ci metteremo nella condizione di poterci organizzare anche mentalmente e non perderemo la motivazione personale. Questa si consumerà nel tentativo di raggiungere la cima subito, ma si ricaricherà a ogni gradino che saliremo.

Se, nel nostro percorso per raggiungere i nostri obiettivi, incontriamo un intoppo è facile perdere motivazione e lasciare tutto. Il fallimento fa parte della vita, e dobbiamo sfruttarlo a nostro vantaggio. Possiamo imparare allo stesso modo dai progressi e dai passi falsi. L’importante è chiederci perché abbiamo avuto questo intoppo, sempre con onestà, e usare le informazioni raccolte per fortificarci, non per umiliarci.

Circondarsi di positività e di stimoli per non perdere le motivazioni

 

atteggiamento positivoNel nostro viaggio della vita non siamo soli, e non siamo soli neanche mentre lavoriamo ai nostri obiettivi. Creare un ambiente positivo e stimolante intorno a noi è di vitale importanza per non perdere motivazione. Non dobbiamo avere un pubblico che applauda a ogni sciocchezza, ma un gruppo di persone che siano in grado anche di criticarci, se serve, e aiutarci a migliorare nel nostro cammino.

Le influenze esterne non vanno eliminate: qualcuno che ci domanda perché vogliamo fare qualcosa, ci costringe a confrontarci con le nostre motivazioni, e a non perdere il contatto con esse. Se le domande delle persone ci mettono a disagio, perché la motivazione personale che abbiamo scelto per il nostro cammino è davvero molto personale, non dobbiamo scoraggiarci. Al contrario: più una motivazione è interna e profonda, più difficilmente verrà scalfita dal mondo esterno.

Quando raggiungeremo il nostro obiettivo, probabilmente ci sentiremo fieri e appagati. La verità, però, è che quell’obiettivo non è la fine del cammino, ma l’inizio di un altro cammino. Arrivati in cima alla nostra scala, potremmo scoprire che c’è un’altra scala e un’altra vetta, e tutto ricomincerà daccapo. La vita è un movimento continuo, e accettare questa condizione di positiva incertezza è il primo modo per trovare e ritrovare la motivazione personale che ci serve.

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