Su cosa si fondano le Terapie Omeopatiche Praticamente tutti, almeno una o due volte nella nostra vita, abbiamo sentito parlare di Terapie Omeopatiche, filosofia e sistema di cura medica, la quale trova sempre più nuovi sostenitori sia dentro che fuori la classe medica, così come accaniti detrattori innamorati della cosiddetta visione tradizionale della medicina.

Su cosa si fondano però queste Terapie Omeopatiche e perché da anni infiammano un dibattito la cui fine non si riesce ancora ad intravedere? Qual è il loro centro ideologico e perché è visto come un qualcosa di controverso, un punto di interconnessione dove si incontrano visioni scientifiche e filosofie metafisiche? E inoltre, l’omeopatia è scienza o acqua fresca?

Terapie Omeopatiche: non più malattie, ma solo malati

Se doveste mai affidarvi ad un professionista delle Terapie Omeopatiche, il quale, ve lo ricordiamo, è pur sempre un medico laureato che ha sostenuto e superato regolarmente un esame di stato più una scuola di specializzazione quinquennale, che cosa vi sarebbe spiegato fin dal primo istante?

Le Terapie Omeopatiche si fondano su punti medico-filosofici ben precisi, il più importante dei quali vede lo spostamento del focus di attenzione dalla malattia o disturbo che è presentato dal paziente al paziente stesso. Infatti esse non si concentrano sulla patologia in sé, ma sulla fisiologia totale del malato.

Perché ciò avviene? La visione portata avanti dalle Terapie Omeopatiche crede che ogni disturbo, ogni patologia, ogni malessere, non siano un qualcosa di a sé stante dal resto del corpo apparentemente sano, ma che siano in realtà generati da uno squilibrio energetico interno al paziente stesso.

Seguendo tale visione, dunque, il professionista delle Terapie Omeopatiche vede come sua principale missione quella di curare il paziente nella sua totalità e non andare a trattare la patologia nello specifico. Infatti, quest’ultimo è ciò che fanno tutti gli altri medici, senza però eliminare veramente il problema alla radice.

Se infatti, sempre secondo la filosofia che sta dietro l’Omeopatia, si andasse a curare, farmacologicamente o chirurgicamente, solo il problema nei suoi segni e sintomi, non si farebbe altro che assopire la patologia, la quale potrebbe poi ripresentarsi o ricomparire in diversa sede.

Riequilibrare, non più curare

 

Il fondatore delle Terapie OmepaticheCiò che sostengono allora le Terapie Omeopatiche nei loro intenti è di riequilibrare il flusso energetico fisiologico del paziente, facendo così in modo che il suo organismo elimini le resistenze che hanno provocato il senso di malessere, per tornare alla sua totale sanità.

Detto ciò, dunque, è molto facile immaginare come i professionisti delle Terapie Omeopatiche siano quasi sempre contrari a metodi di cura operativi, ovvero che prevedano operazioni chirurgiche, così come l’uso di farmaci chimici che vengono visti come tossici e poco utili.

Infatti, nelle classiche terapie omeopatiche troviamo la prescrizione di metodi alternativi quali l’auto-cura, controllo del respiro, riequilibrio energetico, oltre, ovviamente, l’uso di farmaci a base di estratti naturali che vengono trattati secondo due processi particolari: diluizione e dinamizzazione.

Tali processi vedono come l’estratto naturale da utilizzare per creare un farmaco venga ridotto ad una minima percentuale che viene disciolto in una grande quantità di acqua (diluizione), contenuto che poi viene agitato al fine che le sue proprietà curative si ricreino potenziate e prive di tossicità (dinamizzazione).

Come dice infatti un aforisma francese anonimo:

Prendete un ditale, riempitelo di un prodotto medicinale, versatelo nella Marna dal ponte di Charenton, poi andate con una cisterna a raccogliere l’acqua sotto il ponte Mirabeau. Avrete così alcune migliaia di litri di rimedio omeopatico. 

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