Soldi, auto di lusso, case in montagna, ville sul mare, lavoro soddisfacente e soprattutto gratificante! Il sogno di chiunque immagino… ma non esattamente il mio e di tutte quelle persone che sanno godere di ciò hanno perché un bel giorno hanno smesso di lamentarsi.

Il denaro, questo speciale mezzo di scambio che la società moderna ritiene indispensabile per fare, comprare, possedere qualsiasi cosa… sembra non bastare mai.

Pensa che le persone che si lamentano di più in questo settore sono proprio quelle più ricche! Sembra impossibile invece è così, hanno già tutto ma vorrebbero avere ancora di più, vogliono continuare ad arricchirsi e perché? Per il semplice gusto del denaro.

Ricordo le isalaranti storie di Zio Paperone, celebre personaggio della Disney che si tuffava in una stanza piena di monete d’oro… te lo ricordi?

Credi sia questa la vera felicità, il motivo che farebbe cessare ogni sorta di lamentela? Certo che i soldi e gli averi ci possono aiutare… ma fino a che punto se non sappiamo mai accontentarci di quello che già abbiamo?

La mentalità dell’uomo moderno è troppo proiettata al “domani”, nasciamo già con la convinzione che la nostra vita sarà migliore in futuro, soprattutto dal punto di vista economico.

Ricordo quando da bambino aspettavo di diventare grande per avere la mancetta, quando da ragazzino non vedevo l’ora arrivasse il fine settimana per ricevere 20 mila lire (e subito spenderli), poi ero in trepidante attesa per la maggiore età (per avere l’automobile), in seguito trovare un lavoro per avere “il mio stipendio”, infine sposarmi per viveve indipendente… ma il bello doveva ancora venire!

Dopo il matrimonio (o la convivenza) oppure dopo il classico “vado a vivere da solo”, solitamente la frustrazione continua, anzi aumenta, vero? La gente mediamente fa massimo un paio di figli perché crede di non riuscire a mantenerli: ma se fino a 50 anni fa (e ancor oggi in molti Paesi meno benestanti dell’Italia) in ogni casa vivevano 8-10 persone, nonni compresi; spesso lo stipendio veniva solo dal capofamiglia!

Siamo nell’era del “voglio di più e non mi basta mai” (come ho già scritto in un altro articolo) o vogliamo iniziare ad accontentarci, o meglio godere di ciò che già abbiamo? Festeggiamo i piccoli traguardi, non occorre cancellare i sogni di una vita migliore ma possiamo intanto apprezzare ed accettare ciò che la realtà ci presenta, di giorno in giorno, passo dopo passo.

Le lamentele legate al “non mi basta mai” se non proviamo a fermarle sono una ruota che gira fino al passare a miglior vita: non sarà per questo che la chiamano così!

Non intendo polemizzare è lontano dal mio stile, voglio solo riportare ciò che spesso sento in giro: “vorrei guadagnare di più”, “quando prendo la tredicesima mi comprerò questo e quello”,” quando mi daranno l’aumento di stipendio potrò permettermi l’auto nuova”, “quando metteremo in parte tot. soldi andremo in vacanza o cambieremo casa“, ecc. ecc.

Ma se invece cominciassimo a godere di una vita piena, felice, nel presente, non sarebbe questa la miglior vita?

Tutti hanno delle difficoltà, chi più chi meno, certo quelli ricchi e famosi partono avvantaggiati ma come ti ho già detto spesso sono proprio loro i primi a non accontentarsi, a non averne mai abbastanza.

Non mi stancherò mai di pensare, quando tocco questo delicato argomento, alle persone veramente povere, in uno stato di miseria al limite della dignità umana. Parlo dei Paesi del terzo mondo che non hanno l’acqua in casa, quelli che devono procurarsi il cibo e a malapena hanno un tetto sotto cui vivere, parlo di quei bambini che nascono già con l’idea di doversi accontentare di ciò che hanno nel presente e che, nonostante le loro condizioni, ti guardano e sorridono, esprimono gioia e gratitudine anche per un piccolo gesto d’attenzione nei loro confronti.

Come scrive Alfred Souza in un bellissimo racconto:

Per tanto tempo ho avuto la sensazione che la vita sarebbe presto cominciata, la vera vita! Ma c’erano sempre ostacoli da superare, strada facendo qualcosa di irrisolto, un affare che richiedeva ancora tempo, dei debiti che non erano stati ancora regolati, in seguito la vita sarebbe cominciata. Finalmente ho capito che questi ostacoli erano la mia vita. Questo modo di percepire le cose mi ha aiutato a capire che non c’è un mezzo per essere felici, ma che la felicità è un mezzo.

Di conseguenza, gustate ogni istante della vostra vita, e gustatelo ancora di più perché lo potete dividere con una persona cara, una persona molto cara per passare insieme dei momenti preziosi della vita, e ricordatevi che il tempo non aspetta nessuno. E allora smettete di pensare di finire la scuola, di tornare a scuola, di perdere 5 chili, di prendere 5 chili, di avere dei figli, di vederli andare via di casa. Smettete di aspettare di cominciare a lavorare, di andare in pensione, di sposarvi, di divorziare.

Smettete di aspettare il venerdì sera, la domenica mattina, di avere una nuova macchina o una casa nuova. Smettete di aspettare la primavera, l’estate, l’autunno o l’inverno. Smettete di aspettare di lasciare questa vita, di rinascere nuovamente, e decidete che non c’è momento migliore per essere felici che il momento presente. La felicità e le gioie della vita non sono delle mete, ma un viaggio. Lavorate come se non aveste bisogno di soldi.

ESERCIZIO FINALE per smettere di lamentarti:

Rispondi a queste 3 (semplici?) domande:

  1. Quali sono le 3 persone più ricche al mondo?
  2. Quali sono gli ultimi 4 vincitori del premio Nobel?
  3. Quali sono gli  ultimi 5 vincitori del premio Oscar (miglior attore o attrice)?

Non preoccuparti se non sai le risposte, è normale. Questo perché i migliori si dimenticano facilmente e forse non è così importante avere ricchezza e fama, non credi?

Ora prova a rispondere a queste 3 (semplici!) domande:

  1. Quali sono i 3 professori/insegnanti che ti hanno veramente formato?
  2. Quali sono i 4 amici che ti hanno aiutato in passato (e lo farebbero ancora)?
  3. Quali sono le 3 (o più) persone che arricchiscono ogni giorno la tua vita (non in senso materiale)?

Hai risposto più facilmente, è normale. Questo perché le persone che ti arricchiscono la vita non sono quelle che ti danno soldi, quelle più potenti o più famose, ma sono quelle che si preoccupano per te, che ti aiutano nel momento del bisogno, che ti stanno vicino nella quotidianità lasciando un profondo segno del loro passaggio nella tua vita.

Il denaro non compra queste persone, sei tu che le puoi avere come dono e iniziando a ringraziare per quanta ricchezza hai e puoi ancora ricevere dalla vita, sono certo che d’ora in poi penserai meno ai problemi “materiali”.

Rifletti attentamente: sarebbe bello cambiare il modo di vedere le cose, vivendo libero dagli ostacoli legati al denaro. Chi non ha un lavoro sicuro, chi non ha una casa spaziosa, chi non ha un’automobile di grossa cilindrata, chi non indossa vestiti o scarpe all’ultima moda… l’arte di accontentarsi non è così semplice, lo so benissimo, però possiamo almeno provarci, non ci costa nulla :-)

Chiudo questo mio personale contributo in 3 passi con l’augurio di aver lasciato una piccola-grande ricchezza dentro di te, nel tuo percorso di crescita personale, nella salute e benessere e, perché no, anche dal punto di vista finanziario, se possiamo chiamarlo così.

Ora che hai seguito questi articoli con attenzione ti rimane solo la messa in pratica: inizia a smettere di lamentarti e, ogni qualvolta accada qualcosa di “negativo” (all’apparenza) , ricorda solo:

Gam Zu le tovà!
Stefano

8 Commenti

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  • elio

    Ciao lamentarsi con sincerità vuol veramente esprimere una richiesta di aiuto a parer mio chi non si lamenta o chi e infastidito da chi si lamenta dovrebbe farsi aiutare (insofferenza, intolleranza , fastidio ) ognuno di noi può se vuole fare la differenza.

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  • carla

    Grazie, leggere l’articolo ha cambiato il mio umore e innalzato la mia energia. Per qualche periodo avevo dimenticato di quanta insoddisfazione porti il pensare di poter essere felici solo in futuro e solo al verificarsi di certi presupposti. Star vicino a persone che fanno della lamentela un esercizio abituale purtroppo contagia senza che ce ne rendiamo conto.
    Carla

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  • Francesco ( ilsegreto.info )

    Sicuramente un ottimo post, anche se mi sento molto daccordo con il primo commento!
    Tutto su basi personali ovviamente. Dico questo perchè poco più di un anno fa, ero rimasto senza un euro ( letteralmente ) in tasca. Paradossalmente, apprezzai il fatto che ancora avevo una casa dove ripararmi, una famiglia alla quale telefonare.. ma se avessi seguito il post “accontentandomi” , apprezzando ciò che avevo.. chissà. Volendo di più, posso dire che oggi mi sento sicuramente molto meglio di “ieri”, e in questo momento presente, con risorse in più, posso solamente dire che la mia vita è migliorata. Il discorso di per se è molto lungo e complesso. Ma sento di dire di NON accontentarsi. Essere sì felici per ciò che si ha, ed anche sentirsi LIBERI di desiderare di più.

    Un abbraccio

    Francesco

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  • armando centore

    buongiorno stefano, mi permetto di darti del tu, anche se non ci conosciamo personalmente, ma con queste news, è come se ci conoscessimo….., sono molto d’accordo sulle tue opinioni, credo che veramente dobbiamo rivedere la nostra esistenza e ringraziare ogni istante per quello che siamo e che abbiamo……”da dare”!!! ti ringrazio perchè dai la possibilità a tutti di condividere, leggendo e praticando questi insegnamenti e concetti. a presto, buon tutto!!!armando ps mi vado a leggere la storia de re e complimenti di nuovo!!!

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    • stefano bresciani

      Ciao Armando, piacere di conoscerti!!!
      Grazie per quello che hai scritto, io personalmente preferisco “dare” ma quando leggo apprezzamenti come i tuoi non posso che essere felice, anche di ricevere :-)
      Buona lettura allora, a presto,
      Stefano

  • alberto ciro

    ciao Stefano, sei un genio. Ovvero sapevo già queste cose ma il risentirle e rileggerle spesso fa molto bene. Ho cercato “gam zu le tovà” subito su google ed ho letto la storia del re e del ministro. Geniale veramente. Bello bello bello.
    Alberto

    Rispondi
    • stefano bresciani

      Grazie Alberto, ma non esageriamo… è “gam zu le tovà” del blog del mio master Reiki Antonio che mi ha ispirato gran parte di questa serie di articoli. La storia del re è veramente bella, hai ragione e anche i miei articoli non sono male, lo ammetto :-)

  • Umberto

    Stefano a mio parere è sbagliato l’atteggiamento che abbiamo nei confronti del denaro e non il fatto di possederlo.
    Per carità si può vivere bene anche con poco denaro e si può comunque essere felici.
    Sicuramente smettere di lamentarsi è già un primo passo per raggiungere questa felicità, indipendentemente da quanto denaro si abbia.
    Però prova a pensare per un attimo alle cose che potresti fare con il doppio del denaro che possiedi adesso.
    Prova a moltiplicare quel numero per 10….per 100….fino a quando la mente non dice “eddai basta così Stefano :-)”
    Devi immaginare che questi soldi amplificano solamente la persona che già sei.
    Se sei già felice della tua vita, fai beneficenza e ti piace aiutare gli altri, avere molti più soldi ti farà amare ancora di più la tua vita, ti consentirà di fare ancora più beneficenza e di aiutare ancora di più gli altri.
    Al contrario, se sei arrogante, spendaccione, vuoi il lusso sfrenato, non ti importa nulla del prossimo e i soldi per te sono solamente un traguardo da raggiungere, averne molti di più ti farà diventare una persona ancora più “cattiva”.

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