L'omeopatia ed i suoi principiL’omeopatia, al giorno d’oggi, sebbene sia stata già più volte certificata ed accettata come vera e propria branca medica, vede ancora un certo numero di sostenitori, dentro e fuori la classe medica, che la identifica solamente come una moderna stregoneria atta ad ingannare i vari pazienti che vi si affidano.

Ma è veramente così? Possibile che il numero, già abbastanza cospicuo, di persone che dicono come l’omeopatia possa veramente funzionare siano solamente delle povere vittime di quella che è identificata come una semplice allucinazione di massa? Siamo proprio sicuri che non serva a niente? Ecco invece cosa può curare l’omeopatia.

L’omeopatia ed i suoi principi fondanti

Tentiamo di capire di cosa stiamo parlando. L’omeopatia non è una branca nata pochi anni fa, ma una vera e propria filosofia medica originatasi più di duecento anni fa, la quale credeva, e crede ancora oggi, come l’acqua, o la diluizioni in particolare, aumentasse gli effetti benefici di un estratto, riducendone i rischi.

In parole semplici, l’omeopatia si svolge in due principali processi: la diluizione, appunto, e la dinamizzazione. Dato che il primo lo abbiamo appena visto a grandi linee ed è facile da immaginare, concentriamoci con maggiore attenzione sul secondo, il quale è legato al fenomeno controverso della memoria dell’acqua.

Come tutti ben sappiamo, ogni molecola di qualsiasi estratto genera degli effetti all’interno del nostro corpo: benefici, neutri e nocivi. Per la fisica e la medicina tradizionale, una volta che le molecole vengono diluite in un composto acquoso o elettrolitico, il loro effetto viene palesemente smussato.

Ciò, nei laboratori classici, viene fatto soprattutto per evitare possibili effetti collaterali anche letali, andando però a perdere molta dell’efficacia. L’omeopatia però è in disaccordo in quanto crede che l’acqua abbia una sua capacità mnemonica. 

Cosa significa ciò? Semplicemente che l’acqua, analizzando le molecole che viene a diluire, ne prende delle caratteristiche, quelle benefiche, eliminandone altre, ovvero quelle nocive. Così, sempre secondo l’omeopatia, si creano farmaci pluripotenti e decisamente più sicuri.

Ciò avviene grazie alla dinamizzazione, che di fatto è un processo di agitazione del contenuto fatto di una piccola percentuale di principio attivo disciolto in acqua. L’omeopatia crede che diluizione e dinamizzazione creino una branca farmaceutica decisamente più efficace e sicura.

Solo un enorme effetto placebo?

 

Pro e contro dell'omeopatiaDa diversi anni, tutti i farmaci, chimici ed omeopatici, messi in commercio vengono analizzati al fine di scovare delle possibili tossicità. Ciò dunque ci permette di sottolineare come l’omeopatia fornisca medicinali totalmente sicuri e privi di rischi. Sono però anche efficaci?

Diversi ricercatori facenti parte della medicina tradizionale hanno aspramente criticato i due processi omeopatici, diluizione e dinamizzazione, in quanto, secondo le loro ricerche, non vi sarebbe alcuna prova a sostegno di simili tesi.

Infatti, sebbene l’omeopatia ne affermi con forza la veridicità, alcune ricerche sostengono come la diluizione non porti alcun aumento di efficacia nel farmaco, provando dunque che non vi sia alcun effetto terapeutico in tale cura e poche possibilità di vera guarigione.

Ma allora tutti quelli che sostengono di essere stati curati con l’omeopatia, la sua filosofia ed i suoi farmaci, sono tutti dei pazzi visionari? Tali ricercatori sostengono come questi pazienti abbiano semplicemente subito un poderoso effetto placebo, ovvero: o non erano veramente malati a livello fisico, oppure hanno solo creduto di essere curati, per poi ricadere pesantemente nella malattia.

Ovviamente, l’omeopatia risponde a tono a queste accuse, in quanto, come più volte alcuni suoi sostenitori hanno affermato:

Se veramente l’omeopatia fosse una stregoneria da strapazzo, OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), Unione Europea e Ministero della Sanità Italiana l’avrebbero eliminata da tempo, non permettendo ai suoi medici di esercitare e non creando vere e proprie scuole di specializzazione.

E voi cosa ne pensate?

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