L'omeopatia tra scienza e finzioneSebbene oggi l’omeopatia sia considerata una vera e propria branca medica, riconosciuta da tutti i livelli gerarchici e burocratici mondiali della sanità, la maggioranza dei professionisti del settore credono che essa non abbia il diritto di essere equiparata a tutte le altre discipline scientifiche.

Infatti, considerata ancora da alcuni come una moderna stregoneria atta ad ingannare l’utenza, l’omeopatia fa ancora molta fatica a farsi spazio sia a livello accademico che a quello mediatico, rimanendo nell’ombra per la maggior parte del tempo e fuoriuscendovi solo in alcuni isolati casi; scopri pro e contro dell’omeopatia.

L’omeopatia: l’acqua è le sue funzioni sconosciute

In termini epistemologici, ovvero facenti parte di quella branca che analizza se una disciplina può essere identificata o meno come come scientifica, l’omeopatia occupa una posizione in un certo senso scomoda o comunque non stabile, in quanto ciò che sostiene non è completamente comprovabile.

Secondo i principi che l’omeopatia porta avanti da secoli, infatti, la base di ogni cura farmacologica non risiede nei principi attivi, chimici o naturali che siano, ma nell’acqua, ovvero il principale diluente del nostro mondo, nella quale vengono mischiati i vari composti amati dall’omeopatia.

Una simile affermazione, purtroppo, non è accettabile dalla comunità scientifica, proprio perché quest’ultima non riconosce una caratteristica fondante che, secondo l’omeopatia, apparterrebbe all’acqua e che caratterizzerebbe ogni cura: la capacità mnemonica di tale liquido.

Secondo tale principio, l’acqua, diluendo un principio attivo naturale, non solo sarebbe in grado, com’è noto, di eliminare gran parte della sua presunta tossicità o nocività, ma riuscirebbe, grazie alla sua memoria, a riprodurre e moltiplicare i suoi effetti benefici in ogni suo singolo millilitro.

Ciò avverrebbe, sempre secondo l’omeopatia, grazie a due famosi processi: la diluizione e la dinamizzazione. Una volta che un composto viene diluito in acqua, esso viene agitato secondo un particolare meccanismo, il quale permetterebbe alle sue proprietà benefiche di disperdersi e ricrearsi nella comunissima acqua.

Per quanto medici, pazienti e anonimi sostengano la veridicità di simili affermazione e pratiche, il dibattito continua ad infiammarsi ogni giorno, tanto che un manipolo di medici e scienziati sta chiedendo, oramai da anni, la messa al bando per la filosofia che l’omeopatia propone come scienza? Perché?

L’omeopatia tra scienza, interessi e cure possibili

 

L'omeopatia è una scienza?Il fatto che l’omeopatia possa operare come vera e propria branca medica è dovuto principalmente al fatto che le sue terapie hanno un livello di rischio molto basso e, sebbene non sempre, presentano dei risultati curativi alquanto interessanti.

Comunque sia, ancora oggi in molti sostengono come l’omeopatia, che continui a rimanere legalizzata o no, non può essere considerata una vera e propria scienza e che così rimarrà in eterno. I suoi risultati, dicono, possono essere infatti spiegati come un semplice effetto placebo.

Molte critiche però sono piovute, soprattutto ultimamente, anche addosso ai cosiddetti detrattori dell’omeopatia, muovendogli contro la principale accusa che molti sostenitori della medicina tradizionale siano mossi più da interessi economici, che etici.

Basti pensare infatti che l’omeopatia promuove farmaci quasi totalmente privi di effetti collaterali, nonché decisamente più economici di quelli sintetici e chimici promossi dalla medicina tradizionale. La differenza dei costi, infatti, starebbe nel fatto che i processi di creazione dei principi naturali sono molto meno costosi degli altri.

Su chi abbia ragione, nessuno può dirlo con certezza. La cosa che forse veramente importa è che, ogni giorno, l’omeopatia trova sempre più convinti sostenitori e pazienti pronti a farsi curare secondo i suoi principi. Possibile che siano tutti solamente dei visionari? A voi la risposta.

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