le cure direttamente dalla naturaL’omeopatia è in grado di affrontare tutti i problemi e le malattie, ma vede i suoi momenti di maggior gloria quando arriva il freddo e, prima di ricorrere a medicine dagli effetti collaterali spesso sgradevoli, cerchiamo un’alternativa valida a raffreddori, bronchiti e sindromi influenzali. Le cure possibili sono molte, a seconda del tipo di problema che riscontriamo e dobbiamo tenere presente che non si può improvvisare con l’omeopatia.

Il freddo può irritare molto le prime vie respiratorie, e tra le malattie da freddo più comuni c’è sicuramente la bronchite. Cominciamo distinguendo i due tipi principali di bronchite: la bronchite acuta e la bronchite cronica. Le due forme si differenziano già a partire dai sintomi.

La bronchite acuta è caratterizzata innanzitutto dalla febbre e da quella fastidiosa sensazione di pesantezza al petto che si associa spesso alla tosse, secca o grassa. La bronchite cronica si riconosce per la tosse persistente e ciclica. In entrambi i casi osserviamo bene i sintomi per capire di cosa effettivamente soffriamo.

Esistono molti rimedi per curare le due forme di bronchite descritte, e si organizzano in base principalmente al tipo di tosse di cui soffriamo, e alle caratteristiche dell’espettorato, senza dimenticare che l’omeopatia sceglie la cura anche in base all’indole della persona. Prima di passare ai diversi rimedi possibili, vale la pena ricordare che non dobbiamo intestardirci con i rimedi omeopatici se le condizioni di salute peggiorano o in caso di malattie croniche gravi, quali per esempio l’HIV.

Comunque l’omeopatia può prevenire e curare diversi disturbi della salute umana e uno dei più comuni è il raffreddore; ecco l’omeopatia per guarire dal raffreddore.

L’omeopatia e le cure alternative: ecco cosa assumere

Se la nostra tosse è principalmente secca e sentiamo che i linfonodi si sono ingrossati, può essere utile l’Arsenicum iodatum o triioduro di arsenio. Nei casi di bronchite acuta da trattare con l’Arsenicum iodatum l’espettorato è irritante per le mucose e di consistenza acquosa e la tosse è spasmodica e molto fastidiosa. Se invece l’espettorato è giallastro e denso potremmo essere di fronte a una forma di bronchite cronica. In entrambi i casi la posologia consigliata è due granuli un paio di volte al giorno con diluizione 9CH.

Oltre all’Arsenicum iodatum, possiamo usare l’Arsenicum album o triossido di arsenico. Sia l’album sia lo iodatum, sono ricavati dall’arsenico, ma non dobbiamo spaventarci. L’Arsenicum album è usato per le bronchiti croniche. I sintomi sono una tosse secca, come per lo iodatum, cui si aggiunge una sensazione di soffocamento e i brividi. Per la posologia si consiglia una diluizione 5CH.

Un altro rimedio che vale sia per le bronchiti croniche che per quelle acute è l’Antimonium tartaricum. A riprova che l’omeopatia non è da confondere con l’erboristeria, questa sostanza è ricavata dal tartrato di potassio tritato, insieme all’antimonio e non da una qualche pianta. Di per sé può essere una sostanza molto pericolosa, ma il trattamento omeopatico di diluizione fa in modo che possiamo usarla per curarci senza il rischio di effetti collaterali.

Come combattere la bronchite senza l’uso di farmaci

 

curarsi senza farmaciL’Antimonium è indicato soprattutto per le tossi con copiosa espettorazione, e in soggetti che provano, nel decorso della malattia, disgusto per il cibo, e si sentono molto deboli e non gradiscono essere coperti, perché i loro sintomi peggiorano notevolmente con il caldo.

Se vogliamo curare la bronchite di un persona anziana, l’Antimonium è utile, ma anche per le bronchiti croniche in soggetti che si sentono deboli e hanno dolori articolari e pesantezza al petto. Nei pazienti anziani, al contrario del paziente medio, la condizione patologica peggiora con il freddo anziché migliorare.

Se soffriamo di una bronchite acuta possiamo assumere, invece, Aconitum napellus con diluizione 6CH, ricavato dall’aconito napello (simile al ranuncolo). Usato nell’antichità come veleno, trattato secondo i criteri dell’omeopatia, diventa ideale per le persone molto attive e nervose, che soffrono di episodi violenti e limitati.

Questa pianta è in grado di curare i casi di bronchite acuta, accompagnata da febbre anche alta e pesantezza al petto. Se assumiamo Aconitum napellus, dobbiamo evitare di assumere sostanze eccitanti come caffeina, teina e nicotina.

Sempre per la bronchite acuta, ma con tosse secca, è possibile usare anche la Bryonia con diluizione 9CH. La Bryonia, simile alle piante delle zucche e delle zucchine, è indicata per contrastare soprattutto i sintomi legati alla gola: secchezza e respirazione dolorosa. La Bryonia si associa a persone di indole collerica e in perenne movimento.

Sottolineare la tipologia di persona associata ai diversi rimedi è importante, se vogliamo seguire nel giusto modo i principi fondanti della medicina omeopatica. Dobbiamo poi tenere sempre presente che nessun rimedio andrebbe assunto senza un incontro preliminare con un omeopata, in grado di  indicarci la posologia più adatta a noi e alla nostra patologia. Ugualmente importante è seguire le indicazioni sulla posologia che riceveremo durante l’incontro, per non vanificare i benefici dell’omeopatia.

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