La terapia omeopatica può combattere efficacemente i disturbi legati alla pressione, ed anche tante altre patologie per esempio legate ai malanni stagionali nei bambini.
Nel caso dell’ipotensione, la pressione sanguigna arteriosa scendo sotto i 90 di massima sistolica e 60 di minima diastolica.

Si tratta di un quadro clinico non preoccupante che però può condurre a capogiri e svenimenti in particolari situazioni (quando ci si alza improvvisamente da posizione distesa o seduta, quando è molto caldo, in caso di aritmia, anemia, allergia, emorragia o disidratazione).

La terapia omeopatica per migliorare la pressioneLa terapia omeopatica più consigliata per trattare l’ipotensione prevede l’assunzione di gocce o granuli da sciogliere in bocca. I rimedi per l’ipotensione sono efficaci proprio grazie all’assorbimento sublinguale e vanno assunti lontano dai pasti (un quarto d’ora prima o due ore dopo esser stati a tavola).

Il polso lento e debole può essere aiutato dal Vetratum, da assumere sei volte al giorno, oppure dal Camphora, tre volte al giorno, in caso di polso piccolo, sudore freddo e pallore.

Stessa posologia per il Carbo Vegetabilis, il rimedio omeopatico ideale per gli stati di ipotensione associati ad ansia, astenia, cardiopalmo; per le crisi di apnea e sincope si può invece prescrivere l’Acidum Hydrocyanicum.

La terapia omeopatica può aiutare a contrastare l’ipertensione, la condizione clinica in cui la pressione supera costantemente i 140/90.

L’ipertensione colpisce circa il 30% della popolazione, soprattutto gli anziani e può derivare da scompensi ormonali o endocrini, malattie dei reni, patologie congenite.

Questa malattia può essere aggravata da un consumo eccessivo di sale, alcol, tabacco e liquirizia o dall’assunzione di farmaci cortisonici o anticoncezionali e può condurre a problematiche relative alla circolazione del sangue, ai reni e al cuore.

La terapia omeopatica è prescritta in via esclusiva o a supporto della medicina allopatica come sostegno: è importante che le due terapie non vengano a sovrapporsi.

L’ipertensione si può riconoscere con certezza solo attraverso una visita medica: i sintomi più evidenti possono essere cefalea pulsante, frequenti emorragie nasali, occhi rossi, sudorazione.

 

Se il paziente è un gran fumatore e consumatore di alcolici e cibi pesanti, il rimedio omeopatico più adatto è la Nux vomica. Questa soluzione può aiutarlo contro l’iperattività, la collera, l’insonnia e i disturbi relativi a stomaco e intestino.

La Baryta carbonica è solitamente prescritta agli anziani che hanno problemi di memoria e orientamento e paura di non guarire dalle malattie: questa soluzione è di aiuto anche per i sintomi collaterali di cefalee, vertigini ed eventuali paralisi.

Una terapia omeopatica molto diffusa contro l’ipertensione è la somministrazione di Aurum metallicum, una sostanza in grado di aiutare a controllare la collera, la depressione, i pensieri suicidi, le palpitazioni e le vampate di calore. Ipertensione e ipotensione: curarsi con l'omeopatia

Se gli sbalzi di pressione corrispondono ad altrettante variazioni di umore, l’ansiolitico omeopatico per eccellenza è l’Ignatia amara, di supporto anche per le delusioni lavorative o sentimentali e i forti stress.

Le crisi ipertensive più intense si curano con l’Aconitum napellus: i sintomi più evidenti sono formicolii, palpitazioni, fitte al torace, forte ansia e paura della morte. Il Glonoinum è un rimedio omeopatico analogo che si somministra in presenza di tachicardia, vertigini e mal di testa che migliora premendo leggermente il capo.

La terapia omeopatica contro l’ipertensione utilizza rimedi diluiti da 5 a 30 CH: le diluizioni più basse sono indicate per la fase acuta, le alte per una più mirata azione sugli aspetti psicologici.

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