Già mi immagino la tua faccia…
“Fammi capire, Mozart il compositore?”
“Proprio lui, il Mozart che tutti conoscono aveva un Personal Coach.”
“E cosa se ne faceva Mozart di un Personal Coach?”
“Conosceresti già la risposta se tu avessi ben chiaro chi è e cosa fa un Personal Coach. Di fatto, Mozart ha avuto più di un Personal Coach.”
“Mi stai prendendo in giro? Mozart era un genio, non aveva bisogno proprio di un bel niente.”
“E questa certezza da dove viene? L’hai conosciuto di persona? Posso garantirtelo, Mozart ha avuto un Personal Coach famosissimo, che è stato anche il Personal Coach del figlio di Bach. E poi, chi ha parlato di bisogno?”
“Di’ la verità Mattia, questa è una trovata divertente che ti sei inventato per parlare della figura del Personal Coach e fare un po’ di chiarezza su questa professione.”
“Sicuramente voglio fare chiarezza su ruolo e compiti del Personal Coach, perché sono certo che ci sia molto da approfondire e tanto da spiegare con precisione! E ti garantisco che questa non è una trovata pubblicitaria, infatti posso fare i nomi, in particolare IL nome.”
“Ok, sentiamo, chi sarebbe il fenomeno che ha fatto diventare Mozart un prodigio?”
“Ecco il classico atteggiamento di chi fraintende la figura del Personal Coach o anche, come nel mio caso, dell’esperto di PNL e di processi neurologici.”
“Eh ma come sei suscettibile…non si può neanche scherzare!”
“Ok, non volevo prendermela, è solo che tutti questi discorsi mi appassionano enormemente e ci tengo che vengano presi sul serio e trattati con la massima cura.”
“Fantastico, allora spiegami con esattezza chi è e cosa fa il Personal Coach.”
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Quante volte mi sono trovato a dover rispondere a questa domanda! Oggigiorno sembra che tutti abbiano bisogno di un Personal Coach e chiunque è pronto a definirsi tale.
Ma quali sono le vere caratteristiche di questo professionista? Quali sono lerisorse indispensabili? E quali sono i principali ambiti d’intervento?
Guardando alla destra di questa pagina ti accorgerai che io propongo un buon numero di Percorsi Multimediali, differenziati per tipologia e area d’intervento.
Com’è possibile che io sia in grado di trattare tutti questi argomenti concompetenza ed efficacia?
Semplice, ogni mio prodotto e ogni mio strumento sono accomunati da un aspetto fondamentale:Â so come funziona la mente umana e ti svelo come usarla nel migliore dei modi per trovare le TUE risposte.
Questo significa che conosciamo ogni aspetto del funzionamento del nostro cervello?
Assolutamente no, anzi, ne siamo ben lontani. Però sappiamo come utilizzarlo al meglio. Sappiamo come scoprire i nostri processi mentali più efficaci e produttivi e sappiamo come replicare l’eccellenza.
Stiamo quindi parlando della bacchetta magica?
Di nuovo, assolutamente no! Con me lavori di più, non di meno! Con me tiimpegnerai più di prima, agendo in maniera mirata.
Ecco cosa fa esattamente un Personal Coach: ti mette sulla strada giusta per farti dare il meglio di te. Per farti diventare il meglio di ciò che puoi essere.
“Farti diventare il meglio di ciò che puoi essere? Mattia, ma non suona un po’ assolutistica questa affermazione? Non è snaturante?”
“In realtà sì, lo è. Nel senso che è un atteggiamento definitivo e totalizzante. Riguardo al fatto che sia snaturante invece posso risponderti che è decisamente il contrario.”
“Inizio a non capirci più niente…”
“Vediamo di fare chiarezza allora.”
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Tu nella vita ti accontenti o desideri sempre il meglio?
Ti impegni veramente e mantieni elevati i tuoi standard o fai le cose come capitano?
Ti focalizzi su ciò che ha davvero significato e ti concentri sugli insegnamenti che puoi trarre oppure passi il tuo tempo a coltivare rancore e risentimento?
Segui il tuo scopo o rincorri i bisogni imposti dalle situazioni che ti circondano di volta in volta?
Rispondi sinceramente a queste domande. So come ti piacerebbe che fossero le cose.
So benissimo che vorresti seguire sempre i tuoi reali desideri e mantenere alti i tuoi standard. So che vorresti impegnarti al massimo per realizzare il tuo scopo e mantenere aperta la mente per poter crescere e migliorare costantemente.
Quello che ti chiedo è semplicissimo, ed è la risposta più importante che tu possa darti: le cose stanno davvero così oppure tutto questo rappresenta semplicemente come ti piacerebbe che fosse la tua esistenza?
“Che batosta!”
“Hai ragione, ma questa consapevolezza vale oro e questo può essere il momento in cui decidi veramente come vuoi che vadano le cose d’ora in avanti.”
“Quindi mi stai dicendo che io posso scoprire cosa voglio veramente, posso decidere quale direzione dare alla mia vita e posso impegnarmi per realizzare e concretizzare la mia vera natura, la mia essenza?”
“Proprio così. Io stesso non avrei potuto esprimermi meglio!”
“E cosa c’entra tutto questo Mozart? Dai, chi era il suo Personal Coach e soprattutto, cos’ha fatto per lui?”
“Ecco, ora ci arriviamo.”
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Negli anni in cui Mozart era adolescente, l’Italia era un punto di riferimento culturale importantissimo e imprescindibile per qualsiasi uomo d’arte.
Tra i molti esperti di composizione presenti sulla nostra Penisola in quegli anni, uno in particolare si distingueva per le sue capacità didattiche, l’insigne Padre Martini.
La caratteristica precipua dell’insegnamento di Padre Martini era il suo approccio: pratico, dinamico, maieutico, empirico e soprattutto incentrato sull’allievo piuttosto che su dogmi e preconcetti.
Quando Padre Martini accettò Mozart come suo allievo, le qualità di strumentista del giovane Wolfgang erano fuori discussione: era già universalmente riconosciuto come un talento fenomenale.
Quello che gli serviva erano un po’ di dritte sulla pratica della composizione, l’attività che poi l’ha reso eterno e immortale.
“E cosa ha fatto Mozart con Padre Martini?”
“Ecco l’incontro tipo tra i due: il giovane Amadeus svolge gli esercizi indicati dal maestro e una volta completati Padre Martini gli mostra come migliorarne i risultati, come correggere le imperfezioni e come rendere quegli esercizi musica vera, vibrante e carica d’emozione.”
“Quindi non gli dice cosa è giusto e cosa sbagliato, ma si limita a dargli indicazioni pratiche su come seguire la sua vera strada, su come coltivare al meglio la sua indole!”
“E ti sembra poco? Ad ogni modo hai centrato nel segno, infatti, se hai modo di visionare gli spartiti degli esercizi fatti da Mozart con Padre Martini noterai che la sua cifra stilistica e le sue caratteristiche peculiari sono già tutte presenti. I semi dei suoi capolavori sono già visibili nelle note tracciate da quel quattordicenne desideroso di imparare.”
“Ecco quindi che Mozart ha potuto esprimere il meglio di sé grazie alla guida di qualcuno che gli ha fatto mantenere la rotta verso quella meta, giusto?”
“Precisamente. Padre Martini non era necessariamente un compositore migliore di Mozart (la storia almeno ha stabilito questo) ma era sicuramente un compositore più esperto, più disciplinato, più preciso e anche più scaltro.”
“Quindi in pratica è stato in grado di mostrare a Mozart un sentiero e un metodo per rendere il suo lavoro più veloce.”
“E gli ha anche fornito un nuovo atteggiamento! Infatti Mozart nelle sue lettere e nelle sue dichiarazioni esplicite ha sempre dichiarato quanto duro lavoro abbia dovuto svolgere per riuscire nei suoi intenti. L’atteggiamento acquisito grazie al lavoro svolto con Padre Martini gli ha permesso di non demordere e di continuare a dare il massimo ogni volta, senza accontentarsi mai.”
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Storicamente il Personal Coach è chi conosce un mestiere o una tecnica ed è in grado di trasferirla a qualcuno che sta imparando.
Nota bene: TRASFERIRE, non insegnare.
Quando una persona è determinata e motivata può imparare anche dai libri.
Ma per trasferire un concetto, un atteggiamento e un metodo, occorre l’incontro diretto con qualcuno che parla per vita vissuta, non per sentito dire.
Il Personal Coach è chi ha imparato a usare al meglio le proprie facoltà mentali ed è in grado di trasferirti questo insegnamento NON per darti delle risposte definitive, MA per aiutarti a esprimere il tuo vero potenziale.
Questo è un percorso di ricerca, di studio, di sperimentazione, di vittorie e di insegnamenti.
Sempre tutto rose e fiori? Assolutamente no, ma ti posso garantire che è il viaggio più emozionante che abbia mai fatto.
Segnala agli amici
9 aprile 2010 alle 12:17
Ciao Mattia,
sapresti indicarmi qualche fonte bibliografica che riguardi questi aspetti molto interessanti della biografia di Mozart?
Grazie complimenti per il tuo lavoro
luigi miano
9 aprile 2010 alle 18:18
Ciao Luigi, grazie per i complimenti.
Per quanto riguarda le informazioni su Mozart devi rivolgerti ai libri tecnici su composizione e storia della musica.
In particolare c’è un libro di Alfred Mann intitolato “The Study of Fugue” che mostra gli spartiti di Mozart e le correzioni di Padre Martini.
Come vedi dal titolo (Lo studio della Fuga) è un libro tecnico di composizione musicale e non è stato tradotto in italiano.
Mozart aveva faticato molto per apprendere lo stile di Haydn e per imparare a comporre quartetti d’archi in modo personale e moderno allo stesso tempo; proprio perché si era impegnato così tanto aveva deciso di dedicare ad Haydn 6 quartetti scritti nello stile di questo grande maestro: nelle raccolte delle lettere di Mozart e nelle testimonianze delle persone a lui vicine trovi le dichiarazioni al proposito.
Può darsi che nel libro di Massimo Mila sui quartetti di Mozart ci sia scritto qualcosa al proposito, però io non l’ho ancora letto e quindi non posso esprimermi al riguardo.
Posso segnalarti anche questo testo, appena uscito in Italia e con alcuni spunti molto interessanti http://www.ibs.it/code/9788817034210/colvin-geoff/trappola-del-talento-da.html
9 aprile 2010 alle 19:54
Grazie Mattia,
molto molto interessante il testo di Geoff lo comprerò.
un caro saluto
12 aprile 2010 alle 10:54
Un articolo splendido. Complimenti.
22 aprile 2010 alle 11:04
Ecco un paio di libri che approfondiscono il discorso su Mozart e che sono straordinariamente interessanti per tutti gli appassionati del cervello umano:
“Perché Mozart” di Alfred Tomatis, ed. Ibis
“Il cervello di Mozart” di Bernard Lechevalier, ed. Bollati Boringhieri
30 aprile 2010 alle 20:38
Strane coincidenze ,ieri sera prima di addormentarmi scelgo di ascoltare qualcosa di Mozart dopo tanto tempo,oggi questo articolo ……boh! coincidenze?.
Chissà …molto interessante questo tuo articolo ,come sempre del resto.
Grazie!
Namastè
1 maggio 2010 alle 10:21
grazie Mattia, questi libri sono scritti anche in italiano?
sai la sua musica è un toccasana x me.
claudi ts
1 maggio 2010 alle 20:27
M
A
T
T
I
A
è sempre Mattia!!!!!!!!!!
3 maggio 2010 alle 15:29
;-)
Grazie!
Sì, i libri citati sono tutti tradotti in italiano, tranne quello di Alfred Mann sul contrappunto.
Se esistessero le coincidenze potremmo dire che questa è stata davvero una gran bella coincidenza!
Invece dobbiamo affermare che è un gran bel segno.
3 maggio 2010 alle 21:15
;)
11 giugno 2010 alle 23:53
In natura si trovano i personal coach?! E se si, dove, per favore?
Perchè se il personal coach TRASMETTE la tecnica, ti insegna a pescare per dirla in qualche modo, immagino che una volta imparato si può continuare da soli verso la realizzazione personale, o anche solo nel fare le scelte + giuste, o le + efficienti…
Ho sempre pensato che è nostro compito ed obbligo migliorarci costantemente -anche se non sdegno un aiuto o un favore amichevole- e che le parole giuste te le dicono quelle 4 o 5 persone che ti conoscono davvero e che sanno quindi toccati le corde giuste, o vengono da estranei che per fattori contingenti dicono quelle parole che fanno breccia nel tuo sistema.
Il perosnal coach mi affascina per le risorse che mi può dare però dall’altro lato ho paura di prenderlo come un altro psicologo o terapeuta, e di sentire quindi la necessità periodica di raccontargli i miei problemi.
Mi piacerebbe se fosse un libro interattivo….
Gran bell’articolo, m’è venuta voglia di cercare il mio personal coach.
13 giugno 2010 alle 10:44
Ciao Chiara, eccomi!
Se cerchi un coach, sei nel posto giusto.
Lo so, non è bello parlare di sé, né tanto meno lodarsi…però…hai davvero trovato ciò che cerchi.
Guardando un po’ più in alto in questa pagina, sulla destra, trovi tutti i percorsi multimediali che ti permettono di usufruire dei miei servizi: dipende tutto da cosa ti serve!
13 giugno 2010 alle 12:13
IO ho molto rispetto e sono interesatta a tutti questi articoli, con qualcuno non sono andata d’ accordo, perche li mancavano un poco di coerenza, però andavano bene .
Però l’articolo che non ho finito di leggere mi sono fermata al inizio, perche proprio non va; ti chiedo per cortesia di leggere primo la vita di Mozart, e dopo scrivi un articolo che dica che Mozart aveva un personal coach. Grazie
14 giugno 2010 alle 12:25
E tu Manuela fammi la cortesia di leggere fino in fondo l’articolo prima di giudicarlo e soprattutto di commentarlo.
Capirai il vero significato delle prime, provocatorie battute e soprattutto ti accorgerai che conosco decisamente meglio di te la vita di Mozart.
5 luglio 2010 alle 18:36
ciao mattia…
ho letto che le piace la musica…quindi posso chiederle qualcosa..in quanto vicino all’arte..
sono un ragazzo che apprezza le arti figurative…da un po mi sono messo a dipingere..da qui la necessità di crescere anche emotivamente…mi spiego meglio…da quando mi son messo davanti alla tela,ho iniziato a rallentare i miei ritmi…a far caso a tante cose…insomma è iniziata la mia ricerca interiore…tuttavia ho notato di aver vissuto fino adesso come un automa,una sorta di esecutore che ha trascurato l’anima….il che cozza un pò con il lato artistico..in questo cammino mi sono accorto di avere delle difficoltà ho pensato di “soffrire”di alessitimia….ma poi son giunto alla conclusione di provare emozioni…ma di non riuscire a dare un nome ad esse…mi son viste anche le definizioni da vocabolario delle varie emozioni…ma quando cerco di entrare in contatto con le varie emozioni…non riesco ad attribuire loro un nome..ho paura di scambiare il nome dell’emozione quando magari ne provo un altra..è tutto così confuso…tieni ocnto che mi sono accostato a ciò da marzo-aprile,prima di quel periodo,correvo,correvo….e non mi ero mai guardato dentro….quando provo a dare un nome alle emozioni,mi sento insicuro,che la prima emozione che mi viene in mente possa essere errata…cioè se dò un nome sbagliato a qualcosa di cui non son sicuro non rischio di creare confusione ulteriore?mi può dare qualche consiglio
grazie anticipate
11 luglio 2010 alle 09:08
Esattamente, a cosa ti serve dare un nome alle emozioni?
Perché è così tanto importante per te?
Non lo dico provocatoriamente, sono molto sincero: sono davvero curioso di capire perché è per te significativo denominare le emozioni.
Ti chiedo questo: hai già provato a dipingere o disegnare l’emozione che provi in quel momento e DOPO dare un nome a ciò che vedi sulla tela o sul foglio?
12 luglio 2010 alle 11:36
ciao…i tuoi quesiti sono interessanti
in effetti non c’è un motivo specificio per cui attribuire un nome alle emozioni…però mi piacerebbe basare di più le mie celte sul mio “sentire”,cioè su una componente emotiva….per cui se mi trovo davanti a una situazione e non so se mi suscita “paura”o “rabbia”,o “noia”…sarei al punto di paretenz, cioè basare molto sul pensiero e la razionaltà …se la rabbia è una risposta alle prevaricazioni,una sorta di difesa del territorio,e la paura una risposta ad una situazione di oggettivo pericolo…se la gioia scaturisce da una situazione di interesse ecc…poi magari scatta il dialogo interiore…che confonde ancor più le idee(inquanto non ne sono ancora “padrone”…quindi il tutto mi risulta confuso…
tuttavia provero l’esperimento che ha precedentemente consigliato…fermando le emoioni su un foglio
grazie
22 luglio 2010 alle 20:34
Credo che un aspetto molto importante sia quello di imparare a gestire le situazioni nel migliore dei modi, perché è vero: se rimaniamo in balia del dialogo interno o dei dubbi o delle sensazioni spiacevoli e improduttive, non riusciremo a dare il meglio di noi.
Io credo che fondamentalmente sappiamo già quali sono le sensazioni che proviamo e quali sono quelle che vogliamo provare maggiormente nella nostra vita, inoltre ognuno di noi attribuisce significati e valori precisi a tutto ciò che lo riguarda e lo circonda.
Perciò il mio suggerimento è semplice: impara ad ascoltare le tue sensazioni per come sono e abituati a riconoscerle.
Impara a comprendere gli insegnamenti che possono darti e i vantaggi che puoi avere grazie a questa sensibilità .
A forza di allenarti vedrai che ogni sensazione avrà una fisionomia più precisa e questo ti permetterà di riconoscerla più facilmente.
10 gennaio 2011 alle 22:04
ciao Mattia,
vengo da un lungo percorso fatto corsi individuali di (rebirthing), seminari sulla consapevolezza emozionale e autostima…
be’ da allora sono passati circa quindici anni, stimo la tua persona e approvo il tuo lavoro…
…la mia esperienza non va contro il tuo lavoro,
cio’ che vorrei dirti e’ che tutto il mio percorso
mi hanno portato a conoscere il mio personal coach
…si chiama Gesu’…
e’ strano sai, raccontarti che per anni ho nutrito il mio ego e avevo un sacco di sensi di inferiorita’ e sconforto nei confronti della vita…
poi’ esausto di tutto…,
ho unito le mani e ho incominciato a pregare…
mi rivolgevo a Gesu’ come ad un Amico vero, giorno dopo giorno sentimenti come la gelosia e l’invidia si scioglievano come acqua al sole…
…le mie paure si trasformavano in forza , l’ansia ha smesso di governare le mie giornate..
…prego sempre e a messa faccio la comunione con Gesu’,Ora e’ la mia anima a governare la mia vita
libera dalla schiavitu’ del mio ego…
Non sono un prete, ma un marito, papa’ di due bimbi e professionista nel mio lavoro.
Mattia sono grato per il tuo lavoro, ma non sottovalutare che abbiamo un’anima da nutrire!!!
ciao grazie
21 febbraio 2011 alle 22:20
Grazie sempre x i tuoi preziosi consigli. Io sono un musicista ed anche un insegnante e condivido pienamente questo articolo.
Sei davvero Grande!!!
5 settembre 2011 alle 17:36
Ciao,
complimenti per l’articolo, io sono una pianista…
non so se sono troppo spudorata ma dove posso contattarti? Dal sito che hai messo nella presentazione?
Grazie!
Cristina
20 novembre 2011 alle 21:56
Alessandro, scusa, ma cosa ti fa pensare che io sottovaluti l’anima?
20 novembre 2011 alle 21:57
Ciao Cristina, puoi rintracciarmi attraverso il sito http://www.egoformazione.it oppure all’indirizzo mattialualdi@piuchepuoi.it