• Perdonare per guarire
• Perdonare per lasciare andare
• Perdonare per essere liberi
• Perdonare per essere felici
• Perdonare per aprirsi alla vita
• Perdonare per fare entrare solo l’amore nella nostra esistenza
Talvolta durante la nostra esistenza continuiamo a farci carico di antiche ferite causate da sensazioni di sofferenza e da rancori provati, vecchi o recenti che vengono perpetuati nei confronti di qualcuno qualche volta anche vicino a noi e alla nostra esistenza. In questo modo l’anima (che è la nostra parte energetica, quindi il nostro magnete) viene appesantita dal vissuto che interpretiamo come negativo e dal blocco della sensazione.
Fino a quando non risolviamo le ferite dell’ anima esse rimangono aperte continuando a nutrire sentimenti negativi di rabbia e frustrazione dannose per la nostra esistenza attuale e per il nostro benessere psico-fisico.
Spesso avviene che la reale causa della ferita è celata nel profondo del nostro inconscio e quindi noi non la vediamo.
In questo modo tendiamo a dare la colpa agli altri di ciò che non va anziché guardarci dentro e sanare gli antichi dolori semplicemente lasciandoli andare.
Sono molte le persone che rimangono prigioniere del passato non risolto.
Per essere liberi è importante iniziare a guarire la nostra vita risolvendo gli antichi rancori che ancora ci tengono inconsapevolmente intrappolati a quelle situazioni, talvolta ripetendole e quindi richiamandole alla nostra esistenza. Come un magnete.
Il primo passo per liberarci dal passato è prendere consapevolezza delle ferite e sanarle dentro di noi, lasciandole andare senza più preoccuparcene.
In questo modo possiamo vivere liberi e responsabilmente la nostra esistenza.
Dobbiamo innanzitutto comprendere quale insegnamento abbiamo tratto dalle esperienze di sofferenza.
In cosa le esperienze “forti” volevano “rafforzarci”? Perché la nostra anima le ha attratte, le ha cercate inconsciamente?
Dobbiamo ringraziare coloro che ci hanno offerto l’opportunità di crescere ed ora possiamo lasciarli andare, perdonarli.
Mantenendo il rancore verso qualcuno restiamo legati e ad ancorati a queste sofferenze, richiamandole ed impedendoci di essere LIBERI!
Questo atteggiamento ci impedisce di vivere un esistenza serena anche se spesso non ne siamo consapevoli. Dobbiamo imparare a perdonare coloro che pensiamo ci abbiano causato sofferenza, sembra strano o difficile, ma è l’unica medicina che può curare la nostra esistenza e renderci liberi e felici. E soprattutto è importante ricordarci che la persona per la quale proviamo rancore non ha colpa, la sofferenza è nostra e siamo solo noi abbiamo provato quell’emozione, ad averla interpretata come tale, noi l’abbiamo attratta e la persona o le persone che a noi sembrano avere provocata la sofferenza erano soltanto un mezzo senza reali colpe personali.
Non esistono reali colpe ma solo interpretazioni della realtà a seconda della propria mappa mentale e della propria visione. Carnefici e vittime si fondono in un unico richiamo energetico e si scambiano i ruoli fino a quando non sono realmente liberi. Il rimedio è il perdono che porta amore e serenità. Dobbiamo imparare a sostituire l’odio con l’amore, sempre, e la guerra con la pace, non esiste intervento migliore per sanare le ferite dell’anima.
Dobbiamo innanzitutto perdonare noi stessi.
Viviamo in una società ed in una cultura in cui il senso di colpa per ogni caduta o disagio è la prima cosa che ci viene inculcata da piccoli. Purtroppo tormentarsi non serve e ad ogni decisione che abbiamo preso nell’arco della nostra vita esiste una motivazione ed un insegnamento da trarre e al quale dobbiamo essere grati.
Il senso di colpa abbassa la nostra autostima e l’amore per se stessi. Non lasciamoci ingannare!
Un vecchio proverbio citava cosi: “Se c’è rimedio perché ti arrabbi? E se non c’è rimedio perché ti arrabbi?”
Possiamo sempre rimediare a delle scelte che riteniamo inadeguate e cambiare il nostro percorso per percorrrere la strada della libertà emozionale e del miglioramento.
Le esperienze passate negative dobbiamo solo lasciarle andare e lasciare che si sciolgano come neve al sole. Per sempre!
Non permettiamo che le nostre stesse emozioni ci possano trarre in inganno abbassando la nostra energia, MAI! Non preoccupiamoci delle emozioni altrui, di ciò che gli altri pensano di noi, di come gli altri vorrebbero che fossimo e dei loro comportamenti a riguardo.
Lasciamo andare e andiamo verso l’ indipendenza emozionale, la libertà di scegliere la nostra vita, cosi come noi la desideriamo!
E SOLO NOI! In prima persona!
Dobbiamo liberarci dalla trappola del senso di colpa e non formulare critiche o giudizi né nei nostri confronti né nei confronti di altre persone.
Evitiamo di giudicare gli altri per le loro azioni, qualcosa in loro li ha mossi in una certa direzione, comprendiamoli, diamogli amore e pace.
I rancori rimangono dentro di noi disturbandoci, influenzando negativamente le nostre scelte e la nostra vita attuale, bloccandola proprio dove noi non vorremmo che fosse. Ed ecco che in questo modo si attrae ciò che non si vuole. Il senso di colpa ci carica di dubbi.
Liberiamoci di questi fardelli negativi che non fanno che appesantire la nostra esistenza come una zavorra che non fa decollare la nostra anima, la nostra energia e quindi tutta la nostra vita.
Iniziamo a visualizzare la parola PERDONO e la parola AMORE ed a inviarla a noi stessi per primi e a tutte quelle persone che pensiamo possano avere contrbuito alla sofferenza e alla non comprensione.
Liberiamo loro ma soprattutto liberiamo noi stessi da quel peso che ci portiamo appresso e che rende faticoso il cammino.
Rendiamo la nostra anima più leggera, la nostra vita più leggera, rendiamoci liberi e lasciamo andare ciò che non ci serve più, che è diventato inutile per la nostra crescita e per il nostro miglioramento.
Con le mani sul plesso solare, una mano sullo stomaco ed una mano sotto, sulla pancia, facciamo 3 respiri profondi e poi recitiamo il seguente mantra:
Io, “nome” merito amore…
Io, “nome” mi amo completamente…
Io, “nome” mi accetto così come sono…
Io, “nome” merito di essere libero/a…
Io, “nome” mi perdono di tutto e sono felice…
Lo stesso mantra lo possiamo recitare sostituendo l’ “Io” con il “Tu” e quindi sostituendo il nostro nome col nome dell’altra persona.
E’ un ottimo esercizio per imparare a perdonare e che porta noi quindi la nostra anima ad essere libera dal peso dei rancori, leggera, libera di proseguire il cammino della serenità e della realizzazione personale.
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18 Settembre 2009 alle 01:51
Grazie!
Avevo davvero bisogno di questo tuo articolo, stanotte.
Un abbraccio
18 Settembre 2009 alle 20:50
Cara Cri,
grazie a te.
Mi fa piacere che la lettura di questo articolo ti sia stato utile.
Un abbraccio!
26 Settembre 2009 alle 19:20
E’ incredibile. Proprio qualche giorno fa, la mia insegnante di yoga, che reputo una persona fantastica, mi suggerisce che c’è qualcosa in me che probabilmente mi lavora dentro e io non me ne rendo conto. Stamattina ho avuto una sorta di “illuminazione”, mi sono reso conto che quel qualcosa è legato a quello che ho vissuto con mia mamma, l’ho sempre vista come una persona soffocante, quando ero più piccolo la vedevo come una persona che non lasciava agli altri i propri spazi, quando arrivava a casa dal lavoro dicevo sempre: “E’ arrivata l’intelligenza! Adesso si finisce di stare tranquilli!”.
Poi, quando ero più grande, non potevo leggere la sera a letto perché ad una certa cora dovevo chiudere la luce, poi ce l’aveva con me perchè, secondo lei, non facevo niente in casa.
Appena ho iniziato a leggere l’articolo, mi sono venute le lacrime. Poi, ho provato a fare l’esercizio, e quando l’ho fatto nella seconda parte, mettendo al posto dio io mia mamma, sono scoppiato a piangere, e ancora adesso lacrimo.
Fa bene ogni tanto sfogarsi, lasciarsi andare, ora ho capito chi è veramente mia mamma, non la persona che io ho sempre conosciuto, ma una persona bisognosa di affetto, con i suoi problemi. D’ora in poi, penso proprio che vedrò mia mamma in modo diverso. Grazie di cuore!
30 Settembre 2009 alle 17:15
Caro Antonino, è bellissima la storia che racconti.
Il tuo non è un caso isolato, anzi, è molto tipico nelle mamme della generazione precedente alla nostra il bisogno di essere da guida, di proteggere talvolta in modo eccessivo, in un certo senso di controllare. Loro hanno imparato cosi. Non sanno di soffocare ma pensano che ciò che fanno sia giusto, nessuno ha mai detto loro il contrario e se glielo dicono le persone interessate vengono viste come ribelli che vogliono uscire dai loro schemi. Non preoccupartene, non dobbiamo lottare per far valere i nostri punti di vista. Non serve. Accettiamo invece i diversi punti di vista e quando tu accetti tua madre cosi com’è e accetti te stesso e sei orgoglioso di essere come sei, Antonino tu hai vinto. Hai vinto con te stesso ovviamente che è la cosa più importante per te. Non esistono confronti ma solo diverse esperienze e diversi universi. Quando arriva la consapevolezza può succedere di sfogarsi in pianti liberatori, è bellissimo. Complimenti Antonino.
Grazie anche a te per avere condiviso la tua bella esperienza.
30 Ottobre 2009 alle 17:11
ho appena letto il tuo articolo, non l’ho ancora sperimentato,penso che lo farò ti scrivo per dirti che condivido pienamente tutto e penso che il rancore sia alla base di ogni mio malessere il fatto è che non riesco a vedere cosi semplice il perdono.Sono una persona molto passionale, in tutto cio che faccio ci metto l’anima anche negli errori, sono molto severa con me stessa e con gli altri colpa di un adolescenza vissuta male.Oggi mi ritrovo a vivere situazioni gia vissute in passato ma provocatemi da altre persone che penso di odiare attualmente visto che per l’ennesima volta i miei sentimenti sono stati calpestati e delusi! Attacchi di panico, ansia, insomma non mi ricomosco più, io che ero la persona più solare del mondo ora vivo nel buio del rancore.Ne uscirò e tu cara amica mi darei una mano ,leggerò in continuazione tutto cio che scrivi fino a quando lo specchio non mi ridarà l’immagine di me! In anticipo grazie!
30 Ottobre 2009 alle 18:54
Cara Nunzia,
ti ringrazio per le belle parole.
Il perdono parte innanzitutto dalla consapevolezza del fatto che non esistono reali colpe cosi come le vediamo noi ma semplicemente diversi punti di vista, diversi modi di vedere e di sentire le cose, diverse convinzioni, diverse mappe del mondo. L’”errore” che facciamo è volere che gli altri la pensino come noi e vedano le cose come noi e quando questo non avviene ci sentiamo feriti, od offesi (non intendo tu ma le persone di cui parli) e quindi aumentiamo il distacco perchè feriti nell’orgoglio ci sentiamo incompresi.
Fino a quando non accettiamo l’altro cosi come è e vorremmo che fosse come noi non facciamo che gettare benzina sul fuoco.
IMPARIAMO AD ACCETTARE LE DIFFERENZE che esistono fra noi, i diversi punti di vista, i diversi modi di vedere le cose. Le nostre differenze sono la nostra vera bellezza.
AMIAMOCI CON LE NOSTRE DIVERSITA’ proprio perchè sono le diversità che ci aiutano a crescere.
Parli di un’adolescenza sofferta dando a questi episodi le colpe di ciò che definisci “troppa severità” da parte tua.
Prova ad iniziare a dare amore a quella bambina che ha sofferto senza incolpare chi ti ha fatto soffrire ma considerando il fatto che le persone che ti circondavano o forse i tuoi genitori, magari anche sbagliando hanno solo cercato di fare ciò che secondo loro era il meglio (per loro) in quel momento. Anche se hai sofferto nessuno lo ha fatto volutamente per farti soffrire. I loro comportamenti riguardavano le loro convinzioni che erano solo diverse dalle convinzioni che hai tu oggi. Fai pace con la tua infanzia, perdona chi ti ha fatto soffrire partendo dal presupposto che queste persone non hanno colpe reali. L’accettazione è un atto d’amore soprattutto nei confronti di te stessa perchè ti porta ad andare avanti, a crescere nel tuo cammino. Le situazioni che si ripetono nella tua vita, dici che sono provocate da altre persone, prova invece a chiederti: “Perchè ritornano queste situazioni sempre simili?”.
Forse gli altri ti riportano a galla qualcosa che solo tu puoi risolvere per evitare che queste situazioni si ripetano. Forse è proprio dovuto a quell’infanzia con la quale hai bisogno di fare pace, agli episodi dolorosi da sdrammatizzare e ai quali devi mandare tanto amore per sentirti libera e felice.
Tu puoi sbloccare le situazioni recidive, tu puoi sciogliere i nodi.
Lavora sulla tua meritevolezza, mandati amore con la consapevolezza di meritarlo. Ti consiglio di leggere l’ultimo articolo che ho scritto riguardante “lo specchio”, credo che possa riguardarti da vicino. Quando non darai più la colpa agli altri riuscirai a lasciare andare ogni rancore e finalmente darai libera.
E anche il panico e l’ansia se ne vanno! Mi fa molto piacere leggere la tua volontà ad uscirne.
Questo tuo desiderio è già un grande passo avanti.
Certo che ne uscirai, forse non te ne sei accorta ma lo stai già facendo.
Il fatto stesso di averlo dichiarato qui sopra dimostra la tua volontà di farcela.
Ti stai già incamminando verso la giusta direzione e questo ti porta verso la tua libertà interiore.
2 Novembre 2009 alle 15:15
Come prima cosa ti saluto e ti ringrazio in anticipo.Sono Nunzia, ti ho gia scritto e te gentilmente mi hai risposto,spero di non infastidirti ma ho bisogno di spere cosa ne pensi delle vertigini e dei sensi di vuoto accompagnati dalla sensazione di non gestire il proprio corpo. Attendo impaziente una tua risposta, se puoi fammi sapere anche se è la prima volta che leggi o senti di questi disturbi insonna fammi sapere se al mondo sono l’unica a sentirmi cosi strana.GRAZIEEEEEEEEEEEEEEE
2 Novembre 2009 alle 18:23
Cara Nunzia, non preoccuparti.
Non sei l’unica al mondo a provare le sensazioni di cui parli (sai quanti ce ne sono?) e non sei affatto strana, quindi puoi iniziare a tirare un bel respiro di sollievo! :-))
Le vertigini ed il senso di vuoto a livello emozionale ed energetico corrispondono nel “non” ascoltare a fondo le tue esigenze personali. Forse hai trascorso una vita seguendo una rotta imposta o auto-imposta ed ora vorresti cambiare qualcosa ma ti senti disorientata. Il non appagamento dei tuoi desideri si fa “sentire” attraverso il “vuoto” che tu provi intorno a te. Forse talvolta ti spaventa il giudizio degli altri magari anche a livello inconsapevole. Il messaggio da apprendere attraveso queste sensazioni fisiche è: ascoltati di più, impara a sentire le tue reali esigenze personali. Usa le tue emozioni come un “termometro”: quando un’attività ti da gioia e ti carica sai che è la tua strada, quando senti che un’azione è solo un dovere imposto (anche dalla tua stessa mente) e senti che ti pesa farlo, fermati un attimo e chiediti se questo è giusto per te, se è ciò che vuoi veramente.
Per quanto riguarda l’insonnia, in genere è collegata all’ansia. I disturbi che hai di giorno possono essere collegati all’insonnia in quanto non dormendo bene durante la notte, poi sei più stanca e scarica di energia durante il giorno. Viceversa se durante il giorno ti senti stanca ti riesce difficile dormire bene la notte.
In questo caso una adeguata attività fisica ti può essere utilissima.
Prova a fare delle passeggiate di buon passo durante il giorno accompagante da delle profonde respirazioni. Puoi iniziare con 20 minuti o mezz’ora per arrivare ad una bella camminata di un ora dopo qualche settimana.
Sono sicura che può giovare moltissimo cara Nunzia.
Un abbraccio!