Il farmaco omeopatico e quello tradizionale hanno profonde differenze principalmente legate alla quantità di principio attivo presente in ciascuno di essi.

Proprio queste differenze e le caratteristiche del farmaco omeopatico sono al centro del fervido dibattito tra chi crede che l’omeopatia abbia un vero e proprio potere curativo e chi, invece, la considera priva di qualsiasi effetto terapeutico.

Il farmaco omeopatico, la diluizione e la “memoria dell’acqua”

Il farmaco omeopatico e i principi attiviLa composizione del farmaco omeopatico si basa principalmente sul concetto di diluizione.

In particolare, una volta individuato il principio attivo che nelle persone sane è in grado di provocare sintomi simili a quelli manifestati dalle persone malate (secondo il principio della similitudine) questo viene diluito moltissimo.

L’unica funzione del farmaco omeopatico, infatti, è quella di dar vita a sintomi appena percettibili dall’organismo che possano sostituirsi a quelli generati dalla malattia vera e propria e alla fine scomparire in breve tempo determinando la guarigione della persona malata.

In virtù di questo principio, i principi attivi utilizzati in omeopatia per la realizzazione dei farmaci vengono diluiti così tanto da non risultare più presenti all’interno delle confezioni.

A dimostrazione di ciò la dichiarazione ufficiale fatta da Kate Chatfield, rappresentante della British Homeopathic Association, a febbraio del 2007 davanti la Camera dei Lord britannica.

In merito al farmaco omeopatico, in particolare, Kate Chatfield dichiarò che non è possibile distinguere un farmaco dall’altro senza prendere come punto di riferimento la loro etichetta.

Una ulteriore conferma dell’assenza del principio attivo nei farmaci omeopatici può essere riconosciuta nella class action avviata nel 2011 nei confronti della Boiron dai residenti in California proprio per la mancanza a livello molecolare del principio attivo che avrebbe dovuto essere contenuto all’interno di alcuni farmaci che, al contrario, ne risultavano privi.

Secondo i sostenitori dell’omeopatia il farmaco omeopatico è in grado di funzionare ugualmente anche senza principio attivo

 

I principi attivi contenuti nei farmaci tradizionali sono evidentiCiò che farebbe ugualmente funzionare il farmaco omeopatico è un concetto non dimostrato scientificamente: la cosiddetta memoria dell’acqua.

Secondo questo principio, le molecole dell’acqua sarebbero in grado di conservare memoria dei composti chimici con cui sono entrati in contatto riproponendone gli effetti.

In realtà, diversi studi nel settore condotti da importanti Enti di ricerca medico-scientifica e pubblicati su riviste del settore altrettanto importanti hanno dimostrato che i benefici del farmaco omeopatico sono determinati essenzialmente dall’effetto placebo determinato dalle aspettative del paziente e, soprattutto, dall’attenzione dei medici omeopati nei loro confronti.

A differenza di quanto accade nel farmaco omeopatico, i farmaci tradizionali, quelli riconosciuti e approvati dai vari Enti del settore (la FDA statunitense, per esempio, o l’AIFA italiana) sono dotati di una quantità variabile di principi attivi facilmente verificabile che, sì, può determinare effetti collaterali ma che è anche l’ingrediente fondamentale che manca al farmaco omeopatico per determinare l’effettiva guarigione delle persone malate.

0 Commenti

Lascia un commento

Lascia il tuo commento

Lascia un commento