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Pensiero positivo;seconda parte

Vincenzo Lupinacci

Vincenzo Lupinacci

Pensiero positivo, scopri perchè a volte non funziona. Ho parlato anche nell’articolo precedente del pensiero positivo, spiegando perchè in alcuni casi non funziona. C’è ancora molto da dire.
Vuoi proprio credere nella filosofia dell’asino che vola? Fai pure. D’altronde viviamo in un paese libero (per quanto complesso).
Hai idea di quanto impegno richiede l’applicazione di una nuova tecnica che funzioni? Il più grande sacrificio consiste nel credere in te stesso e nelle tue capacità innate. Quella  forza che fa battere il tuo cuore e le tue ciglia quando dormi, che regola la crescita delle unghie e dei capelli. Il regolare funzionamento dei polmoni quando non sai che devi respirare.

Tra  mille   cito una tecnica a caso; “The journey” (il viaggio) di Brandon Bays (edito ocean of  life, reperibile sul  giardino dei libri). La  Brandon racconta com’è riuscita a vincere un tumore delle dimensioni di una palla da basket che le era nato nell’utero.

Tramite il pensiero positivo e una tecnica di sua ideazione denominata “Viaggio emozionale,”la Brandon riesce ad attingere alla sua sorgente l’energia necessaria a innescare la guarigione che in sei settimane e mezza le restituisce un utero sano come quello di una ventenne. Di quest’esperienza ne fa un percorso di guarigione fruibile da tutti.

Vengo al punto, la signora in questione, all’epoca una collaboratrice d’Anthony Robbins.  Amica di Deepak Chopra e tanti altri, conduce una vita all’insegna del benessere, corpo mente, spirito. Segue una dieta particolare, vale a dire si nutre solo di vegetali crudi, non mangia carne, e derivati.  beve solo spremute e centrifugati. Medita diverse ore al giorno. Fa ritiri spirituali. Prega  spesso. Ovviamente non fuma e tantomeno beve alcolici.  Nonostante tutto si ammala.  Questo che significa?  Dopo tutti gli sforzi che facciamo, a volte certe  cose accadono lo stesso.

Quante volte, di fronte a un problema,ti sei strappato i capelli, rinnegando  quello in cui credi perché  tutto va storto? Spesso vero?

Invece guarda come ha reagito la signora di cui sopra, ha detto a se stessa:

Hei Brandon, qui il tuo corpo vuole dirti qualcosa, Una lezione che non hai appreso!

Roba da pazzi vero? Invece di dare ascolto alla dottoressa che le ha diagnosticato la malattia, dicendole di operarsi di corsa, lei decide di dedicare quattro settimane dei forse ultimi tempi che le restano da vivere per capire cose le vuole comunicare il suo corpo. Era il 92, ancora vive in perfetta salute e va per il mondo a insegnare la strada per il suo viaggio.

Con lei il pensiero positivo ha funzionato. Perché con lei ha funzionato?

Semplice, si è fatta artefice delle proprie scelte, senza delegare a nessun’altra persona il compito di decidere al posto suo. Ci ha creduto fino in fondo! Tenendo lontano da se tutte le persone negative che potevano indurla a dubitare delle sue scelte e credenze. Non aveva tempo infatti di cadere nello sconforto. Aveva un mese di tempo prima che la tanto temuta operazione diventasse inutile. Sapeva infatti in base alle sue credenze che togliendo il male, senza capire cosa aveva da comunicarle, poteva significare ritrovarselo dopo poco tempo in un posto diverso, o in tutto il corpo. Sempre in base al suo credo, capendo perché era nato quel male e risolvendo il conflitto che lo aveva generato il male stesso sarebbe scomparso.

Lo dice anche Gesù, se vuoi dichiarare guerra, informati prima sulle forze effettive del tuo nemico e poi agisci di conseguenza.

A volte capita, infatti, che noi si parte allo sbaraglio, permettiamo a cose che non conosciamo di entrare nella nostra vita e pretendiamo poi  di risolverle senza preparazione e quasi senza sforzo.
Guidiamo centurie e centurie di spietati  nemici nel nostro organismo come se nulla fosse. Riempiamo la casa di libri, video, corsi. Ma la volontà di dire: - Da dove comincio? Cosa c’è nella mia vita che impedisce il cambiamento?- non la riusciamo a trovare. Fuggiamo da un esperto  all’altro, continuando a delegare sempre le nostre responsabilità al primo che incontriamo per strada. Così il pensiero positivo non potrà mai funzionare.

Preparati, chiama i desideri amici a raccolta, fai barriera contro i tuoi nemici e tienili a distanza, guardali in faccia senza paura e di loro,  dici ad ognuno  loro: Io non sono te.

Chi sono i tuoi nemici?  Primi sono i pensieri opprimenti, quelli dettati dalla paura, violenza, incomprensione, abbandono. Senso  d’inadeguatezza. Dopo ci sono le scappatoie; il cibo, l’alcool, il fumo. La fretta di sfogarsi con qualcuno in cerca di commiserazione. Terzo. I consigli facili,  che ti inducono a lasciar correre o a rinunciare. I disturbi prima e le malattie poi,  sono  spesso le armi utilizzate dai tuoi nemici per richiamare l’attenzione su di se. Vogliono infatti essere scovati e tolti di mezzo. Questo perchè? Affichè un giorno uno non debba trovarsi allo stesso terribile bivio di dover scegliere fra un’operazione e una terapia alternativa.

Chiama i tuoi ricordi,  fatti dire quando, com’è cominciata. Vuoi  liberarti del fumo? Sicuramente avevi sui tredici anni, quando hai acceso la prima sigaretta.   Volevi sentirti più grande e farti notare da qualcuno e la sigaretta ti serviva per ostentare più sicurezza. Ora non ti serve più a niente, solo a farti vivere nel terrore di qualche malattia che è meglio non nominare. Quindi sai perché hai iniziato a fumare? Niente traumi, niente emozioni negative.  E’ quello che pensi tu!  Fu il senso d’insicurezza a farti accendere la prima sigaretta.  Vuoi negarlo? Sta a te dirlo con certezza. Non voglio inculcarti niente. Posso solo indicarti una via, darti uno spunto per iniziare il tuo cammino.

Indirizza al cielo una preghiera - O Dio dell’Universo ti prego, dammi la forza di realizzare in me quanto vado considerando.-

Siedi comodo e chiudi gli occhi. Rilassati qualche minuto. Poi ripensa alla tua prima sigaretta a come ti sentivi realizzato e felice, alle pacche sulle spalle dei tuoi amici.

Ora invece visualizza quanto segue:

Sei nei tuoi polmoni,  SEI I TUOI POLMONI. Li osservi attonito, sono tutti neri, bruciati.  Respiri e degli sbuffi di fumo fuoriescono dagli alveoli anneriti. Qui e lì gocce di nero catrame e nicotina lentamente scivolano verso il basso, cadendo al suolo. Alzi gli occhi verso l’alto; la trachea si muove, e vedi che gli anelli da cui è formata sanguinano, bruciacchiati dal fumo caldo che li attraversa. Pezzi di nera fuliggine ti cadono addosso ad ogni respiro. Ora senti pure l’odore insopportabile, di ceppo caldo, spento con l’acqua.

Ci sei? Li riesci a vedere i tuoi polmoni come sono ridotti?

Bene,  torna dal bimbo insicuro, prendilo per mano e portalo a vedere.  Chiedigli se vuole fumare ancora.

Inserisci  tu la risposta…

Nel frattempo che decidi se smettere oppure no, quando accendi una sigaretta, per senso di giustizia verso te stesso e chi ti sta intorno, fai la visualizzazione che ti ho suggerito,  potrebbe funzionare anche con te.

Senti quanto suona male? Smetto di fumare! Sa d’imposizione e noi sappiamo bene che le imposizioni non funzionano.

L’affermazione giusta è: << Io Vincenzo, ho smesso di fumare.>> tranquillo ma deciso.

Buone cose dal tuo carissimo, amicissimo Fluidoterapeuta di fiducia.

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  1. Danila scrive:

    Bellissimo il tuo articolo!
    Sono assolutamente d’accordo su tutta la linea.
    Il pensiero positivo utilizzato così come consigli tu mi ha aiutato in più di una occasione e ne ho avuto conferma anche ultimamente. Sono certa che noi abbiamo un forte potere innato di autoguarigione e sto approfondendo tutte le pratiche che confluiscono in quella direzione.
    Mi permetto di suggerire di elaborare affermazioni positive abolendo la parola “non”: sono ancora più potenti!
    Grazie per aver chiarito un concetto che viene deriso e ostacolato da molti!
    Un abbraccio,
    Danila

  2. Vincenzo Lupinacci Vincenzo Lupinacci scrive:

    grazie Danila per l’apprezzamento, e anche per il suggerimento che vado subito ad apportare. Spesso quando scrivo qualcosa finisce che quasi l’imparo a memoria, così diventa difficile notere gli errori. ho scritto questo articolo perchè grazie alla visualizzazione di cui sopra ho smesso di fumare tre anni or sono(fumavo tre pacchetti al giorno). ti invito a seguirmi, perchè sei di prezioso contributo.
    a presto risentirci.

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