autogenia

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Il principio di autogenia
Formulato inizialmente da Schultz e sviluppato da Luthe in seguito, il principio di autogenia si riferisce alla naturale capacità dell’organismo di attivare le proprie  risorse di recupero e autorganizzazione. Il principio di autogenia include diversi aspetti:
1)    Il funzionamento spontaneo  dell’organismo che si percepisce attraverso processi di attenzione interna, definita “esperienza di autogenia”;
2)    Le funzioni di recupero e di autorganizzazione psicofisiologica, raggiungendo buoni livelli nello “stato autogeno”, cioè lo stato di coscienza attivato per mezzo di tecniche di attenzione specifiche;
3)    La “consapevolezza”, e quindi la presa di coscienza del mondo interno o della percezione integrata dell’insieme delle rappresentazioni, costrutti e percezioni mentali con le esperienze emotive concomitanti.
Per poter sperimentare l’autogenia, occorre seguire i seguenti passi:
1)    Ignorare l’ambiente circostante, chiudendo gli occhi, rilassando il corpo, osservando  i propri processi mentali, le sensazioni fisiche…;
2)    L’accettazione passiva delle percezioni presenti, senza interferirle (una delle interferenze più frequenti è il tentativo di contrastarla con i ricordi);
3)    Mantenere lo stato di esclusiva percezione del funzionamento dell’organismo in condizioni di minima interferenza della volontà.
Questa procedura permette di valutare lo stato organizzativo del mondo interno, nei suoi aspetti corporei e in quelli psicologici relativi alle costruzioni e rappresentazioni mentali. Le possibili risposte che indicano lo stato dell’organizzazione del mondo interno possono essere: calmo e rilassato, rilassato con una leggera sensazione di nausea, la sensazione di fluttuare.
Le varie forme per sperimentare l’autogenia danno indicazioni sulla salute psichica e psicosomatica. I traumi o le incoerenze che distorcono il normale funzionamento dei processi mentali tendono a comparire con manifestazioni parossistiche non facilmente riconducibili al problema originario (le “scariche autogene”). Eseguita in modo graduale, l’esperienza dell’autogenia permette di valutare la disponibilità dell’individuo  a realizzare il lavoro psicologico.

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