curarsi in modo naturaleCi sono poche cose circondate da un’aura magica maggiore del farmaco omeopatico. Spesso confusa con l’erboristeria o con altri tipi di medicina alternativa, l’omeopatia compone i suoi farmaci con tutti gli elementi presenti in natura, per curare tutte le possibili cause delle malattie che colpiscono l’uomo. Cerchiamo di capire cosa aspettarci davvero dentro una boccetta di un farmaco omeopatico.

A differenza della medicina ufficiale, la medicina omeopatica non cura la malattia e basta ma cura il paziente nella sua interezza. La formulazione dei rimedi omeopatici e la loro prescrizione, avviene sempre dopo un lungo colloquio, perché ognuno di noi reagisce diversamente alle condizioni di malessere sia sul piano strettamente fisico, sia su quello mentale ed emotivo.

Le sostanze scelte sono frutto di una sperimentazione che segue i soggetti nelle loro reazioni emotive e fisiche, e l’omeopatia risulta infatti molto efficace per curare stati di ansia, depressione e altre patologie di questo genere; ma funziona anche su malattie che potremmo definire molto più “fisiche”.

L’omeopatia pesca letteralmente in ogni regno della natura, per trovare la cura adatta: una buona metà dei rimedi è a base di sostanze vegetali (e questo porta molti a credere che si tratti di una cosa simile all’erboristeria), ma si utilizzano anche minerali e sostanze animali. Viene da chiedersi quindi se, usando anche metalli e minerali, possa esserci qualche controindicazione nell’utilizzo di un farmaco omeopatico, ma in realtà la composizione stessa del farmaco impedisce che vi siano problemi.

L’omeopatie viene utilizzata da molti nel mondo per la prevenzione e la cura di molte malattie anche quelle a carico dell’apparato respiratorio; ecco come curare la bronchite con l’omeopatia.

Farmaco omeopatico: un principio attivo che non presenta nessun rischio

Un farmaco omeopatico non è pericoloso, perché costituito da una forma del principio attivo talmente diluita nell’acqua, o nella soluzione di acqua e alcol che ci viene proposta, non c’è più neanche una molecola. I detrattori della medicina omeopatica sembrano quindi avere ragione, quando dicono che l’omeopatia è solo acqua. In realtà, la fisica quantistica sembra venire in soccorso di chi sostiene i benefici della medicina omeopatica.

Bere acqua non è certo un sistema ideale per guarire, si potrebbe argomentare. Ma in realtà per chi pratica la medicina omeopatica in quell’acqua, che costituisce il farmaco omeopatico, c’è più di quello che si vede. L’omeopatia si basa, infatti, sul principio della cosiddetta “memoria dell’acqua”. Entrata in contatto con una dose di una certa sostanza, che poi viene diluita fino a scomparire, l’acqua è in grado di mantenere il principio attivo liberato di tutte le eventuali interferenze.

Ma, come sono somministrati i farmaci omeopatici, e cosa dobbiamo aspettarci? Si tratta principalmente di globuli o soluzioni in boccetta, con indicazioni terapeutiche precise e non dissimili da quelle che regolano i farmaci comuni. Prima ancora di mandare giù una pasticca, dobbiamo ascoltare i consigli dell’omeopata, e segnalargli tutti gli eventuali sintomi scatenati dal farmaco, perché la cura sia quanto più possibile personalizzata.

Perché la cura sia efficace, l’omeopata consiglierà di evitare sostanze eccitanti quali caffeina, nicotina e alcol, che possono interferire o anche vanificare del tutto i principi del farmaco, alterando le reazioni del nostro corpo. Con lo stesso scopo il farmaco sarà ingerito lontano dai pasti, o la sera prima di andare a dormire. Fondamentale è, secondo gli omeopati, non toccare mai i globuli per ingerirli, perché si rischia di trasferire la sostanza curativa dal globulo alle dita, rendendo l’assunzione inutile.

Se osserviamo una confezione di un medicinale comune, troveremo al suo interno e stampigliato un po’ ovunque, un lungo elenco di ingredienti e un bugiardino in cui sono elencate tutte le patologie per cui quel farmaco è indicato. In una scatola di opercoli di un farmaco omeopatico, non troveremo nulla di tutto ciò, ma solo il principio attivo, e l’indicazione della diluizione secondo una scala precisa. Da sottolineare come i granuli siano composti da lattosio, il che potrebbe portare problemi a chi ha sviluppato una intolleranza a questa sostanza.

Se decidiamo di curarci con un farmaco omeopatico, dobbiamo anche tenere presente che i farmaci della medicina ufficiale possono bloccare o rallentare gli effetti del principio omeopatico. Per questo andrebbero sospesi, tranne in quei casi in cui si decide di passare a una cura omeopatica per malattie croniche. In questi casi si può iniziare l’assunzione del farmaco omeopatico, mentre si diminuisce progressivamente la dose del farmaco tradizionale.

Tantissime persone preferiscono un approccio ibrido per curare alcune patologie

 

approccio ibridoMolte persone scelgono un approccio ibrido, curando alcune patologie con i farmaci omeopatici e altre con i farmaci tradizionali, ma questa pratica viene sconsigliata da una certa linea di pensiero per le possibili interferenze. Sconsigliata con altrettanta forza è l’automedicazione. Sapere che con un farmaco omeopatico non avremo controindicazioni anche se sbagliassimo dose, non deve indurci a pensare che possiamo decidere da soli cosa assumere.

La comunità scientifica rimane molto divisa sull’efficacia di questa medicina. Diversi esperimenti che hanno provocato anche aspri dibattiti, e hanno dimostrato che è possibile ritrovare nell’acqua l’impulso elettromagnetico di una sostanza che vi è stata immersa e diluita. Gli esperimenti in questione sono stati svolti su filamenti di DNA. Una prova questa, forse, che c’è davvero qualcosa nelle boccette di farmaco omeopatico che compriamo.

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