terapia fiori di bachOggigiorno i fiori di Bach sono molto diffusi ed utilizzati in tutto il mondo, facili da reperire anche nelle comuni farmacie ed erboristerie. Eppure non mancano le critiche a questo metodo di cura “alternativo”, da alcuni valutato alla stregua di un placebo o di una chimerica medicina “magica”.

Quanto c’è di vero nelle posizioni dei detrattori? La terapia dei fiori di Bach funziona veramente? Ovvero, è scientificamente dimostrabile nella sua efficacia?

Nonostante ciò che pensano in molti sull’efficacia di questo metodo, lo stesso viene utilizzato da sempre più persone nel mondo per guarire in modo naturale; scopri per esempio i fiori di Bach per prevenire l’influenza.

Fiori di Bach e scienza ufficiale

La scienza ufficiale ha effettuato diversi tentativi per provare l’efficacia dei fiori di Bach. I numerosi test clinici eseguiti, tuttavia, hanno sovente equiparato l’effetto dei fiori a quello di un placebo.

Pur essendo ampiamente dimostrato che i fiori non presentano controindicazioni, infatti, risulta molto difficile valutare l’efficacia dei rimedi poiché gli stessi agiscono sul piano emotivo, notoriamente non proprio semplice da “misurare”.

I sostenitori dei fiori di Bach si basano non solo sui risultati (quindi la gratificazione o il ritrovato benessere di chi li assume), ma anche sulla contemporaneità tra beneficio immediato ed assunzione di alcuni rimedi (come il Rescue Remedy).

Misurare l’efficacia di un rimedio resta pur sempre a discrezione di chi lo assume, proprio perchè i cambiamenti, se avvengono, sono spesso interiori o non seguono un percorso lineare.

Insomma: sembra che la medicina vibrazionale, che parla di campi energetici, anima e spirito, sia poco compatibile in nuce con il modello della medicina allopatica tradizionale. Forse è solo questione di linguaggio…

Quindi, i fiori di Bach funzionano?

 

edward bach e la sua terapiaOggi è facile incontrare medici, psicologi e naturopati che, assieme alle prescrizioni tradizionali relative al loro ambito di cura, suggeriscono l’uso di specifici fiori di Bach. Alcuni, addirittura, si premurano di sceglierli con il test kinesiologico, che consente di individuare i fiori più adatti alle singole circostanze o persone.

Pur essendo poco chiaro alla scienza come e se essi funzionano, utilizzarli non espone a controindicazioni. Anzi. Lo psicoterapeuta, ad esempio, può vedere il fiore di Bach come oggetto transizionale per il suo paziente, uno strumento che in qualche modo rinforza l’impegno all’autoindagine e alla presa di contatto con se stessi.

Il nostro suggerimento? I fiori sono innocui: nel peggiore dei casi avrete ingerito qualche goccia di acqua e brandy. Potete tuttavia sperimentare su voi stessi l’efficacia del fiore, e capire se effettivamente percepite un beneficio dopo il suo regolare utilizzo.

E se fossero solo placebo? Anche in quel caso, nessun problema, purchè funzioni. A volte sottovalutiamo, a torto, l’efficacia dei placebo.

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