Traggo spunto da un post di Italo Pentimalli, I conti tornano,  che tanta eco avuto ed ha creato una discussione molto accesa.
Il tema è la crisi e le sue regole. Cosa cambia con questa crisi, cosa cambiare? Quali regole rispettare le vecchie e le
nuove?

Tratto il tema della crisi da parecchio e sono molto stimolato dai dibattiti che si creano intorno ad un tema così sentito.
Il titolo del mio post trae spunto dal titolo di un libro bellissimo di Neal Donald Walsh.
Walsh è un interprete secondo mestraordinario di questa crisi. Egli sostiene che dobbiamo essere noi per primi a cambiare prima
che sia il cambiamento esterno a travolgerci e trovarci impreparati.
Ed è vero quello che scrive Italo che le regole vanno cambiate. Io sostengo che le prime regole a dover essere cambiate siano
quelle interiori.

La crisi può trovare uno sbocco soltanto cominciando da noi stessi e dalla nostra interiorità. Pensaci bene: chi o cosa ha prodotto
questa crisi di sistema? Chi è il protagonista di questa crisi?
Rispondo: l’essere umano.
Sono le nostre coscienze che producono ed hanno prodotto le crisi che ci stanno attraversando. I nostri vecchi schemi di pensiero.
Ed è da qui che occorre ripartire, da noi stessi, dalla nostra coscienza e dagli schemi mentali che ci attraversano.

 

E’ nostro dovere assumerci la responsabilità di un cambiamento interiore consapevole. I vecchi schemi mentali e di pensiero che hanno prodotto la realtà esterna così come la abbiamo conosciuta non tengono più. La crisi di cui tanto si parla e che i media ci presentano a modo loro è una crisi spirituale dell’essere umano che ci sta traghettando verso una nuova era. E’ un cambiamento naturale e fisiologico.
L’essere umano ha la forza e le potenzialità per uscirne migliorato, cresciuto.

I media ci raccontano gli aspetti superficiali di questa crisi, ci fanno vedere gli effetti marginali. Ma non ci possono raccontare in profondità quello che sta accadendo. I media fanno una cronaca stringata di tutte le soluzioni governative volte ad arginare questa mastodontica crisi: ed io sorrido. Non si vuole comprendere e si intende chiudere al più presto questa pratica dolorosa. E’ come quando noi soffriamo emotivamente e non ci chiediamo cosa stia accadendo e tiriamo avanti così come abbiamo sempre fatto.

Si sta mettendo la polvere sotto il tappeto per non pensare.

Si sta chiudendo un’epoca all’insegna dell’ego che ha dominato incontrastato l’esistenze collettive. Un’epoca in cui ci è stato insegnato che gli esseri umani sono fatti per dominarsi a vicenda a causa del profitto vergognoso. In cui ciascuno sopravvive se più forte, un’epoca in cui ogni essere umano si è sentito scollegato da tutti e da tutto. L’epoca dell’antagonismo, dell’accaparramento a tutti i costi, del servilismo.
Un’epoca di conformismo insensato in cui ciascuno si è omologatop al sentire e fare collettivo, pena l’esclusione sociale.
Le emozioni, l’empatia, l’amore, la compassione mandate in soffitta per secoli. Una foga collettiva a consumare con la finalità del consumo stesso. Un chiudere gli occhi di fronte agli enormi problemi di popolazioni che non hanno di che vivere. Le guerre, gli stermini, le tragedie.

Si sta per chiudere un capitolo della storia umana che ha prodotto progresso ma sulla pelle della felicità della popolazione.

Ieri assistevo ad un documentario in  cui si faceva vedere una tribù dispersa nel cuore dell’Etiopia. Queste persone non avevano nulla se non capanne di fangoeppure erano felici. I loro sorrisi erano differenti dai nostri. Erano sorrisi veri, dal cuore, dall’anima.
Chiediti sinceramente: questo possesso, la tecnologia hanno prodotto in te vera felicità? Qui probabilmente c’è la risposta del perchè
questo ciclo si stia chiudendo.

L’essere umano si è perso nell’inseguire un mondo falso, di cartapesta, un mondo creato artificialmente.

Occorre quindi invertire il processo e recuperare quello che c’è di più vero in noi. Cominciamo a cercarci attraverso il notro cuore e recuperiamo il nostro rapporto con Dio e con la natura. Usiamo l’amore per risanarci. Sentiamoci vicini gli uni agli altri, cooperiamo. Non sentiamociminacciati nei nostri possessi e nella nostra individualità Pensiamo a dare piuttosto che a ricevere.
Il processo di rinascita inizia da noi stessi, cominciamo oggi stesso.

Con il cuore
Luigi Miano

6 Commenti

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  • luigi miano

    @Paolo io generalmente sono molto ottimista sui risvolti della crisi. A volte meno. Credo che l’atteggiamento giusto sia quello innanzitutto di pensare alla nostra evoluzione così facendo avremo molto più potere per influenzare (non manipolare) l’ambiente. Grazie del tuo commento

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  • luigi miano

    @Adriano grazie bellissima citazione del Maestro

    @Ori si mi puoi scrivere su info@luigimiano.com se vuoi sentirmi telefonicamente ti do il mio numero cell. privatamente via mail

    @rosella ci sono voluti un pò di secoli di lezioni..grazie

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  • paolo

    Ciao Luigi, adoro Neal Donald Walsh e sono d’accordo che la crisi economica (e non solo) che stiamo affrontando sia innanzituto il riflesso, esterno, delle nostre coscienze “malate” da un materialismo quasi fine a se stesso e assurto a aurtorealizazione. Avere prima di essere è l’obbiettivo anche se secondo me non puoi avere niente se non sei…. Sullo conclusioni, non so….deve passare ancora molta acqua sotto i ponti. Non vedo tutta questa consapevolezza. Anzi vedo sempre più gente inc* perchè non può cambiare la macchina o comprare l’i-phone. Oppure vedo spesso sul lavoro gli aggressivi competitivi e prepotento (nel mito di essere tutti degli alfa) prevaricare perchè nelle difficoltà ci sguazano. Forse “a da passa a nuttata”

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  • rosella

    o meglio quando noi cambiamo anche il nostro ambiente cambia. visto che il nostro ambiente di oggi è il risultato del nostro modo di pensare, agire, vivere.
    Lo ha detto già più di 2500 anni fa il Budda Shakyamuni. Finalmente dopo tanto ci stiamo arrivando anche noi.

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  • ori

    sei contattabile?

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  • adriano tolomio

    Tutto ciò che noi possediamo, ci possiede; tutto ciò che ignoriamo, agisce a nostra insaputa.
    Occorre trovare un modo di vivere differente, che dipende da noi e non dai modelli che ci impongono gli altri, per-
    chè non ci sono + leader, nè guru, nè maestri.
    Noi stessi siamo l’insegnante e l’allievo,noi siamo il leader, noi siamo tutto! E capire significa trasformare quello che è. (cit. Jiddu Krishnamurti)

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