Ogni farmaco omeopatico è costituito partendo da una sostanza sciolta in soluzione acquosa ma non contiene alcun principio attivo. Questo però non significa che l’omeopatia garantisca solo un effetto placebo. Anche se il farmaco omeopatico è privo di sostanze chimiche, produce degli effetti tangibili sull’organismo umano.

Farmaco omeopatico, più di un effetto placeboBasti pensare ad esempio ai raggi X utilizzati in ospedale per comprendere come pur non contenendo sostanze chimiche possano avere un effetto ben preciso sul nostro corpo (attraverso le onde, in questo caso).

Ma cosa può curare veramente la terapia omeopatica, scoprilo!

Un farmaco omeopatico contiene una diluizione di sostanze vegetagli, animali e minerali, in grado di produrre su un soggetto sano effetti simili all’individuo malato.

Un esempio chiaro di queste sostanze è rappresentato dagli effetti che la cipolla è in grado di produrre sugli occhi, inducendo la lacrimazione, e sul naso, simulando i sintomi di una rinite (in caso di inalazione).

Chi si avvicina ad una cipolla pur presentando i sintomi di un raffreddore, non sta contraendo un raffreddore: è un soggetto sano, che presenta i sintomi di un individuo malato.

Questo esempio insieme a migliaia di altri test eseguiti direttamente sull’uomo, garantiscono una casistica di enorme volume, su altrettanti sintomi. Il farmaco omeopatico viene testato sulle persone e non su animali, quindi i risultati sono pertinenti, diretti e prevengono problematiche in cui possono incorrere i farmaci tradizionali (effetti collaterali, ritiri dal mercato e così via).

Quando il paziente descrive all’omeopata i suoi sintomi, quest’ultimo cerca di individuare quale sostanza omeopatica ha prodotto sintomi identici o simili durante la sperimentazione sui soggetti sani.

 

Ad esempio se il paziente lamenta tosse, freddo, unghie fragili, il terapista gli prescriverà un farmaco omeopatico che su un soggetto sano ha procurato la stessa sintomatologia (principio di similitudine).

Curarsi con i rimedi omeopaticiI farmaci della medicina convenzionale (detti allopatici) hanno grandi capacità curative, ma il soggetto che li assume si riammalerà in futuro della medesima malattia.

Con un farmaco omeopatico, invece, il sistema immunitario è stimolato a produrre gli strumenti dell’auto guarigione, rendendo l’organismo più resistente in futuro.

Il medico omeopata prescrive un rimedio omeopatico per volta: questo atteggiamento è condiviso dalla maggior parte dei terapisti unicisti. Non esistono infatti dei test su volontari di farmaci omeopatici somministrati in un’unica soluzione o in diversi momenti del giorno.

Analogamente, in concomitanza di una terapia omeopatica non dovrebbero essere assunte medicine allopatiche (soprattutto gli antibiotici).

Sono circa 3000 i medicinali omeopatici presenti in commercio, ma i più utilizzati sono circa un centinaio: ogni farmaco omeopatico si individua attraverso gli effetti (che devono essere conosciuti dal terapista), il formato (globuli, gocce o granuli) e la diluizione (la sigla CH indica una diluizione di uno a cento, la lettera M di uno su mille ecc.).

Grazie all’assenza di effetti collaterali (che la rende adatta anche alla somministrazione verso i bambini) ed alla capacità di stimolare nell’organismo l’auto guarigione, il farmaco omeopatico rappresenta una validissima alternativa alla medicina convenzionale, configurando una medicina alla portata di tutti e finalmente risolutiva di tante malattie.

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