come gestire un discorsoNon esistono cose che un essere umano ben motivato non possa fare. Parlare in pubblico non fa eccezione. Potremo avere paura. Potremo sentire di non farcela. Potremo avere la bocca secca e il cuore che pompa impazzito. Nonostante la sensazione costante di stare per svenire però, tutti sopravvivono a un discorso tenuto davanti a un pubblico. Cosa c’è allora di così difficile da rendere un incubo il parlare in pubblico?

La risposta più breve è: nulla. Tecnicamente non ci sono ostacoli. In pratica però l’essere umano è in grado di costruirsi muraglie di problemi quando non è sicuro e ha paura di sbagliare. La paura è la nostra più grande nemica quando dobbiamo affrontare un pubblico. Esistono però diversi motivi per cui una persona può avere paura e ognuno di questi motivi può essere neutralizzato con un minimo di riflessione lucida e un bel respiro.

La folla può essere un motivo sufficiente per ammutolirci ma non deve. Nessuna delle persone presenti davanti a noi vuole il nostro male. Questa è una piccola verità ma che può fare la differenza tra un discorso portato a termine con sicurezza e un triste silenzio. Molte volte ci sentiamo intimiditi dal pubblico perché pensiamo che sia lì per giudicarci. In realtà il pubblico è lì perché vuole sentire cosa abbiamo da dire e non ha preconcetti contro di noi; ma allora come fare per parlare in pubblico senza bloccarsi?

Parlare in pubblico: come superare questa paura

Se il nostro problema è la presenza di altre persone la soluzione è accettare questa presenza e non pensare che la sala in cui siamo sia vuota. Se ci sforziamo di convincerci di essere soli basterà il minimo rumore o il minimo movimento per riportarci alla realtà e farci perdere la concentrazione e il filo del discorso. Convinciamoci piuttosto che il pubblico sia lì per noi e non contro di noi e potremo portare a termine il nostro discorso senza intoppi.

Quando si parla davanti a un pubblico molto spesso si è portati a credere che ci debba essere una qualche reazione alle nostre parole e se questa reazione, per qualche motivo, non c’è ecco che sale la paura di sbagliare che porta inesorabilmente alla temuta scena muta. Non aspettiamoci che il pubblico rida o applauda o che segua le nostre parole dall’inizio alla fine. Accettiamo chi si distrae, chi si alza e se ne va, chi parlotta senza pretendere di controllare tutto e tutti.

La memoria umana non è perfetta è dimenticare è un’attività sana e fisiologica del cervello. La paura e l’ansia da prestazione che può colpirci quando dobbiamo parlare davanti a un pubblico, grande o piccolo che sia, possono giocarci brutti scherzi e portarci a dimenticare il discorso che sembravamo sapere alla perfezione. Imparare a memoria tutto un discorso però è il sistema migliore per farsi sopraffare dall’ansia e ammutolirci.

Sforziamoci sempre di coinvolgere il pubblico presente

 

i metodi da usareSe, anziché concentrarci sulla bella forma che abbiamo dato alle nostre parole sulla carta, ci sforziamo di coinvolgere il pubblico in quello che diciamo saremo un passo avanti verso un buon discorso. Un errore che spesso si commette è quello di pensare che la forma debba essere perfetta. Ma un discorso portato a termine davanti a un pubblico non può essere perfetto a meno che non sia la battuta di un attore di teatro.

Prepariamo delle note o una scaletta che ci aiutino a non perdere il filo mentre parliamo e affidiamoci alle nostre abilità per cucire un discorso adatto al pubblico che abbiamo davanti. Molte volte quello che impedisce di parlare con tranquillità in pubblico è la paura di sbagliare, ma solo noi sappiamo cosa avevamo scritto e le frasi che avevamo provato. Il pubblico ascolterà e accetterà quello che gli diremo senza pensare che forse avevamo scritto altre parole.

La paura di sbagliare è quindi assolutamente infondata e possiamo domarla facilmente non sforzandoci di ricordare tutto quello che abbiamo scritto e provato e assicurandoci di contro che il contenuto, il messaggio, sia chiaro. A chi ha paura di parlare in pubblico si consiglia anche di fare teatro. L’esperienza del pubblico a teatro però è leggermente diversa da un discorso davanti a un pubblico.

Gli attori vengono giudicati per come recitano e quindi per come parlano e non tanto per quello che dicono. Quando saliamo su un palco per tenere un discorso quello che il pubblico ricorderà saranno le nostre parole, e solo in seconda battuta darà un voto alla nostra performance. Parlare in pubblico non è affatto impossibile ma, come molte cose, ha bisogno di un po’ di preparazione. Dobbiamo essere consapevoli di quello che stiamo facendo e di cosa siamo capaci di fare e di dire per superare la paura e ,finalmente, parlare in pubblico.

2 Commenti

Lascia un commento
  • Giovanni Garavello

    Avendo lavorato in tv e radio e parlato in pubblico difonte a platee consistenti, ho visto molto utile metterci del sano Umorismo. Al posto giusto e al momento Giusto fa una grande differenza

    Rispondi
  • Riccardo Agostini

    Salve,
    volevo farvi i complimenti per questo articolo in cui offrite numerosi ed utili consigli che possono aiutare le persone a superare la paura di parlare in pubblico.

    Lascio questo commento per aggiungerne un altro che ritengo di grande importanza. Il mio consiglio come formatore in Public Speaking è che “non bisogna eliminare la paura di parlare in pubblico”.

    So che può sembrare strana questa affermazione ma ritengo che la paura (se giustamente controllata tenendo conto delle tecniche che avete suggerito) non vada eliminata perché ci sta dando dei consigli.

    Ad esempio la paura del vuoto ci impedisce di lanciarci da una finestra ma non ci ha impedito di volare.

    Stessa cosa vale per la paura di parlare in pubblico. Non ci sta dicendo di non parlare ma ci sta dando dei consigli per farlo al meglio.

    Ad esempio la paura di “annoiare la sala” potrebbe suggerirci che il nostro obiettivo sia “far divertire la sala”. A questo punto, stabilito l’obiettivo, dobbiamo domandarci come ottenerlo.

    Vi ringrazio per questo interessante articolo.
    Un saluto
    Riccardo Agostini

    Rispondi

Lascia il tuo commento

Lascia un commento