I movimenti oculari in PNL rappresentano degli indicatori di processi cognitivi e rappresentano una delle risorse più preziose della PNL.

Secondo la PNL, i movimenti oculari inconsci indicano specifici sistemi di rappresentazione mentale. La prima teorizzazione di questa pratica appartiene allo psicologo americano William James che nel 1890 scrive:

Mi sono reso conto che quando penso e tento di ricordare o riflettere, non riesco a controllare i movimenti dei miei bulbi oculari. Non riesco a pensare, visualizzare e formulare esempi, senza sentire pressioni, convergenze e divergenze nel movimento dei miei occhi.

In PNL, i movimenti oculari spontanei sono collegati ai diversi emisferi del cervello umano.

Gli individui destrorsi tendono a spostare testa e occhi verso destra quando utilizzano l’emisfero sinistro (dedicato alla logica) e a spostare invece testa e occhi a sinistra quando svolgono attività tipiche dell’emisfero destro (orientato alla creatività). Per i soggetti mancini vale l’esatto contrario.

I movimenti oculari in PNL: capire davvero chi ci sta parlandoA seguito di numerosi test di osservazione (sperimentabili anche oggi in ogni momento della nostra vita) si è concluso che gli occhi in alto a sinistra visualizzano una immagine ricordata mentre lo sguardo tendente in alto a destra riconduce ad un’immagine costruita ed inventata.

Se gli occhi guardano verso il lato sinistro attiviamo un processo uditivo in cui si ricorda un suono, una parola: se i bulbi ruotano di lato a destra stiamo pensando a parole o suoni di fantasia, filastrocche o a parole pronunciate con un’altra tonalità.

Quando lo sguardo si rivolge in basso a sinistra, il soggetto sta avendo un dialogo interiore con se stesso; se il soggetto guarda in basso a destra sta pensando a delle sensazioni tattili esterne o interne.

Questo schema di posizioni sembra essere ricorrente per tutti i destrorsi (eccetto i mancini e gli ambidestri per cui si realizza solitamente lo schema contrario di uno o più processi).

 

Per approfondire le relazioni tra i pensieri e i movimenti oculari della PNL è sufficiente osservare un soggetto mentre gli vengono poste alcune domande di prova, ed è proprio in queste situazione che si manifesta l’utilità della Pnl.

Per stimolare un processo visivo ricordato si può domandare il colore della prima automobile guidata, il nome della prima persona incontrata nella giornata, l’ultima occasione in cui si ha guardato un cartone animato.

Per indurre un processo visivo costruito si può chiedere di immaginare la testa di un animale sul corpo di un altro, oppure una persona che abbia gli occhi di un attore famoso, le vibrisse di un gatto, le orecchie di un ippopotamo e la bocca di una showgirl.

Se si vogliono studiare i movimenti oculari in PNL a livello di processo uditivo ricordato, si può chiedere al soggetto di pensare alla propria canzone preferita, ad un suono ben preciso (un applauso, le campane, il proprio campanello di casa).

Per verificare gli effetti di un pensiero uditivo costruito, si chiede di immaginare un suono che si trasforma in un altro (il rumore di una automobile che diventa il gorgoglio di un piccolo ruscello) oppure una sovrapposizione di suoni (la melodia di un sassofono dentro cui si percepisce la voce di una persona cara).

Se si intende riprodurre un processo uditivo digitale (quindi il dialogo interiore) si chiede al soggetto di pensare alle cose che più spesso si dice quando parla a se stesso. Volendo rievocare una sensazione tattile (processo cinestesico ricordato), si può domandare l’ultima volta in cui ci si è bagnati in spiaggia, o le sensazioni nel toccare la neve o il pane caldo.

Per suscitare una sensazione interiore (non tattile) si domanda ad esempio, l’ultima volta in cui ci si è sentiti davvero soddisfatti o impazienti.Comprendere meglio i nostri interlocutori con la Pnl

Infine, per evocare una sensazione tattile di fantasia (processo cinestesico costruito) si domanda di immaginare la sensazione di due dita incollate che si trasforma nella percezione di granelli di sabbia che scivolano via tra le stesse dita.

Se l’intenzione è verificare invece una sensazione viscerale interna di fantasia, si chiede di immaginare un senso di noia e di trasformarlo nella percezione di chi si sente stupido per essersi annoiato.

Tutte queste immagini indotte servono ad individuare i movimenti oculari della PNL in corrispondenza dei processi mentali ma è necessario fare attenzione a ciò che le persone stanno visualizzando davvero in quel momento nel loro cervello per interpretare correttamente le rotazioni degli occhi.

Può accadere, infatti, che un soggetto ricordi la sua canzone preferita attraverso la copertina del disco oppure attraverso le sensazioni che questa musica suscita: è importante quindi che il soggetto spieghi tutti i passaggi compiuti per arrivare alla conclusione.

I movimenti oculari in PNL offrono la possibilità di comprendere se una persona stia con buona probabilità mentendo o raccontando il vero. Se stiamo ascoltando l’esperienza di un testimone (destrorso), i suoi occhi si volgeranno alla sua sinistra. Se guarda a destra non si deve necessariamente concludere che stia mentendo: potrebbe semplicemente non essere sicuro della sua ricostruzione.

I movimenti degli occhi sono utilizzati in PNL per determinare gli schemi attraverso cui un soggetto pensa e decide: dato che molti processi mentali sono inconsci, i movimenti oculari spontanei possono fornire molte informazioni nella comprensione dei modelli utilizzati per scegliere, memorizzare, imparare e via dicendo.

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