COME RICONOSCERE LE PAURE NASCOSTE DIETRO I NOSTRI ATTEGGIAMENTI
COME DIVENIRE CONSAPEVOLI DELLE NOSTRE PAURE
UN ESERCIZIO DI VISUALIZZAZIONE PER SUPERARE LE NOSTRE PAURE
Perché scrivere proprio di paura? Perché credo che, tra le emozioni negative, sia una delle più subdole. Spesso “mascherata” con nomi diversi che designano nobili sentimenti (amore…, dedizione…., abnegazione….), la nostra paura si trasforma in scusa o motivo socialmente accettabile. In questo modo diamo una legittimazione valida al nostro “non agire”, o alla nostra incapacità di “re-agire”, o alla nostra inerzia nell’accettare situazioni inaccettabili, che nutrono solo la nostra infelicità, quasi fossero ineluttabili. Così restiamo come paralizzati impedendoci di vivere pienamente e mutiliamo parti vitali del nostro essere che chiede solo di poter “essere”.
La paura è una delle emozioni fondamentali dell’uomo, uno dei meccanismi di difesa innati in ogni specie animale, funzionale alla sopravvivenza e per questo inscritta nel nostro patrimonio genetico. Fin quando l’intensità della paura è proporzionata al livello di pericolo che dobbiamo fronteggiare, essa è un sentimento non solo sano e accettabile, ma utile e necessario a garantirci la nostra incolumità. In realtà, con il termine “paura” ne indichiamo i diversi, possibili livelli di intensità : da un semplice stato di ansia o inquietudine al vero e proprio terrore.
Quando la paura non è più congruente con il livello di pericolo oggettivo, allora non è più funzionale nella nostra vita ma anzi diventa un ostacolo e un segno di malessere. La paura può colpire e riguardare qualunque aspetto della nostra vita: oltre alla paura fondamentale legata alla sofferenza e alla morte, prima o poi a chi non capita di provare forme più o meno intense di ansia o angoscia legate a situazioni contingenti ? ad esempio la paura di perdere il lavoro, la paura di non essere all’altezza di una certa situazione, la paura di amare, di non essere amati, paura di perdere il controllo, di essere giudicati male, di non essere accettati , di invecchiare, delle malattie, della solitudine, di non avere sufficienti mezzi di sostentamento, di deludere le aspettative, di essere delusi….paure provenienti da immagini che abbiamo vissuto, spesso da piccoli e probabilmente quasi del tutto dimenticate.
In ogni caso il rischio è di essere invasi dalla nostra paura che, se a lungo alimentata, può diventare ossessiva condizionando negativamente la quasi totalità della nostra vita, con la sensazione di infelicità e impotenza che ne consegue. La paura che abita persistentemente in noi ci porta a fare pronostici negativi che poi alla lunga si concretizzano sul piano materiale e vanno a rafforzare la paura stessa (la cosiddetta profezia auto-avverante).
La paura blocca il libero fluire dell’energia in tutto il corpo, provoca una contrazione di tutti gli organi, ci fa diventare dubbiosi, pessimisti, preoccupati, angosciati e questa sitazione interiore può avere concrete ripercussioni negative anche sul piano puramente fisico e procurare alla lunga malesseri, acciacchi o vere e proprie malattie.
Di qualunque intensità sia la nostra paura è importante capirne la causa e cercare innanzitutto di prenderne coscienza. Quando “lavoriamo” sulla paura cerchiamo di contattarla e starci dentro piuttosto che evitarla come di solito avviene attraverso i nostri spontanei meccanismi di difesa. Spesso la prima difficoltà, proprio per quello che dicevo all’inizio, può essere proprio l’identificazione della paura che si nasconde dietro un nostro atteggiamento che risulta negativo per la nostra vita e impedisce il dispiegarsi delle nostre vere potenzialità. Il primo strumento che può venirci in aiuto in questa fase iniziale di identificazione è l’attenzione: cominciamo a porre attenzione verso tutto ciò che suscita in noi esitazione e dubbio; poi scriviamo un elenco di tutte quelle cose che non vorremmo. Il “compito” consiste nel lasciar emergere naturalmente in noi tutto ciò che comincia con “non vorrei” e sostituirlo con ” ho paura”. Progressivamente potrebbero emergere, uno collegato all’altro, sensazioni, ricordi, “illuminazioni” inaspettate. Allora restiamo in contatto con ciò che è emerso, stiamoci dentro. Accettiamo e concediamoci il diritto di provare quei sentimenti. Se abbiamo la sensazione che affiorino emozioni particolarmente forti e dolorose è fondamentale richiedere l’aiuto di un terapeuta o di un counselor capaci di accogliere il nostro dolore: in questo caso è sostanziale la qualità della relazione con l’operatore perché solo fidandoci completamente di lui/lei, possiamo riuscire a liberare emozioni dolorose bloccate e represse molto a lungo.
L’esercizio che vi propongo, da soli o accompagnati da un operatore qualificato, è il seguente:
in uno stato di rilassamento stiamo nel ricordo emerso, concediamoci di rivivere quell’esperienza senza giudizio ma solo con i sensi e interveniamo attivamente sugli aspetti più dolorosi, modificando quelle immagini della nostra memoria (all’interno della situazione in questione) che ci hanno fatto più male in modo tale da renderle accettabili, anche per la bambina o il bambino che eravamo allora. Creiamo con l’immaginazione delle esperienze correttive che, quanto più riusciremo a rendere vivide, tanto più risulteranno efficaci nel dissolvere il nostro disagio, perché il cervello limbico non fa distinzione tra sensazioni reali o immaginarie ma semplicemente reagisce ad esse catalogandole come esperienze piacevoli ripetibili o spiacevoli e da evitare. In pratica andiamo a sostituire l’immagine sgradevole e dolorosa che si è fissata nella nostra memoria emozionale con una gradevole e accettabile.
Non si tratta della bacchetta magica: raramente una modalità si rivela immediatamente risolutiva ma questa, tra le tante, può rappresentare un tipo di percorso più o meno adatto a seconda del temperamento e dei gusti personali che guideranno la nostra scelta quando vorremo decidere di intervenire sul disagio. In ogni caso e con qualunque modalità è necessaria la volontà e l’impegno personale. In ogni caso, per risolvere un disagio è necessario “affrontare” il dolore che lo sostiene e tutto il corollario dei motivi sottostanti. Quello che dobbiamo fare è cercare di capire quale paura si nasconde dietro il nostro prolema; cosa temiamo e perché. Non è sempre facilissimo e di immediata risoluzione ma può valere la pena dedicarci un po’ del nostro tempo. Male che possa andare avremo realizzato quanto meno una consapevolezza maggiore dei nostri sentimenti. E non è poco !… anzi, pare quasi che sia “tutto”.
Non nascondiamo le nostre paure ma esprimiamole, parliamone con qualcuno che possa accogliere e condividere con noi i nostri “segreti” e già questo ci farà sentire molto meglio e ci farà apparire meno grave il nostro problema, perché
la relazione, la comunicazione, la sicurezza di sentirci accettati, la fiducia sono la prima vera terapia.
Segnala agli amici
18 Settembre 2009 alle 16:35
BUONASERA.UNA DELLE MIE paure è COME MI E CAPITATO OGGI PASSARE VICINO A DELLE PERSONE O INCONTRARLE SPESSO.
PER PAURA CHE NON MI SALUTANO! è CHE NON RISPONDONO.
ALLORA LA MIA DIFESA E EVITARE O EVITARLI O FARE L’INDIFFERENTE E IGNORARLI E NON SALUTARLI.
MA QUESTO POI IMPLICA IL MAL GIUDIZIO UN ALTRA PAURA ESSERE MAL GIUDICATO O ESSERE VISTO COME UNA PERSONA POCO SOCIEVOLE E STRANA.
QUESTA PAURA NASCE CREDO DAL FATTO CHE A VOLTE NON VENIAMO CORRISPOSTI AL SALUTO ED ESSENDO CHE NON POSSIAMO DIRE PERCHÉ NON MI SALUTI A TUTTI..ANCHE PERCHÉ MI ANNO INSEGNATO DI FREGARSENE E NON DARE IMPORTANZA A CIO COME SI DOVREBBE AFFRONTARE QUESTA PAURA E COME SI DOVREBBE RISOLVERE?
21 Settembre 2009 alle 11:40
Caro Francesco, ti ringrazio della fiducia che mi dai rivolgendoti a me per questo parere. Ciò che posso dirti è:
1°) se credi che ci siano dei motivi oggettivi e reali per i quali queste persone non debbano salutarti, cerca di chiarire con sincerità (prima con te stesso e poi eventualmente con loro, se lo desideri) le ragioni dell’equivoco, del malinteso, del disaccordo. Se lo ritieni possibile parlane con loro e chiarisci la situazione che ha provocato questo piccolo conflitto.
2°) Se non ci sono motivi oggettivi e reali che spieghino le tue paure, cerca di capirne i motivi. Forse sei molto timido. Forse immagini che queste persone siano “migliori” di te e non ti tengano in considerazione. In questo caso non salutandoli, rischi di fare la figura del superbo, di quello che si sente superiore e ciò potrebbe aggravare la situazione tra di voi. Allora prova a pensare che queste paure esistono solo dentro di te e non hanno una ragione reale di essere. Forse anche loro potrebbero non salutarti per paura. Ma paura DI COSA ?
Prova a essere sorridente e gentile con loro. L’educazione e il rispetto per gli altri possono solo dare buoni frutti e aiutare a sciogliere le paure da entrambe le parti. Se poi il tuo nuovo atteggiamento non dovesse dare i risultati sperati, il problema non sarebbe più tuo. Tu cerca sempre di basare ogni rapporto sul rispetto, la chiarezza e la gentilezza.
In questo modo sarai sereno con te stesso e non dovrai rimproverarti nulla. Con la gentilezza verso chiunque otterrai un’atmosfera più gradevole e serena intorno a te. Se poi gli altri vorranno comunque fare i “duri” sarà solo un problema loro. Se il tuo saluto non dovesse trovare risposta non preoccupartene più di tanto. Forse hai solo incontrato persone poco educate. Ma il sorriso, il buon animo e la cordialità sincera di solito disarmano chiunque. E pensa soprattutto che anche gli altri hanno probabilmente le tue stesse paure.
Spero che le mie parole possano tornarti utili. Fammi sapere.
Un caro saluto
Susanna
21 Settembre 2009 alle 15:43
LA RINGRAZIO MOLTISSIMO GENTILISSIMA SIGNORA SUSANNA CIACCI
SONO MOLTO SODDISFATTO DEL SUO AIUTO E CONSIGLI.
COMPLIMENTI LEI E MOLTO PROFESSIONALE E UNICA.
IN TUTTI QUESTI ANNI MAI NESSUNO ANCHE IL PIU BRAVO DEI PISCOLOGI HA SAPUTO DARMI QUESTA SUA SPLENDIDA RISPOSTA.
LA RINGRAZIO VERAMENTE DI CUORE…
METTERO’ IN ATTO I SUOI CONSIGLI SICURAMENTE E GLI FARO SAPERE..
A RIGUARDO LA SUA RISPOSTA SI!!C’E’ QUALCOSA DI OGGETTIVO CI SARA ANCHE QUALCHE EQUIVOCO O MALINTESO..
E LA MIA DIFESA E APPUNTO LA SUPERBIA E.IO NON HO BISOGNO DEL VOSTRO SALUTO.PERO NON PUO IMMAGGINARE IL FASTIDIO CHE MI DA!!
E QUESTO SUO ARTICOLO OLTRE AL FATTO DELLA PAURA DEL SALUTO O NON,MI HA FATTO SORGERE RIFLETTENDO CHE HO TANTE PAURE CHE FINO AD ORA NON AVEVO CAPITO
ANCHE IL SEMPLICE FATTO DI TELEFONARE A UNA PERSONA,
O PRENDERE UNA SEMPLICE DECISIONE.
O CAPITO CHE LA MIA VITA E FATTA DI PAURE..CHE MI LASCIANO FERMO IN UN PUNTO E NON MI FANNO ANDARE AVANTI..QUESTO LO DEVO A LEI AL SUO ARTICOLO E A QUESTO SITO.
CON QUESTO DI NUOVO LA RINGRAZIO MOLTISSIMO E SARO FELICE DEI SUOI CONSIGLI
SU COME AFFRONTARE LE PAURE IN GENERALE.
GRAZIE!!!
22 Settembre 2009 alle 16:18
Ciao caro Francesco. Sono molto contenta che la mia risposta ti sia tornata utile. Quando abbiamo o pensiamo di avere un problema siamo portati a credere di essere gli unici sulla faccia della terra ad averlo e questo ci fa sentire disperati e ci fa credere che il nostro problema sia grave e irrisolvibile. Ricorda che tutti, ma proprio tutti, anche i più insospettabili, anche le persone di successo hanno paura. Già sapere di non essere soli è confortante, vero? La cosa importante è riuscire a rendersi conto delle proprie paure (e tu lo stai facendo) e imparare ad affrontarle. Per questo è importante e utile parlare, condividere, leggere, informarsi (proprio come stai facendo tu) e mai restare chiusi nel proprio silenzio, nella propria solitudine e nel proprio dolore. E’ necessario ricercare l’origine vera di ogni nostra piccola o grande paura per affrontarla. Qualunque paura, se affrontata, perde il suo potere negativo su di noi e si trasforma in consapevolezza della nostra nuova forza appena conquistata.
Con i miei migliori auguri di scardinare, una alla volta, ogni tua paura. Comincia dalle cose più piccole e meno difficili, come per esempio, la telefonata. Fai il numero e dì quello che hai nel cuore, purché tu lo faccia con delicatezza e rispetto. Cosa rischi? Ogni volta che riuscirai a fare anche una piccola cosa che prima ti spaventava, ti sentirai sempre più forte.
Un abbraccio.
Susanna
22 Settembre 2009 alle 18:45
Ciao Susanna! mi permetto di darti del tu, perché ti sento personalmente giovane, aperta e cordiale, ho letto il tuo articolo e, insieme a quelli di altri tuoi colleghi del sito, lo trovo assolutamente interessante, chiaro, esauriente e rassicurante.
Ho 26 anni ed ho vissuto un’esperienza un po’ “traumatica” che non riesco a superare (forse per orgoglio non so).
Circa 3 anni fa il mio ex-fidanzato (quasi marito) mi ha lasciato (dopo 7 lunghi, intensi e sereni anni) x mettersi con una mia EX amica.
Il dolore di aver perso il mio unico amore, il mio futuro e l’aver fatto preoccupare i miei genitori è stato sempre troppo pesante x me.
Ho avuto la meravigliosa opportunità di riuscire a re-innamorarmi e la forza di ricominciare tutto da capo, ma ho la paura continua di perdere il mio attuale ragazzo, di non riuscire a creare la mia (tanto desiderata) famiglia e di non poter mai provare la gioia di diventare mamma.
Queste mie “assillanti” paure non mi fanno godere la vita fino in fondo, è come se percorressi una strada sempre con il freno a mano tirato, con la paura di rimanere di nuovo a piedi, con la macchina in panne.
Odio queste paure, me ne voglio sbarazzare perché sono veramente convinta del fatto che se troppo ci si pensa poi alla fine accade veramente, (legge dell’attrazione mi pare) ma non riesco a capire il perché di questi miei continui pensieri negativi e nemmeno come poter riuscire a disfarmi di loro.
Non credo che mi manchi l’autostima, so di essere una ragazza in gamba e volenterosa però quando si tratta dell’amore ho sempre paura..forse soffro un po’ della sindrome dell’abbandono, ma non penso che dipenda dal mio passato di bambina (come invece ho letto spesso su libri, riviste ecc..) loro hanno fatto crescere me e i miei fratelli nel migliore dei modi, dandoci sia il “bastone” che la “carota” in modo più che equilibrato.
Penso che sia collegato tutto a questo amore finito nel peggiore dei modi.
Potrei avere un’interpretazione/consiglio anche da te?
Grazie di cuore per l’attenzione, non immagini quanto sia importante per me.
P.S. avresti anche qualche lettura da consigliarmi che potrebbe fare al caso mio?
23 Settembre 2009 alle 18:18
Susanna,
sono completamente d’accordo con te sulla necessità di lavorare attivamente sulla paura piuttosto che evitarla, come normalmente avviene quando cerchiamo di “distrarci per dimenticare”.
Se non passiamo “attraverso” le nostre paure non le superiamo e quella che magari sembra essere una paura dimenticata dopo qualche anno verrà riattivata da qualche evento simile che ce la farà tornare a galla.
Ottimo il metodo di rivivere l’evento applicandogli delle nuove sensazioni piacevoli.
Questa tecnica di “incorniciare” in maniera differente il ricordo traumatico è ancora più efficace se viene ripetuta più volte.
Complimenti per l’articolo
Francesco
23 Settembre 2009 alle 19:03
Carissima Nika,
sono felice che mi dia del tu e ti ringrazio per le considerazioni che fai sul mio articolo. Ma veniamo a te.
Non voglio spaventarti ulteriormente ma sappi che non esista amore al mondo, per quanto grande, che non corra il rischio - seppur remoto - di finire.
Discutibile quanto vuoi, ma è la vita. Non voglio fare del “terrorismo” e ti auguro che quello attuale sia proprio quell’ “amore per la vita” che tu desideri. Il messaggio che desidero darti è quello di non “concentrare” in modo totalizzante tutte le tue energie su questo amore, che non vuol dire “amameno” ma “ama meglio”. Spero di essere chiara: ti auguro di riuscire a dare al tuo uomo il meglio di te, ma questo può avvenire soltanto se acquisisci la consapevolezza del tuo valore e realizzi le tue potenzialità; se riesci a darti gioia da sola dando potere a te stessa, alla persona autonoma, felice, meravigliosa che è in te, in quel tuo nucleo indistruttibile in cui non c’è alcuna paura. Vivi per te stessa. Chi potrà darti gioia se non saprai procurartela da sola? dedicati a tutto ciò che ritieni importante per la tua vita (a parte stare con lui). Non vuol dire essere egoista o disattenta verso chi ti vuole bene ma anzi, potergli offrire di più; diventare una persona “intera” e per questo ancora più amabile e affascinante. Un rapporto tra due persone “complete”, capaci di stare veramente bene anche sole con se stesse, ha molta più probabilità di durare perché è una scelta compiuta da individui presumibilmente consapevoli e stabili.
Non fondare questo nuovo rapporto sulla paura: sei talmente giovane che non puoi riferire tutta la tua realtà ad un episodio che, per quanto doloroso, appartiene solo al passato e ad un momento in cui eravate entrambi molto giovani, forse troppo. Hai provato a interrogarti sinceramente sui motivi profondi e forse nascosti della vostra rottura (a parte la causa evidente rappresentata dalla tua amica?). Quel rapporto era veramente tanto sereno come tu lo definisci scrivendomi?
Il mio messaggio è : sii consapevole del tuo valore e del dovere che hai verso la tua Vita : ama prima di tutto te stessa e coltiva tutto ciò che ti fa sentire meglio e migliore. Diventa prima di tutto la persona che vuoi. Pensa a realizzare i tuoi sogni. Il resto verrà da solo e su questi presupposti, sarà meraviglioso. Qualunque cosa accada del tuo amore sarai in grado di trasmutarlo in ricchezza ed esperienza per la tua vita.
Ti consiglio di non riversare la tua attuale paura sul tuo fidanzato. Non permettere che questa “ombra” ti impedisca di godere appieno la gioia per la tua attuale relazione nel “qui ed ora”, anticipando l’angoscia di una perdita che esiste solo nella tua fantasia (sempreché lui non ti dia motivi oggettivi per temere tanto di perderlo).
Qualora l’amorevolezza del tuo fidanzato non dovesse placare la tua proccupazione, qualora tu avessi l’impressione di non avere ancora superato il trauma di tre anni fa, cerca un gruppo condotto da un buon psicoterapeuta o da un buon counselor. Lì potresti capire meglio te stessa e i motivi attuali delle tue paure attraverso la condivisione e l’esperienza dei compagni di gruppo.
Per quanto riguarda i libri te ne suggerisco un piccolo elenco in cui mi auguro troverai quello più giusto per te: “Donne che amano troppo” (ormai è un classico….) di Robin Norwood; “Vivere, amare, capirsi” di Leo Buscaglia; i libri di John Welwood (editi da Feltrinelli ma purtroppo non sono tutti tradotti in italiano, vedi “Journey of the heart”); se ti interessa qualcosa di un po’ più spirituale i libri di Gibran e di Osho.
Spero tanto di esserti stata almeno un po’ di aiuto. Dammi tue notizie.
Un caro abbraccio.
Susanna
23 Settembre 2009 alle 19:21
Grazie Francesco ! Apprezzo il tuo … “apprezzamento” . Credo molto valida la ripetizione della visualizzazione “correttiva” immaginata nel modo più vivido possibile, arricchita di sensazioni e particolari.
Un grande abbraccio e a risentirci al… prossimo articolo! Spero.
Susanna
24 Settembre 2009 alle 09:13
buongiorno sign. Susanna non ho capito bene il suo metodo di ricordare l’evento traumatico che scatena la paura e di ricordarlo positivamente.
se per esempio ..come ieri che due persone mi sparlavano credendo che io non sentissi uno di loro e una persona che non saluto da ben 3 anni.
non so cosa diceva all’altro ma dai gesti e dal tono sicuramente cose non buone.
io mi sono avvicinato perché in quel momento mi e presa la paura di avere a che fare con quel tipo in modo irragionevole e allora decidendo di affrontare con una scusa mi sono avvicinato ma il tipo a smesso di parlare e parlando con l’altro notavo nello sguardo del tipo una rabbia nei miei confronti e lo vedevo in procinto di dirmi qualcosa.
che cosa?? sicuramente qualche cosa che avrebbe scatenato una lite questo e poco ma e sicuro.
allora ho deciso di fare come quello che non ha sentito e non ha capito e mi sono allontanato.
evitando il peggio la paura che poteva andare a finire male,anche perché la reputo cattiva gente.
ma non le nascondo che quel episodio mi rimugina nella mente perché avrei voluto affrontarlo domandandogli cosa aveva contro di me.
ma non avendo sentito quello che diceva con certezza non potevo accusarlo ma il mio cognome l’ho sentito.
ora io ricordo questo evento come doloroso perché in quel momento io ho avuto sicuramente paura di affrontare quella persona per le sue reazioni irragionevoli.
sicuramente quando ci sara l’Opportunità di rivederlo con più calma lo chiamerò e cercherò di scoprire che cosa ha contro di me.
ora secondo la sua teoria questo evento diciamo di paura come lo dovrei vedere immaginare applicandogli delle nuove sensazioni piacevoli.
24 Settembre 2009 alle 09:22
buongiorno!
e da un po di tempo che ho la paura della solitudine cioe di rimanere da solo senza una compagna per la vita..essendo separato e da tre anni che sono solo e alla ricerca di una donna ma fino ad ora non so perche non ci sono riuscito.
e dunque non ho un amore non ho un amica niente di niente vivo da solo nella mia solitudine e con pochi amici e qualche conoscenza femminile.
e allora mi assale la paura anche perche dentro di me non sento questa grande esigenza.
non per questo non ammiro e desidero avere una donna.
ma il mio cuore sembra spento non batte piu.
perche mi succede questo!!
24 Settembre 2009 alle 18:33
Grazie di cuore Susanna, le tue parole mi aiuteranno molto, penso che rileggerò questo tuo messaggio fino ad impararlo a memoria, lo custodirò come uno dei tesori più preziosi.
Leggerò le letture che mi hai consigliato (e magari rileggerò anche “Donne che amano troppo”).
Forse “l’abitudine” di avere una persona accanto dai 16 ai 23 anni è stata per me sia una fonte di gioie che di desolazione…non mi sono mai presa tempo per me, tutto il tempo libero era sempre dedicato a “noi”… x me stessa, effettivamente, ho fatto sempre poco. Tanto è vero che dopo essermi lasciata ho perso 39kg, ho cominciato a giocare a tennis, ad andare in palestra, a dedicarmi ad ogni tipo di lettura, a frequentare nuove amicizie. Ho assistito al mio corpo che, insieme a me, cambiava completamente ma anche se stavo bene fisicamente dentro di me c’era sempre qualcosa che non andava…un vuoto che mi lasciava sempre triste e mi impediva di regalare sorrisi e attenzioni alle persone care che mi hanno sempre voluto bene.
Mi sono chiesta più volte se il rapporto che ho vissuto era veramente sereno come lo dipingo a tutti, mi guardo dentro e continuo a dirmi di si…perché mi rendeva felice, lo ero ogni giorno, ogni ora ogni minuto ed ogni momento (chissà forse non mi sono mai accorta che per lui non era così).
A volte da amici e parenti sento parlare di coppie della mia età che dopo tanti anni di fidanzamento si sposano ed ogni volta mi chiedo “ma come hanno fatto?”, “perché loro si e noi no?”.
Penso che la mia mente non sia giovane come la mia età, guardo i miei genitori (che hanno 53 anni e sono sposati da 30), quelli dei miei amici, i miei nonni e tutti parenti…tutte storie durature, solide, niente grilli per la testa, l’unica cosa che li può dividere è la fine della vita.
“Qui e ora” è tutto diverso, come raccontano sempre i nostri genitori “..è tutto cambiato da quando eravamo giovani noi” penso che l’egoismo e la mancanza di rispetto la facciano da padrona.
Credo troppo nell’amore, sono una grande sostenitrice del “e vissero x sempre felici e contenti”, nonostante tutto ci credo, non mi arrendo e amo…forse troppo ma è una delle poche cose al mondo che rendono sereno ogni mio risveglio e felice ogni mio giorno.
E’ sbagliato dipendere così tanto da una sola cosa?
Forse sono un caso irrecuperabile.
Ma prometto a me stessa che comincerò a dare il meglio di me per me!.
Voglio sconfiggere le mie paure, diventare una persona “intera”, essere serena nel mio attuale rapporto e darci un taglio con le ombre del passato.
Intraprenderò questo progetto di crescita personale da sola ma se dovessi trovarmi in difficoltà spero di trovare, nella mia zona, un gruppo condotto da un buon psicoterapeuta o da un buon counselor. Ho sentito molto parlare di questi gruppi di sostegno ma non so se vengono organizzati anche nella mia città (Rimini) sulle riviste/libri ho sempre letto che questi bravi psicoterapeuti ricevono a Roma, Milano o Torino (ma non ho mai approfondito le ricerche).
E’ ora di ricominciare da me, farò il possibile e lo farò nel migliore dei modi!.
Grazie ancora di cuore della tua preziosa attenzione e pazienza Susanna.
Un abbraccio fortissimo ed un saluto grande.
24 Settembre 2009 alle 21:16
Credo che tu sia proprio una ragazza speciale, e non sai quanto l’esserti stata d’aiuto con le mie poche righe mi renda felice.
Sono meravigliosi l’entusiasmo e la generosità che offri al tuo compagno e non c’è proprio niente di male in questo. Anzi ! è veramente bellissimo
e ti auguro che tu possa continuare a lungo ad amare in questo modo, senza lasciarti inaridire dalle delusioni che purtroppo la vita porta con sé. Però credo sia altrettanto importante che tu metta almeno lo stesso entusiasmo nel “nutrire” te stessa e non solo la relazione. In questo modo, generosa come sei, avrai ancora molto di più da offrire ma acquisterai in potere personale, consapevolezza delle tue capacità, fascino, sicurezza, autostima. E se un giorno lontano e improbabile ti trovassi nuovamente tanto ferita per un abbandono, sarai più forte e avrai maggiori strumenti per gestire la sofferenza.
Rimini è una città evolutissima, mica un paesino sperduto ! figurati se non trovi il tuo bel gruppo !
Ti abbraccio forte e ti auguro tanta felicità.
Susanna
24 Settembre 2009 alle 21:58
Caro Corrado,
non so nulla di te. Non mi dici quanti anni hai né dove vivi, ma sappi che la paura della solitudine è un sentimento molto normale e diffuso, nei grandi come nei piccoli centri e a qualunque età. Non aggiungere sofferenza alla sofferenza. Voglio dire: oltre a soffrire perché ti senti solo, non sentirti anche in colpa o “diverso” per questo. E’ legittimo e sano desiderare un amore con cui condividere la propria vita ed è altrettanto normale sentirsi scoraggiati quando sembra che non esista la persona giusta per noi. Posso suggerirti di crearti degli interessi, dedicarti a qualche attività che ti appassioni e ti coinvolga, qualunque cosa va bene purché ti faccia sentire meglio. E’ importante avere una passione, qualcosa che ci faccia andare “oltre”; qualcosa che ci rilassi e ci diverta. Inoltre dei nuovi interessi inevitabilmente ti porteranno a conoscere persone nuove e a fare nuove amicizie. Immagino che tu viva in un ambiente molto chiuso, dove le facce sono sempre le stesse.
Cerca di guardare bene in te stesso per capire cosa potrebbe darti beneficio. Uno sport….un hobby….? quale attività potrebbe suscitare in te interesse. Ti piace l’attività fisica…il volontariato…le piante….i fiori….il cinema….il ballo…..le escursioni in montagna…..la recitazione….il ciclismo……? Esistono dei circoli che organizzano queste attività e in cui si possono ritrovare le persone che vi si dedicano. Non so dove vivi ma magari nel centro più vicino c’è qualcosa. Se non ci fosse nulla…INVENTALO TU ! Chiudi gli occhi e lasciati andare….recupera quello che magari era un tuo vecchio sogno, dagli una bella spolverata e FALLO. Questo ti porterà a frequentare un ambiente nuovo e magari a fare nuove conoscenze. Quando l’amore si cerca disperatamente è il momento che non si trova da nessuna parte. Dedicati ad attività sane e benefiche per il tuo spirito e per il tuo corpo. Se il corpo starà meglio anche l’umore migliorerà e un umore migliore ti farà sentire più in forma. Questo ti renderà anche più attraente e simpatico ! Non disperare. So quanto sia difficile in certi momenti trovare la forza per reagire ma è l’unico rimedio possibile. Sforzati di avere un atteggiamento meno vittimistico. Utilizza tutte le tue risorse per trasformare l’uomo solo e abbandonato che credi di essere in un uomo che coltiva con piacere le proprie passioni. Fà in modo che il tuo cuore possa essere pieno di gioia e di emozione anche se per ora non c’è una donna vicino a te. Guarda con maggiore positività alla vita e il resto verrà da solo….
Sono sicura che ci riuscirai.
Ti abbraccio e ti faccio tanti tanti auguri
24 Settembre 2009 alle 22:53
Caro Francesco,
il mio suggerimento di immaginare molto vividamente la situazione per modificarne l’aspetto spiacevole e traumatico, si riferisce a situazioni trascorse, passate e concluse, magari antiche, il cui ricordo ha ancora ripecussioni negative sulla nostra vita attuale.
Quello di cui tu mi parli è un problema in corso. Allora bisogna modificare atteggiamento mentale e azioni. Le tue, non quelle dei tipi. Tu puoi essere responsabile solo di te stesso e delle tue azioni, non di quelle altrui. Non so nulla della situazione che mi descrivi ma posso chiederti una cosa? perché continui a passare davanti a queste persone ? E’ giusto chiarire i malintesi ma con chi merita il nostro rispetto, non con questa “cattiva gente”, come la definisci tu stesso. Insomma, che ti frega di questi? E poi mica ’sta strada sarà l’unica del paese ?! Cambiala. Trovane una con gente più simpatica. Oppure fregatene. Oppure affrontali e chiedigli cosa hanno tanto da sparlare. Ma ti interessa davvero saperlo, in fondo ? Cambia bar e pensa alla tua vita, allarga i tuoi orizzonti, allarga i tuoi interessi, non ti fissare sul perché e sul per come certa brutta gente ti guarda oppure no. Ma che t’importa se per te non valgono nulla?!… Investi le tue energie in cose più importanti per te e pensa ai chiarimenti con chi ne vale davvero la pena. Creati un interesse, coltiva una passione, qualcosa di sano e buono per il tuo corpo e la tua mente. Qualcosa che ti piaccia e che ti aiuti a fare meno attenzione a cose che non ti riguardano. Si, hai capito bene, non ti riguardano ! Parlano di te, forse. Ma lasciali parlare, che t’importa? e se fossero matti? o solo bulli? o fragili e paurosi che ostentano forza solo per nascondere la loro debolezza? o solo in cerca di una scazzottata per sentirsi importanti perchè la loro vita è vuota e priva di senso? Una bella scazzottata per essere tale ha bisogno di un buon motivo. In questo caso ne vale la pena?
Loro non hanno nessuna importanza e nessun potere su di te, sei solo tu a darglielo continuando a prestargli tanta attenzione.
Pensa a te stesso e trova strade più frequentabili. E’ solo il mio modestissimo suggerimento. La scelta spetta solo a te.
Un abbraccio. Susanna
25 Settembre 2009 alle 01:11
carissima Susanna Ciacci potrei ringraziarla all’infinito ma non sarebbe abbastanza..
non ho parole per esprimere la sua bravura, la sua capacità ,e la sua professionalità…
non ho nessun titolo nessuna professionalità o specializzazione dovevo diplomarmi alla scuola d’arte
fare 5 anni di pittura invece mi sono fermato alla scuola secondaria..non so se dice cosi la terza media.
e dunque,non avendo la possibilità di proclamarmi all’altezza di potere giudicare con cultura e professionalità la giudico con il cuore e con la mia mente quella di un’artista lei e semplicemente favolosa, sublime ,unica!!!
25 Settembre 2009 alle 12:47
Carissimo Corrado,
ti ringrazio sinceramente per il tuo apprezzamento e sono felice che tu abbia trovato utile la mia risposta. Allora !…. potresti andare a un bel corso di pittura e incontrare amici e amiche con la tua stessa sensibilità artistica. Se ti dispiace non avere continuato a studiare, potresti frequentare i corsi a basso costo dell’Università della terza età (si chiama così ma ci vanno anche persone di 40 a 50 anni e credo che abbia sedi in tutto il territorio nazionale). Ci sono tante materie interessanti e spesso professori bravi.
Ti faccio i mie più sinceri auguri e ti ringrazio ancora per i bellissimi complimenti !
Un abbraccio. Susanna
25 Settembre 2009 alle 12:51
PS
Cara Nika… ho dimenticato due libri importantissimi ! “L’arte di amare” e “Avere o essere” di Erich Fromm. Due classici imperdibili.
Un abbraccio ancora e …..buona lettura !
Susanna
29 Settembre 2009 alle 23:20
Susanna,la tua bellezza fisica e’ pari alla tua bellezza interiore.Non basta essere dei bravi professionisti se in quello che facciamo non ci mettiamo l’”anima”!E la tua e’ cosi’ luminosa che accende la luce nel buio dei nostri cuori.
Un abbraccio affettuoso
Graziella
2 Ottobre 2009 alle 11:41
Carissima Graziella,
cerco sempre argomenti che possano realmente interessare le persone che leggono perché è una grande gioia per me avere un riscontro positivo da chi mi legge. Se ciò che scrivo può aiutare anche una sola persona mi sento già felice. A volte scrivere è un po’ faticoso per via delle tante cose da fare.
Ma un commento come il tuo ripaga ogni fatica e mi sprona a continuare. Non ho parole per ringraziarti !….
Un grande abbraccio affettuoso.
Susanna
3 Ottobre 2009 alle 17:48
buonasera carissima sig.ra susanna ciacci la disturbo di nuovo per fargli sapere che quelle paure di cui le parlavo il saluto e non si ricorda?..o l’impressione di quelli che mi sparlavano ma io continuavo a passargli accanto o salutare a chi non mi saluta per non passare come presuntuoso..ebbene lo risolto!!!! anche tramire qualcosa che lei mi ha detto e che mi ha illuminato..e cioè.quando mi ha detto : ma perchè gli continui a passare accanto evitali cambia strada cambia bar..ecco questo mi ha fatto riflettere..
e allora evito di passare accanto a quelle persone che non mi salutano o quegli ambienti dove ci sono brutte persone e allora o messo in atto come si suol dire che quello che mi da fastidio lo evito se ci sono persone che mi da fastidio solo la loro vista li evito cambio strada..
non so se faccio bene..ma da quando lo faccio sto meglio.
questo stratagemma lo anche copiato da un mio cugino che fà cosi evita i posti le strade gli ambienti e cosi evita anche quelle persone che possibilmente non ti salutano perche si sentono superiori a te o ti giudicano o ti reputano non all’altezza di loro o per il qualsiasi motivo ma che mi frega!! non sono questi i problemi.
la ringrazio di nuovo saluti.
3 Ottobre 2009 alle 17:56
salve sig.susanna!!
sono padre di una bambina di 10 anni che ho in affidamento congiunto.
sua mamma se ne frega fa di tutto come si suol dire..
in pratica non la vuole!
inutile rivolgermi ad assistenti sociali a mediazioni ad avvocati ecc…
il fatto e che io ho 50 anni sono un uomo solo!!!
e tenendola io significa annullare la mia vita!
nel frattempo sono stanco di fare capire a mia figlia che faccio il braccio di ferro con sua mamma perche anche io ho bisogno della mia liberta’
la bambina cosi’ si sente un peso ed io non voglio questo!!
ora essendo stanco di combattere vorrei tenermi mia figlia a costo di annullare la mia vita!!
secondo lei e una buona scelta? saluti.
5 Ottobre 2009 alle 12:09
Caro Francesco,
sono contenta di sapere che è più sereno. Nella vita sono già tante le situazioni difficili che siamo obbligati ad affrontare, evitiamo almeno quelle evitabili !
Nella sua vita dia spazio a tutto ciò che la fa sentire davvero bene e soddisfatto di se stesso. Sviluppi le sue capacità e le parti migliori del suo carattere con attività e compagnie in cui possa esprimerle. Dopodiché frequenti chi è in grado di apprezzarla e non si lasci avvilire da chi non lo fa. E’ impossibile piacere tutti a tutti. Per questo gli amici li scegliamo noi secondo affinità, interessi, stima reciproca, sensibilità…..
Auguri e un caro saluto.
5 Ottobre 2009 alle 13:13
Caro sig. Corrado,
la sua situazione è molto dolorosa e complessa. Dalle sue righe capisco la sua esasperazione , la responsabilità che sente di avere e la sua buona volontà di fare il meglio per sua figlia; allo stesso tempo immagino che la bambina si senta comunque un peso, perché entrambi di fatto la percepite così. La mamma non so per quali motivi e lei per la necessità di essere libero e per la paura di dover rinunciare alla sua vita.
Non conosco la sua vita, il suo lavoro, i suoi orari, le sue possibilità economiche, i servizi che offre il suo territorio …. e quindi le possibili soluzioni organizzative relative alla gestione di questa sua nuova eventuale “famiglia”. Sicuramente la sua bambina ha bisogno di maggiore stabilità e sicurezza, soprattutto di sentirsi più accettata e desiderata, almeno da uno dei due genitori. Valuti lei i sacrifici o le gioie che tale scelta le comporterà, i possibili compromessi rispetto alle sue personali esigenze di libertà, gli aggiustamenti e il tipo di organizzazione necessaria per ritagliarsi i suoi spazi. Valuti quanto della sua vità potrà essere condiviso con sua figlia, forse anche con gioia e divertimento inaspettati per entrambi. Consideri anche gli aspetti di gioia, intimità, scambio, arricchimento reciproco che una tale scelta potrebbe portarle. Dipende dal rapporto che lei vuole costruire con la bambina, da quanto vuole condividere con lei, dall’amore che ha per lei, dal reale desiderio e bisogno di starle accanto, da quanto la sofferenza di sua figlia (magari ora neanche tanto espressa ed evidente) diventa la sua stessa sofferenza.
Per un uomo solo è difficile fare una scelta del genere quando normalmente allevare un figlio è faticoso anche quando si è in due. Ma è anche una grande gioia!
E del resto quante madri sole e lavoratrici hanno cresciuto ben più di un figlio?! La scelta può farla solo lei, con il cuore. La vita è piena di sorprese e, se riusciamo a guardare un po’ più in là, ci possiamo scoprire pieni di risorse insospettate e tanto da offrire e condividere.
Le faccio i miei migliori auguri ma se proprio non riuscisse a risolvere le consiglio di rivolgersi a un esperto di mediazione familiare.
Un caro saluto.
Susanna
5 Gennaio 2010 alle 18:42
ciao Susanna scusami se ti do’ del tu,spero di non essere invadente.
io ho un problema non so se e’ inerente alla categoria paura,
da un po’ o conosciuto una donna di cui inizialmente sentivo di essere preso sentimentalmente a tal punto da credere di essermene innamorato dopo una ventina di giorni sono andato a casa sua siamo stati insieme e la passione ha fatto il suo gioco.
alla fine ogni qualvolta siamo insieme!! sia a casa sua che a casa mia non riesco a dormire e a prendere sonno senza alcun motivo. sento poi la necessita’ di fuggire e di allontanarmi da questa donna,e piano piano più passa il tempo e più mi accorgo che i miei sentimenti si sono raffreddati.
eppure o una forte attrazione fisica per lei e ogni volta ci facciamo prendere dalla passione..
ma non più di questo io dopo aver fatto all’amore anche più volte sento la necessita di andarmene e sia nel suo letto che nel mio non riesco a dormire!! cosa provo io per questa donna?? e solo sesso?? e paura? mi può’ fare capire per favore cosa mi sta succedendo?? anche perché sono arrivato al punto che al più presto devo capire se ne sono innamorato veramente ma anche se lo fossi sarebbe una tragedia non riuscire a dormire!! che cosa devo fare?
11 Gennaio 2010 alle 11:12
Buongiorno Susanna,
sarò telegrafica perchè vado in panico solo soffermarmi troppo a lungo sulle mie fobie.
Sostanzialmente da 8 anni, pochi mesi dopo aver avuto mio figlio, si è scatenata un’incontrollabile paura di morire, di conseguenza di tutte le malattie, in particolare il cancro, infarti, ictus…ciò mi limita molto, ci penso ossessivamente e solo sentire la parola “morte” mi scatena un’ansia terribile, vederla scritta, vedere epigrafi di miei coetanei.
Mi dica lei come agire perchè vivere in costante stato di panico mi sta logorando. Grazie
11 Gennaio 2010 alle 15:43
Salve Rosita!
Mi sorprende che questa paura incontrollabile collegata alla morte si sia scatenata in lei proprio subito dopo aver sperimentato così pienamente l’esperienza della Vita e del “dare la vita”. Una mia fantasia (se le sembra opportuno provi a rifletterci) è che tutta la sua paura sia collegata all’ansia eccessiva e irrazionale per il benessere di suo figlio, come se il suo timore di morire o stare male sia legato al timore irrazionale che il suo bambino possa rimanere privo dell’accudimento della madre. Un’altra fantasia mi suggerisce che lei non riesca ad accettare che la nuova Vita che lei ha partorito porti già in sè - come quella di ogni essere vivente - una fine. L’accettazione della finitezza umana è il grande tema con cui da sempre l’essere umano si confronta. Tutti dobbiamo venire a patti con questa realtà. Mi chiedo se in otto anni lei non abbia già chiesto aiuto e se sì, cosa non ha funzionato in questi tentativi?
Io le suggerisco di praticare con regolarità forme di meditazione e visualizzazione. Dedichi con continuità, magari appena sveglia, a metà giornata e prima di addormentarsi, qualche minuto a questa attività. Ad esemprio provi a immaginare con vividezza e tutta l’emozione che riesce a metterci, il suo cuore splendente di una luce risanatrice e benefica che si diffonde in tutto il suo corpo e poi oltre, che inondi tutta la terra e le sue creature e la metta in connessione con tutto l’universo. Dopo aver sperimentato questo sentimento di perfetta salute e gioia universale, ringrazi con amore e riconoscenza l’Energia ineffabile che sostiene la Vita sua, di suo figlio e di ogni essere vivente.
Escluda dalle sue giornate le brutte notizie dei telegiornali e dei giornali e si ritagli spazi per film e letture rasserenanti; magari anche qualche saggio (provi tra i libri di Vittorino Andreoli) che la aiuti a elaborare questa sua paura. Provi a vedere se nella sua zona esiste un gruppo ai autoaiuto su questo problema.
Se può provi a leggere i miei due ulimi articoli “A scuola di benessere”: potrebbe trovarvi consigli di attività giuste per lei.
Le auguro tutto il bene e la serenità possibili e la saluto con un caldo abbraccio. Le sarò grata se vorrà farmi sapere gli sviluppi.
Per qualunque comunicazione privata mi può scrivermi all’indirizzo : ben_essere@live.it
Susanna
11 Gennaio 2010 alle 16:14
Caro Corrado,
non mi disturba affatto darci del tu ! Credo che il tuo problema abbia a che fare con la paura ma questo non è importante. E’ importante che tu cerchi di capire cosa vuoi davvero. Non so quanti anni hai, da quali storie sentimentali esci, come ti piaccia immaginare la tua vita futura… con una compagna….con una famiglia…con dei figli….solo…. Se anche la tua storia attuale fosse solo di sesso non ci sarebbe niente di male, l’importante è che tu e lei ne siate consapevoli e al corrente. Ti sei chiesto COSA ti impedisce di dormire? quale è la sensazione che ti crea tanta ansia quando la notte restate nello stesso letto dopo aver fatto l’amore? Cosa provi per questa donna oltre a tanta attrazione fisica? quali sentimenti la sua immagine e il pensiero di lei suscitano in te a parte il desiderio fisico? cosa ti piacerebbe fare con lei oltre a tanto sesso? Quali affinità avete? Cosa ti affascina di lei? darti queste risposte può aiutarti a capire se la ami o no. Immagino (ma è solo una mia immaginazione) che il tuo sentimento per lei potrebbe essere inibito dalla paura di perdere la libertà; o forse, al di fuori del fatto sessuale, temi di perdere il controllo della situazione lasciandoti sopraffare da un sentimento tanto profondo? O forse non vuoi ammettere con te stesso che si tratta solo di sesso perché ti hanno insegnato che il sesso è sporco ? Quale emozione emerge quando nel sonno la senti vicina, tutta per te? Se potessi disegnare o dipingere quello che provi, cosa sarebbe? (puoi provare a farlo!) Quali caratteristiche ha il suo carattere e cosa e chi ti ricordano quelle caratteristiche? Se avessi la bacchetta magica e, come per incanto potessi trasformare la tua situazione con lei, cosa faresti succedere?
Ti auguro una profonda e fruttuosa riflessione.
Per qualunque comunicazione privata puoi scrivermi a: ben_essere@live.it
Un abbraccio.
Susanna
31 Gennaio 2010 alle 07:02
Come ho scritto altrove èè un pecccato che molta gente non frequenti siti intelligenti come il vostro.
Spero un giorno il vero benessere-saggezza-intelligenza sia di moda!
Il problema di molte persone che soffrono è perchè non si vogliono un sano bene, un altro che sono incostanti, poi c’è il non saper come fare risolvere i conflitti interiori (le parole e scritti non sono risolutivi, anche da danno un idealizzazione del come fare) bene chi lavora piu’ diretto sull’interiorità pratica!