scienza medica e fiori di bachI fiori di Bach e la scienza medica: ovvero un rapporto difficile, da sempre, fatto di diffidenze reciproche e sguardi un pò torvi.

E’ vero che i fiori di Bach producono effetti reali e duraturi in chi li assume? Ma soprattutto, è possibile misurare con certezza l’effetto dell’assunzione di un rimedio? Vediamo cosa ne pensa la scienza medica.

Certo è che sono in molti a credere nella reale efficacia di questo metodo, scopri i fiori di Bach per prevenire l’influenza.

I fiori di Bach a confronto con la scienza medica

La scienza, si sa, segue oggi un preciso paradigma oramai lontano dai modelli del pensiero magico ed olistico. I presupposti del funzionamento dei fiori di Bach, dunque, risultano di difficile comprensione per chi è cresciuto in una mentalità scientifica e cartesiana.

Eppure la scienza non si è sottratta allo studio dei fiori di Bach. Anzi, ha cercato di approcciare la materia con la prevedibile severità del metodo scientifico, effettuando un gran numero di test clinici.

I Risultati? A quanto pare, dicono gli scienziati, i fiori di Bach sono equivalenti a un placebo. E, come un placebo, sono totalmente privi di effetti collaterali, trattandosi in fondo di acqua con un pò di brandy.

Gli studi scientifici sui fiori si susseguono da anni, ma ancora mancano le evidenze per affermare in modo definitivo la loro efficacia. Piuttosto, si sottolinea il rischio di parzialità e l’influenza che il terapeuta, o chi prescrive i fiori, può esercitare dal momento in cui consiglia un rimedio al paziente.

Poi c’è un altro fattore da valutare, non indifferente. I presunti benefici dei fiori, infatti, riguardano anche il nostro stato emotivo, un piano che si sottrae notoriamente a misurazioni di tipo scientifico.

Quindi, i fiori di Bach funzionano veramente?

 

i fiori di bach e la scienza medicaEsiste un articolo del 2009, “Bach Flower Remedies for psychological problems and pain: a systematic review”, che riporta in sintesi gli effetti di uno studio su pazienti con problemi emozionali e psichici, in seguito all’assunzione dei fiori di Bach.

Dallo studio si conclude che i bambini con deficit di attenzione e iperattività non hanno mostrato benefici effettivi rispetto ad un comune placebo, e che la somministrazione dei fiori non è esente dal rischio di bias, ovvero induzione di condizionamenti con relativa risposta.

In pratica i fiori avrebbero una certa efficacia, ma non più di un comune placebo. Un buon motivo per non assumerli?

Noi non ce la sentiamo di sconsigliarli. Piuttosto, provarli non costa nulla: basta avvicinarsi al rimedio con un atteggiamento aperto e senza pregiudizi, evitando sia l’affidamento fanatico e fideistico che lo scetticismo scientista.

Sono numerosissime, infatti, le testimonianze di persone che dicono di aver tratto enormi benefici dall’assunzione dei fiori di Bach.

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